Milan, Galliani e quello spazio che non ci può essere con la nuova proprietà

L'a.d. del Milan ha parlato nel post partita di San Siro contro il Pescara, assumendo una posizione tanto chiara quanto incompatibile con i progetti futuri del club.

Milan, Galliani e quello spazio che non ci può essere con la nuova proprietà
Adriano Galliani, acmilan.com

Niente giri di parole, niente frasi enigmatiche o citazioni canore da interpretare alla luce di qualche possibile affare di mercato, per una volta Adriano Galliani è stato limpido e chiaro nel commentare quello che sarà il proprio futuro dopo il closing fra Fininvest e la cordata cinese guidata da Yonghong Li e Han Li.

In altre occasioni, a domande relative a quello che sarebbe stato dopo il passaggio storico di proprietà, l'attuale a.d. del Milan aveva glissato, sostenendo non fossero questioni da affrontare con lui. Questa volta, però, ai microfoni di Milan TV sono arrivate frasi che non hanno bisogno di grosse interpretazioni per essere comprese nel loro significato: "Bisogna che io abbia rispetto per la mia carriera, non gli altri. Ognuno ha il diritto di nominare il proprio amministratore delegato. Con il signor Fassone ho un buonissimo rapporto. Semplicemente ho detto che non sono disponibile a rimanere come consigliere semplice nè con nessun altro incarico che non sia quello che ho ricoperto per 30 anni. Qualche tifoso vuole che rimanga? Non dipenderà da me." Due gli elementi che emergono da queste considerazioni: a quanto pare è effettivamente arrivata dalla parte cinese la proposta a Galliani di rimanere anche nel nuovo Milan, seppur con un ruolo molto diverso da quello attuale; d'altra parte ecco la conferma che lo storico dirigente rossonero chiuderà la propria trentennale esperienza con il Diavolo al momento del closing.

Marco Fassone, agi.it
Marco Fassone, agi.it

Una situazione inevitabile e un finale di questa storia che sembrava essere scritto già da diverse settimane a dire la verità. L'uomo dei cinesi è e sarà Marco Fassone che di fatto prenderà proprio il posto di Adriano Galliani, affiancato da Massimiliano Mirabelli. Un'eventuale permanenza di Galliani avrebbe creato un pericoloso doppione e dopo l'esperienza negativa della convivenza fra Barbara Berlusconi e l'a.d. del Milan i futuri nuovi proprietari hanno preferito evitare insidiose sovrapposizioni e puntare su un organigramma a livello sportivo fatto di poche figure con ruoli precisi e definiti. Una buona idea, sulla carta, che naturalmente dovrà essere più o meno confermata o smentita dal lavoro sul campo della nuova dirigenza. Galliani, comunque, non rimarrà appiedato. La sua esperienza ultra decennale rappresenta un curriculum assolutamente di tutto rispetto e per lui sembra essere pronto il posto di presidente della Lega Calcio. Il prossimo passo dopo l'addio ai colori rossoneri, già comunicato a Silvio Berlusconi e presto annunciato anche a Fininvest.