Closing Milan, altro slittamento?

Le ultime voci parlano di difficoltà da parte di Sino-Europe Sports nel reperire la cifra pattuita per la chiusura dell'affare. Il termine ultimo è il 3 marzo, Berlusconi potrebbe concedere un'altra proroga.

Closing Milan, altro slittamento?
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Ci risiamo. Quando ormai era cominciato il countdown verso il 3 marzo, giorno designato per il tanto sospirato closing, l’ufficializzazione del passaggio di proprietà del Milan da Silvio Berlusconi al gruppo Sino-Europe Sports, rispuntano nuovi dubbi sull’effettiva realizzazione dell’affare. O meglio, nelle ultime ore i punti di domanda riguardano il reperimento delle risorse da parte della cordata cinese in tempo per venerdì. Le prime ombre le ha gettate in mattinata il sito Dagospia, riprese poi da Sky Sport e da Peppe Di Stefano, uno dei giornalisti della redazione che segue più da vicino i rossoneri.

Il giornalista ha ribadito il concetto espresso da Dagospia ed ha esposto 4 scenari possibili: il primo, positivo, porta al versamento dei restanti 320 milioni di euro da parte di SES; il secondo prevede la concessione di una proroga da parte di Berlusconi; il terzo conduce ad un’interruzione delle trattative, con Fininvest pronta a cercare altri possibili acquirenti dopo aver incassato i 200 milioni di euro di caparra in due tranches già pervenute; il quarto introduce alla negoziazione di un nuovo accordo, con SES che si dovrà accontentare di una quota di azioni minore rispetto al 99.93% pattuito in precedenza.

Al momento l’ipotesi proroga sembra quella più concreta, magari con l’inserimento di una rateizzazione. Intanto è stata confermata dal sito ufficiale del Milan la convocazione dell’assemblea dei soci per venerdì alle 9.30, in cui ci sarebbe dovuta essere la presentazione del nuovo consiglio di amministrazione. A questo punto il condizionale è d’obbligo, visto che non è certo la prima volta che sorgono degli intoppi in questa vicenda – già due rinvii per quel che riguarda il closing – oltre al fatto che la lista di investitori non è ancora stata resa nota – a parte il nome dell’imprenditore Yonghong Li, che sarebbe il nuovo presidente – dopo le smentite di un possibile coinvolgimento da parte di Huarong e di China Merchant Bank.

Non è ancora chiaro neanche se Silvio Berlusconi resterà legato alla società – pare orientato ad accettare il ruolo di presidente onorario – mentre Marco Fassone ricoprirà la carica di amministratore delegato al posto di Adriano Galliani. L’annosa questione aspetta ancora di essere chiarita e le ultime voci non sembrano volte a dissipare i dubbi.


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