Napoli, questione San Paolo. De Laurentiis vede la luce: "I lavori partono, ma servono garanzie"

Il patron azzurro è intervenuto a margine della consegna del Collare d'Oro per la Canottieri Napoli, durante la quale ha incontrato sia il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, che il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. C'è l'ok delle parti: i lavori possono partire.

Napoli, questione San Paolo. De Laurentiis vede la luce: "I lavori partono, ma servono garanzie"
Napoli, questione San Paolo, De Laurentiis vede la luce: "I lavori partono, ma esigo leggi"

La Napoli che sogna in grande un progetto vincente da questo pomeriggio può guardare con una speranza il più al futuro: durante la cerimonia di consegna del Collare d'Oro, grande onorificenza olimpica da parte del Coni, al Circolo Canottieri Napoli in occasione del centenario del sodalizio giallorosso, c'è stato un incontro tra il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, il presidente del Coni, Malagò ed il Primo Cittadino di Napoli, de Magistris. Tema del giorno i lavori di ristrutturazione allo Stadio San Paolo. 

Un tempio storico per Napoli ed i napoletani. Teatro delle gesta di grandi campioni del passato come Savoldi, Altafini, Krol e Maradona, per finire a Cavani, Lavezzi e Gonzalo Higuain. Il Napoli vuole dare una degna cornice al quadro che si sta vedendo in questi anni sul terreno di gioco, non senza però alcune certezze. 

L'incontro tra le parti sembrerebbe aver dato i frutti sperati, con i protagonisti che si sarebbero accordati sulla fattibilità del progetto di ricostruzione ed ammodernamento dello Stadio San Paolo. Addirittura si sarebbe parlato dell'inizio dei lavori, datato per la fine della stagione dei partenopei e del campionato. Poche ma chiare e significative parole si sarebbero detti i tre, con l'intento unico di lavorare fianco a fianco per regalare alla città di Napoli ed al Napoli Calcio un impianto che possa quantomeno soddisfare le esigenze dei tifosi e della società azzurra. Insomma, De Laurentiis si è detto pronto a sborsare di tasca sua i fondi necessari alla ristrutturazione dell'impianto di Fuorigrotta. Ma ad una sola condizione. Il presidente è stato fermo, anzi irremovibile su un punto fondamentale della questione: il tutto verrà ufficializzato soltanto qualora il ministro della Difesa Alfano riuscisse a garantire la sicurezza dell'impianto attraverso leggi ben precise (quelle di stampo inglese). Una conditio sine qua non che all'apparenza sembra soltanto un'inezia, ma che in realtà è il passo più grande per il Governo ed il Paese per rendere questo Sport un posto un pò più sicuro. 

Ecco adesso le dichiarazioni dei tre protagonisti all'uscita dal Circolo Posillipo. Iniziamo da quelle del presidente del Napoli: "Ho incontrato Malagò. Lui sa bene che io sarei disposto, da sempre, a costruire un nuovo stadio o a modernizzare il San Paolo, come è nostra intenzione fare, ma se non ci sono gli interventi opportuni per fare in modo che allo stadio ci vada gente civilizzata non è possibile mettere a rischio degli investimenti se non si è tutelati. Servono leggi come quelle inglesi, altrimenti è inutile fare tanti lavori se poi ti vandalizzano l'impianto. Prendiamo ad esempio quanto è accaduto a maggio scorso, quando ha perso la vita il nostro caro tifoso Ciro Esposito. Non è possibile che si verifichino situazioni del genere, senza essere tutelati. Con il sindaco de Magistris il rapporto è buono, siamo in sintonia, faremo ciò che è positivo per la città. I lavori partiranno, come previsto, alla fine del campionato".

Il numero uno partenopeo ha continuato ponendo l'accento anche sull'etica e sull'educazione delle persone che popolano gli stadi, oltre a tornare sulla decisione del CASMS di limitare la presenza in curva ai soli abbonati in occasione di Napoli-Inter di domenica sera: "Sono sempre stato un paladino del riscatto, conoscendo i propri limiti, educazionalmente parlando. Il nostro paese è maleducato, ma nessuno ne vuole prendere coscienza. Quando siamo a teatro o al cinema, ridiamo e guardiamo il vicino che ci sta affianco. Non pensiamo mai di stare noi su quel palcoscenico o su quello schermo. Questo paese in cui ho vissuto, dove gli stessi critici non capivano e criticavano i miei film senza capire che io criticavo il paese. E' un paese dove è scomodo vivere, non riesce a sconfiggere la mafia e la camorra. Mi sono stufato! Quando ieri mi si è detto all'improvviso che chiuderemo lo stadio domenica per Napoli-Inter, m'è salita una mappata nello stomaco. Ho chiesto di parlare subito col prefetto di Napoli, il dottor Panico. Era un'infamia che si stava realizzando alle spalle dei napoletani, perché ci sono trenta cretini che hanno assaltato un commissariato. Chi sono questi 30 cretini? Diamogli una lezione. Non siamo stati capaci di governare Fiorentina-Napoli a Roma o il flusso degli olandesi a Roma e ci siamo fatti distruggere la "Barcaccia". Lo sport significa 'incontro' e non 'scontro'". 

"Con il Napoli si sta lavorando con grande impegno, per fare in modo che lo stadio sia funzionale. L'intesa con De Laurentiis è positiva" le parole del Sindaco Luigi de Magistris. Ottimista anche il presidente del Coni, Gianni Malagò"L'incontro con De Laurentiis e de Magistris è stato positivo, si lavora per il San Paolo".

Napoli è pronta ad accogliere il nuovo Stadio, lasciando intatto quello che è il Tempio storico di Fuorigrotta. Da oggi, forse, il futuro del Calcio a Napoli è ancora più luminoso. 


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