Milan, Ses da garanzie. Fininvest ricambia con la proroga

Fininvest non vuole più scherzi e il tempo inizia ad essere troppo. E' stata concessa un'ulteriore proroga a Sino-Europe Sports, ma con ogni probabilità questa sarà l'ultima.

Milan, Ses da garanzie. Fininvest ricambia con la proroga
Photo by "SuperNews"

Il Milan non ha ancora messo la freccia per svoltare in Cina, una terra che gli consentirebbe di ricevere denaro fresco e utile per tornare ad investire a grandi livelli. Berlusconi ha da tempo dichiarato di voler vendere il club rossonero, ma al momento non è ancora stato siglato nessun accordo. Sono state già versate delle importanti somme di denaro che, però, non hanno portato alla chiusura ufficiale della trattativa. 

Fininvest inizia a spazientirsi ed è per questo motivo che ha concesso a Ses (Sino-Europe Sports) un'ulteriore proproga per il closing. Sono arrivati dei documenti sulla tracciabilità del denaro utilizzato dai cinesi per comprare il club. Carte inerenti sia la prossima caparra da 100 milioni di euro e sia le altre due, sempre da 100 milioni, versate tra agosto e dicembre. Ci sarà da versare un'altra somma che, però, verrà monitorata più da vicino dalla holding berlusconiana. 

La trattativa c'è ed è in continua fase di evoluzione. Fininvest è pronta a a dare l’ok sulle garanzie, sul versamento della caparra e ai nuovi contenuti contrattuali. La proroga può essere già ufficializzata domani, ma nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto se ne riparlerà nella giornata di lunedì, in quel che potrebbe rivelarsi un giorno cruciale e storico per il futuro del prestigioso club rossonero. La paura più grande riguarda Yonghong Li, presidente di Sino-Europe Sports e soggetto sconosciuto nella maggior parte degli ambienti d’élite della finanza asiatica che negli anni '90 è stato coinvolto in una maxi-truffa nel settore agrario. 

Altre soluzioni? Il ritorno del thailandese Mr. Bee Taechaubol e di Sonny Wu, personaggi già accostati al Milan in passato. Attenzione anche a un gruppo di misteriosi azionisti italiani interessati ad acquistare per 200 milioni delle quote azionarie della società. 


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