De Laurentiis: "Il San Paolo è un cesso, e continuerò a dirlo. Questo Napoli è brillante"

In occasione del trentennale di Eduardo De Filippo, questo pomeriggio è intervenuto Aurelio De Laurentiis al Maschio Angioino. (Tratto da CalcioNapoli24.it)

De Laurentiis: "Il San Paolo è un cesso, e continuerò a dirlo. Questo Napoli è brillante"
De Laurentiis: "Il San Paolo è un cesso, e continuerò a dirlo. Ecco le mie idee"

Presente al Maschio Angioino questo pomeriggio, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato qualche dichiarazione sul futuro del club e ancora una volta ha toccato l'argomento San Paolo. Dopo qualche flashback al 2004, data in cui ha acquisito il Napoli, il presidente ha parlato delle sue idee per la società, dimostrando ancora una volta l'intenzione di trovare terreni per costruire un nuovo centro sportivo. Tanti complimenti anche a Maurizio Sarri e a questo Napoli, che trova uno dei più belli della sua era, ma anche un attacco alla stampa. Ecco le parole del patron azzurro.

Un ritorno al passato. De Laurentiis ha raccontato come è riuscito a comprare la società azzurra, fallita nel 2004: "Vi racconto una storia: vengo a Napoli, vado da un giudice fallimentare, verso 33 milioni e mi danno un pezzo di carta. In due anni, partendo dalla Serie C, ho sborsato altri 100 milioni. Dal nulla, siamo arrivati ad essere l'unica squadra presente in Europa quest'anno e la 15esima squadra più importante d'Europa. Mi vergogno quando il Bayern Monaco viene qui al San Paolo. Ma io al San Paolo sono ospite. I tornelli li ho pagati io. Noi diciamo che siamo al 90esimo anno. Questa squadra è nata nel 2004, altro che 1926. Il Napoli non esisteva più, questa squadra potevo anche chiamarla pure Partenope. Sono andato da Caldoro, ho chiesto i fondi europei per mettere a posto lo stadio. Non l'ho visto più da allora. Ora abbiamo il nuovo presidente della regione che è molto in gamba. Ho bussato al sindaco di Pompei e di Ercolano perchè lì c'è la cumana, volevo fare un'accademia. Volevo costruire dieci campi regolamentari, una scuola, un albergo, palestre, piscine. Avevo semplicemente chiesto di darmi il terreno. Volevo investire 8 milioni di euro. Non ho più visto neanche loro. Il privato è sempre più veloce della pubblica amministrazione, ma deve essere messo in condizione di lavorare. È vero, gli italiani hanno la mano lunga, ma avrebbero potuto mettere dei supervisori a controllare il mio lavoro. San Paolo? È un cesso e continuo a chiamarlo cesso"

Numerosi i progetti per il futuro del suo Napoli: "Sono andato a vedere Soccavo, e poi l'altro grosso campo di Scampia. Premesso che lì c'è ancora di mezzo il Comune fino al 2019, ma c'è anche un soggetto che fa delle aste che chiede cifre non idonee. Sapete perchè? Perchè sa bene che soltanto il Calcio Napoli può investire su quel territorio. Non è così semplice trovare una soluzione per fare campi da calcio. Bisogna riflettere prima di parlare".

Il cruccio San Paolo: "Quando il sindaco dice che voglio investire solo 20 milioni nello stadio, voglio dire che i miei soldi si basano su lavori basilari da fare allo stadio. In primis, penserei a risolvere il problema delle stalattiti di escrementi. Io non devo dimostrare niente a nessuno, mi fanno ridere quando mi dicono che devo dimostrare di avere i 20 milioni. Poi, io ho offerto 20 milioni, ma ci sono altri privati che farebbero arrivare la cifra a 50 milioni. Vorrei rendere Fuorigrotta una zona vivibile non solo ogni 15 giorni. Volevo mettere a disposizione miei dottori per fare una clinica a disposizione della città e non mi è stato concesso. Da un giorno all'altro, mi posso anche stancare e ritirare l'offerta. Se la legge non funzione, andiamo da Renzi, e chiediamogli cosa dobbiamo fare per uscire da questo immobilismo. La mia parola è sacra, ho promesso al sindaco di fare la pista d'atletica da un'altra parte e gli farò anche nuove palestre al Collana. Vorrei fare anche una squadra femminile. Ammiro il sindaco perchè anche lui ha i suoi problemi all'interno della giunta. Invece di contrastarci, dovremmo parlare. De Laurentiis vuole il bene della propria squadra. Voglio che quando compro un top player non mi vergogni di portarlo allo stadio. Alcuni si lamentano perchè le mogli non possono andare in bagno a fare pipì. Io non vado mai in bagno al San Paolo, ho paura".

Poi l'attacco alla stampa sportiva italiana: "Mandarini stava alla Gazzetta dello Sport, come Malfitano, e non era un tifoso del Napoli. Ora è al Corriere dello Sport, strano no? E si permette, non so da chi stimolato, il che sarebbe grave, o per ignoranza, di fare un articolo relativo agli ingaggi di Sarri. Si permette di dire quanto io gli dovrei dare per le prossime future stagioni, ma come si permette? Se io non fossi amico dell'editore del Corriere dello Sport chiederei 50 mln di danni. Posso capirlo che per ignoranza si facciano degli strafalcioni. Esiste un istituto che permette di fare contratti definiti in tutto e per tutto, col corrispettivo e le clausole che regolamentano il rapporto tra le parti. Si chiama 'opzione', perchè entro un termine prestabilito, si può esercitare. Se io la esercito entro il 30 aprile con una comunicazione scritta, il contratto è regolarmente rinnovato. Posso decidere di dargli un bonus e non di dargli un malus, ma questi sono fatti miei. Come si permette questo giornalista? Ha detto cifre inesatte. Ma qui vogliamo giocare o siamo tra persone serie? Altrimenti comportiamoci tutti come Totò. Un'altra cosa che mi dà fastidio è che Gazzetta e Corriere fanno i titoli anzichè farli fare ai giornalisti che scrivono i pezzi. Questa storia o finisce o parlerò solo con le tv, senza fare altre conferenze stampa. Amo la democrazia, ma anche la serietà. Non è serio fare un titolo che poi contraddice ciò che nel pezzo c'è scritto. Ho fatto una conversazione privata col mio DS, posso? Considero il Napoli come una famiglia e non c'è separazione tra direzione sportiva, generale, presidenza e coach. Noi dobbiamo parlare tra noi e se esprimo un qualcosa che non è offensivo perchè stravolgere tutto. Non mi sono permesso di dire come giocare a centrocampo o con quale difesa o con quale attaccanti giocare. Io mi sono permesso di far riferimento a due moduli praticati dal mister, non il 4-4-2. Sarri già durante il ritiro ha utilizzato il 4-3-3 e lo fece anche in passato. Noi non è che abbiamo tre trequartisti e mi venne spontaneo dire che se le prime partite eranbo andate così e così sarebbe stato il caso di cambiare modulo, modulo già utilizzato. Mi rompo le scatole e vi dico 'jatevenne'". 

Higuaín o Cavani? "Sono due cose diverse. Higuaín è il vero, unico, reale, centravanti del mondo. Cavani era una seconda punta prestata a fare il centravanti. Edinson aveva capacità di recupero della palla anche in difesa, era talmente protagonista che pensavo potesse dare una ginocchiata al portiere prendendogli il posto. Li vedrei bene insieme. Non torno sui miei passi e poi voglio un Napoli giovane, Higuaín è più giovane di Cavani. Adoro la mamma e il papà di Higuain, spero di conoscere presto suo fratello che gioca in America. Cavani è stato un bel triennio, ma mi trovo meglio col Pipita". 

Su Maurizio Sarri, belle parole del presidente che svela anche qualche retroscena: "La cotta per lui me la presi nel momento in cui mi disse che stava per andare a Milano e che aveva avuto la mia telefonata e ci ripensò. Mi disse che era nato a Bagnoli, posto dove ancora vado a correre e penso che sto resprando le fetenzie dell'amianto. Bisognava bonificare tutto, creare quindicimila posti di lavoro, ma non è stato fatto niente. Città della Scienza? Della deficienza, non della scienza. Ho messo circa 100 mila euro per riaggiustarla. Questo è il mio più bel Napoli di sempre, ma anche quello di Mazzarri mi piaceva. Questo è un Napoli più brillante e più protetto. Bravo Sarri per aver ottenuto questo collante tra attacco e difesa. Questo Napoli si diverte, tutti vogliono giocare e quando s'incavolano sono felice perchè vuol dire che si rendono partecipi. Sarri è una persona che adoro ed è un personaggio tipico eduardiano. È emblematico, poco parlante, ma estremamente evoluto nella sua complessità. È bellissimo, avrete modo di defifrarne la sua complessità e di non annoiarvi mai. Se lui non si dovesse mai offendere delle mie impulsioni a gamba tesa, con me durerà molto a lungo. Reja l'ho considerato uno di famiglia, ma adesso considero anche Sarri così". 

SSC Napoli