Napoli, la corsa a tappe passa dal fattore San Paolo: il filotto può spingere gli azzurri

Davanti al pubblico amico il Napoli non ha perso un solo colpo nel girone d'andata, ottenendo sette vittorie e due pareggi contro Sampdoria, alla prima uscita stagionale al San Paolo, e Roma. Un filotto che, qualora venisse confermato anche nel girone di ritorno, potrebbe infondere fiducia ai partenopei in vista delle trasferte in casa di Juventus, Inter e Roma. Che sia un bene?

Napoli, la corsa a tappe passa dal fattore San Paolo: il filotto può spingere gli azzurri
Napoli, la corsa a tappe passa dal fattore San Paolo: il filotto può spingere gli azzurri

"Un giorno all'improvviso, m'innamorai di te... ed oggi come allora difendo la città". 

Che tra il San Paolo ed il Napoli il connubio sia stato fin troppo intenso, tanto viscerale da condizionare gli animi di un popolo e di una città, lo si era capito tempo fa. Tornando ai tempi di Krol e di Maradona, il catino di Fuorigrotta ha sempre trascinato, per calore e passione, la squadra partenopea verso i (pochi) traguardi conquistati. Non a caso, quindi, il pubblico che ad ogni partita interna degli azzurri canta a squarciagola questo motivetto è diventato il motore pulsante della compagine di Maurizio Sarri, trascinata a fine partita sotto la curva per festeggiare assieme ai tifosi. 

Se questo è un sogno, non svegliateci, staranno pensando i tifosi del Napoli, trovatisi ieri mattina davanti a tutti al giro di boa: sensazione strana, perché all'ombra del Vesuvio in questi anni si è pensato più ad inseguire piuttosto che guardare tutti dall'alto verso il basso. Ed ora? L'obiettivo, oramai sancito dalla classifica al termine di un girone d'andata strepitoso, culminato con 41 punti che vanno ben oltre qualsivoglia aspettativa di inizio stagione, è quello di puntare al bersaglio grosso. Del resto è risaputo, l'appetito vien mangiando, anche se Sarri e De Laurentiis, da buonissimi figli della terra partenopea lo celano dietro un velo di scaramanzia. 

Al di là dell'esito del mercato invernale, decisivo come pochi negli ultimi anni, una volta girata la boa, dunque, è tempo di pensare a ciò che verrà e come si dovrà affrontare il girone di ritorno: il campionato del Napoli assomiglia sempre più ad una enorme corsa a tappe ciclistica, fatta di discese, apparentemente innocue in casa, e di tante ascese, da affrontare in esterna. Analizzando il calendario che Higuain e compagni avranno davanti al loro destino e guardando all'ossatura di una squadra costruita per potersi giocare le gare anche in ripartenza, tuttavia, non è cosi sbagliato pensare che il programma possa sorridere ai partenopei. 

Dieci partite tra le mura amiche, nove quelle in esterna. Il Napoli, che al San Paolo ha fin qui disputato nove gare, è la squadra che ha il miglior ruolino di marcia interno, con un punto di vantaggio sulla Fiorentina di Sousa: sette vittorie, due i pareggi contro Sampdoria e Roma; quarto migliore attacco del lotto e soprattutto difesa inespugnabile (6 i gol al passivo, 4 se si considerano soltanto le ultime 8). Non solo, gli azzurri sono anche il miglior attacco del campionato lontano dal catino di Fuorigrotta, aspetto che potrebbe far riflettere in vista delle trasferte più impegnative. 

A Fuorigrotta, a partire da sabato prossimo, si presenteranno in rigoroso ordine cronologico le seguenti squadre: Sassuolo, Empoli, Carpi, Milan, Chievo, Genoa, Hellas, Bologna, Atalanta, Frosinone. Ripetendo le gesta del girone d'andata gli azzurri potrebbero conquistare, sebbene la matematica ed il calcio vadano sempre meno d'accordo, la bellezza di 26 punti, se non di più. Il filotto di successi, inoltre, potrebbe consolidare le certezze degli uomini di Sarri ed infondere maggiore fiducia in vista delle trasferte impegnative che si dovranno affrontare a Torino, sponda Juventus, Milano, sponda Inter, Roma e Firenze. 

E se per rivivere le notti magiche le fortune del Napoli passassero dal San Paolo? Ai posteri l'ardua sentenza, agli azzurri il proprio destino.


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