Milan-Napoli: Mihajlovic, io ti batto così

A poche ore dal posticipo serale di San Siro, che vedrà impegnati il Milan di Mihajlovic ed il Napoli di Maurizio Sarri, andiamo a scoprire i temi principali del match che potrebbero far pendere l'ago della bilancia dalla parte degli ospiti.

Milan-Napoli: Mihajlovic, io ti batto così
Milan-Napoli: Mihajlovic, io ti batto così

Il posticipo serale della settima giornata di Serie A vedrà, in contemporanea con Fiorentina-Atalanta, il Milan di Sinisa Mihajlovic cercare riscatto e conferme contro il Napoli di Maurizio Sarri, lanciato in campionato come in Europa League da una striscia vincente interrotta soltanto dal pareggio di Carpi. A poche ore dalla sfida clou di giornata a San Siro, andiamo a scoprire, nel nostro approfondimento che riguarda il Napoli (quello del Milan lo troverete nella sezione dei rossoneri), i temi principali del match che potrebbero far pendere l'ago della bilancia dalla parte degli ospiti. 

In cinque punti proveremo a capire come la squadra di Sarri può impensierire i rossoneri, andando a snocciolare quelli che potrebbero essere i temi tattici della gara di stasera. 

Momento di forma - Lo stato di forma della squadra azzurra è sotto gli occhi di tutti. Il Napoli che si presenterà stasera a San Siro, sponda rossonera, arriva da un periodo a dir poco esaltante: il pareggio di Carpi è l'unica gara, nelle ultime cinque apparizioni stagionali dei partenopei, che la truppa dell'allenatore toscano non ha portato a casa. Brugge, Lazio, Juventus e Legia, non più tardi di giovedì, sono cadute sotto i colpi di Higuain, Hamsik e compagni. Un momento di forma straordinario, che oltre a dare certezze e fiducia alla squadra napoletana ha permesso alla squadra di Sarri di lasciarsi alle spalle le polemiche di inizio stagione, quando i pareggi contro Sampdoria ed Empoli, succeduti alla sconfitta di Sassuolo, avevano fatto storcere il naso ai più in maniera fin troppo prematura. 

Precedenti tattici - Il precedente ci è fornito, in questo caso, dalla sfida di sabato sera tra gli azzurri e la Juventus di Allegri. L'allenatore livornese, così come Mihajlovic nella passata stagione con la Sampdoria ed in questa stagione con il Diavolo, utilizza il 4-3-1-2. Senza tornare all'annata precedente, quando sulla panchina del Napoli siedeva Benitez e non ci permetterebbe un raffronto maggiormente veritiero, guardiamo proprio a Napoli-Juventus della giornata precedente. Gli azzurri hanno limitato i bianconeri nelle loro azioni offensive, rallentandone i tempi di gioco con una pressione organizzatissima che non ha permesso agli ospiti di impostare l'azione con tranquillità e fluidità (nella foto 1 uno degli esempi), impedendogli di trovare, se non raramente, i punti cardine del proprio attacco. Allo stesso modo, il Milan utilizzerà (o doverbbe farlo) lo stesso modulo dei quattro volte campioni d'Italia: il Napoli proverà a fare impostare l'azione al centrale di destra (Higuain indirizzerà la sfera), De Sciglio (Padoin) verrà preso in consegna da Insigne, Kucka (Lemina sabato scorso) da Hamsik, Montolivo (l'Hernanes di stasera) da Jorginho o da Allan che ne limiterà i motivimenti, mentre Bertolacci (nel ruolo di Pogba) sarà osservato da Callejon. Sulla trequarti, per i rossoneri agirà Bonaventura, mentre sabato scorso c'era Pereyra in quel ruolo: all'ex bergamasmo il compito di spezzare in due il baricentro azzurro. Il Napoli, così come sabato scorso, dovrà essere bravo a sfruttare al meglio la scarsa mobilità dei mediani avversari, che non hanno nelle proprie corde una velocità di pensiero e di esecuzione che permetterebbe loro di ribaltare l'azione con maggiore velocità rendendo vana la pressione azzurra. 

Stabilità tattica - Il Napoli ha trovato con il 4-3-3 maggiore equilibrio e molta più copertura (soprattutto in larghezza) di tutte le zone del campo. Il modulo precedente, che prevedeva il trequartista, lasciava invece troppo scoperte le zone laterali, dove i terzini avversari avevano un ampissimo raggio a disposizione nel quale manovrare. Gli azzurri erano così costretti a scalare con le marcature, che lasciavano troppi spazi vuoti al centro del campo quando, all'occorrenza, le mezzali dovevano andare in marcatura sui terzini avversari. Invece, dopo i primi passi falsi, Sarri ha modificato l'assetto con una sorta di centrocampo a 5 in fase di non possesso, che garantisce maggiore equilibrio e coperture di tutte le zone del campo in maniera molto più soddisfacente e produttiva quando la squadra sale in pressione. Ne scaturiscono ripartenze velocissime, che con le qualità offensive a disposizione degli azzurri, risultano molto fastidiose da affrontare per gli avversari. 

Aggressività, pressione ed impostazione del ritmo della gara - In questo contesto si inseriscono di conseguenza altri tre aspetti fondamentali, che potrebbero giovare a Sarri ed al Napoli. L'aggressività degli azzurri ha permesso, come detto, di irretire la Juventus così come già capitato contro la Lazio ed il Brugge. Allo stesso modo il tasso di intensità e pressione della squadra partenopea dovrà essere molto elevato. Tuttavia, fino ad oggi il problema del Napoli è stato proprio questo: fuori casa la compagine di Sarri non ha ancora dimostrato di avere questa irruenza e questa personalità nell'imporre il tipo di gara che vorrebbe. Risiederà proprio in questo la chiave di lettura del match, con gli ospiti che dovranno imporre il ritmo alla gara senza farsi schiacciare dai rossoneri: Mihajlovic ha sempre chiesto grinta e cattiveria agonistica ai suoi uomini, ed in questo il Napoli dovrà dimostrare di esser superiore. 

Higuain e i duelli singoli -  Lo spauracchio numero uno per la difesa rossonera, priva dello squalificato Romagnoli, sarà inevitabilmente Gonzalo Higuain. L'argentino ha già punito i rossoneri, lo stesso anno in cui Reina neutralizzò un rigore a Balotelli. Al di là dei corsi e ricorsi storici, dopo il ritorno dello spagnolo all'ombra del Vesuvio, la condizione psico-fisica del nueve argentino è ideale: dopo i cinque gol in campionato (2 a Samp e Lazio, 1 alla Juve), Higuain si è sbloccato anche in Europa e fuori casa. Il Pipita sembra essere lo specchio esatto dei risultati partenopei: quando lui segna, il Napoli vince. Insomma, Ely e Zapata non vivranno una serata facilissima. 

Higuain ma non solo: i duelli sugli esterni tra Callejon e, presumibilmente, Insigne (nel caso non dovesse farcela, pronto Mertens), saranno fondamentali nello sviluppo del gioco azzurro. Il talento di Frattamaggiore dovrà creare la superiorità nell'uno contro uno, sfruttando le proprie doti per metterle al servizio di Higuain e dello spagnolo. A sua volta, l'ex Real, bravissimo nel tempismo e negli inserimenti, dovrà vedersela con De Sciglio, che spesso ha avuto qualche infortunio di troppo nel coprire lo spazio a palla scoperta. 

Insomma, la tavola è apparecchiata. Il Napoli è pronto a sbancare San Siro dopo Varsavia. Ci riuscirà


Share on Facebook