Il Milan di Silvio Berlusconi

Quella disputata ieri dovrebbe essere l'ultima partita con Berlusconi alla guida della società rossonera. Pronto il passaggio nelle mani di Sino Europe Sports.

Il Milan di Silvio Berlusconi
Il Milan di Silvio Berlusconi

Da bambini, quando sentivamo pronunciare “C’era una volta” stava cominciando una nuova favola. Il nostro stato d’animo sfiorava le stelle per l’eccitazione che sprigionava la voglia di conoscere il finale che, il più delle volte, si conciliava con un “e vissero per sempre felici e contenti”. Ma ci sono altri tipi di favole, silenziose, che scorrono sotto gli occhi di tutti quotidianamente, che vorresti terminassero con quella frase che ha reso felici molti bambini. A volte quel per sempre, adattato ad altre realtà, consiste solo in un lasso di tempo destinato a terminare e tramuta in per sempre la felicità provata durante quel cammino vissuto insieme. È il caso di Silvio Berlusconi. Leader politico di Forza Italia, imprenditore italiano e ormai ex patron della gloriosa società dell'A.C. Milan, il Cavaliere ha terminato ieri il suo lavoro in società. Il Milan-Fiorentina di ieri sera, infatti, potrebbe essere l’ultima partita della gestione Berlusconi.

Un’era che si conclude dopo 31 anni e ben 29 trofei all’attivo. 8 scudetti, 5 Coppe dei Campioni/Champions League, 3 titoli intercontinentali, 7 supercoppe italiane, 5 supercoppe europee e una Coppa Italia. Quando prelevò la società rossonera per sei miliardi di lire, il Milan era sull’orlo del fallimento dopo la mala gestione di Giuseppe Farina e la retrocessione nel 1980 per lo scandalo Totonero. Era il 1986, in panchina con Berlusconi si succederanno ben 13 allenatori (di cui 5 soltanto negli ultimi 5 anni): da Arrigo Sacchi a Carlo Ancelotti che guideranno la formazione rossonera alla conquista del tetto del mondo, diventando per un certo periodo di tempo la squadra più titolata al mondo.

Inutile poi soffermarsi sul calibro dei giocatori che hanno vestito la maglia del Diavolo: dal trio delle meraviglie olandese formato da Rijkaard, Gullit e Van Basten passando per Pirlo, Shevchenko, Inzaghi, senza dimenticare il passaggio in terra rossonera di Ronaldo e Ronaldinho e i vari fedelissimi come Maldini, Costacurta e Baresi. Ora però è tempo del cambio della guardia. Le cifre del calcio moderno non sono più alla portata di un uomo così vincente e altrettanto anziano che quindi lascia il palcoscenico a chi lo succederà. Milan-Fiorentina è probabilmente l’ultima gara disputata con Berlusconi a capo della presidenza e Montella ha voluto tributarlo con una vittoria e decisivo allungo sulle grinfie della squadra viola. E vissero (per sempre) felici e contenti.


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