Zuniga: "Se non gioco non è per colpa mia"

Il terzino del Napoli si è confidato ai microfoni del quotidiano colombiano "El Tiempo", parlando della sua situazione da separato in casa.

Zuniga: "Se non gioco non è per colpa mia"
Zuniga: "Se non gioco non è per colpa mia"

La quiete di risultati in casa Napoli viene turbata, nell'immediata vigilia della sfida contro il Palermo, da un'annosa questione che da tre anni tiene banco nel capoluogo campano: Zuniga è tornato a parlare e lo ha fatto senza peli sulla lingua ai microfoni del Tiempo, quotidiano colombiano. Il terzino della Cafetera, prelevato tempo fa dal Siena, dopo aver rinnovato il contratto agli albori della prima stagione agli ordini di Rafa Benitez, ha disputato da allora pochissime gare in maglia azzurra, tartassato da infortuni veri o soltanto presunti tali. 

Tuttavia, l'ex bianconero ha giocato tutte le gare di qualificazione e non solo con la maglia della Colombia, alimentando le polemiche che lo vedevano sempre assente per svariati motivi dalle partite con la compagine partenopea. 

"Prima di tutto voglio dire che ciò che conta è che io sto bene, grazie a Dio. Mi sto allenando ma non sono considerato dallo staff tecnico e dal club. Non capisco, fisicamente sto bene. Perchè non vengo preso in considerazione? Non lo so! E' molto strano quello che sta accadendo. Neanche in panchina mi portano. Il problema è il club perchè l'allenatore è appena arrivato, lo capisco". 

Zuniga parla così del rapporto che ha con la società, con la quale ha espressamente parlato di cessione: "Ho parlato con il direttore sportivo. Loro, come me, sono in attesa del mercato di gennaio. Ma se l'idea è che vado via a gennaio, è strano non farmi giocare. E' più facile vendermi facendomi giocare. Fiorentina? Penso che ci siano squadre interessate. La cosa importante è che sto bene, ho lasciato alle spalle l'infortunio. Come ho sempre detto al club, datemi un'occasione di una partita  e vedente, ma non me la concedono, forse perchè sanno che poi sarà complicato. Io continuerò a lavorare e lasciare tutto nelle mani di Dio".

Infine il colombiano ha raccontato le sue giornate da separato in casa a Castelvolturno e di come sta vivendo la questione: "Quando sei infortunato è diverso perchè pensi 'ho sei mesi di lavoro per recuperare'. Ma quando stai bene, ti alleni bene e sai che si puoi dare una mano alla squadra ti dà rabbia non poter fare ciò che più ti piace. Devo essere molto forte con la testa, altrimenti puoi prendere decisioni di ti puoi pentire. Come trascorro le giornate? E' una situazione di disagio. Non vedo l'ora di giocare di nuovo. Mi alleno, vado a casa con la famiglia, andiamo a cena. Cerco di vivere normalmente. Tutto ciò che voglio è essere pronto entro gennaio". 


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