Napoli, mercato di conferme e rilancio: rosa completa, bilancio più che positivo

Sette acquisti, di assoluto valore, che mettono forse a tacere la partenza più rumorosa e clamorosa dell'estate: via il Pipita Higuain, dentro un mix di giocatori in grado di abbinare talento, futuribilità e soprattutto allungare la rosa a disposizione di Maurizio Sarri. Questo il bilancio finale del mercato dei partenopei.

Napoli, mercato di conferme e rilancio: rosa completa, bilancio più che positivo
Napoli, mercato di conferme e rilancio: il bilancio è più che positivo

Sette acquisti e tre cessioni, una su tutte, che ha forse influenzato fin troppo il giudizio attorno all'operato del Napoli in questo mercato: questo in sostanza il bilancio finale del mercato estivo della società partenopea di Aurelio De Laurentiis che, come da previsione e da promessa al termine della gara casalinga contro il Frosinone della scorsa stagione, ha rafforzato e non poco l'organico a disposizione di Maurizio Sarri con l'aiuto dell'ottimo alfiere Cristiano Giuntoli

La squadra partenopea si presenta così ai nastri di partenza - nonostante le prime due giornate che hanno già portato in dote quattro punti a fronte dei due dello scorso anno - con una rosa molto più competitiva nei ventitrè elementi complessivi, al cospetto dell'assenza del valore assoluto del centravanti padrone della scorsa Serie A. Un piano studiato a tavolino per rendere la squadra maggiormente pronta ad affrontare i molteplici impegni stgionali, sia in campo europeo che nazionale. Basterà per riconfermarsi ai vertici del campionato? Vediamo se si e perché, analizzando le mosse dei partenopei in questa sessione. 

L'addio più doloroso e la rifondazione rosa - Il mercato del Napoli è stato condizionato, fortemente, dalla partenza - sponda Juventus - di Gonzalo Higuain. Partendo dal presupposto che la perdita di un centravanti di questo calibro è sempre un grosso punto a sfavore, la società del patron De Laurentiis è riuscita a reinvestire l'introito di novanta milioni colmando quelle che, alla vigilia della sessione, erano le maggiori lacune. Una rosa più lunga, con comprimari che all'occorrenza dovessero abbinare qualità, quantità e - possibilmente - anche garantire il futuro ed un ricambio generazionale a chi, inevitabilmente e fisiologicamente, è avanti con l'età. In quest'ottica le mosse che hanno fatto fronte alla partenza del Pipita, sono state tutte mirate e precise, andate a bersaglio spendendo, e forse spandendo qualcosina di troppo, nei settori di campo i quali necessitavano di intervento prioritario: difesa e centrocampo. 

Gli innesti di Maksimovic (91) e Tonelli - da valutare quando sarà operativo - in difesa, uniti a quelli di Diawara, Zielinski e Rog in mediana, saranno fondamentali per mettere le pezze laddove il Napoli ha spesso peccato: i ricambi, quasi sempre non all'altezza del valore di chi è partito titolare - soprattutto in mediana - potrebbero far fare il salto di qualità definitivo agli azzurri, nonostante un reparto offensivo qualitativamente e carismaticamente impoverito dall'assenza del principe del gol. Tuttavia, il discoro fatto da Giuntoli e Sarri potrebbe essere stato quello, una volta perso il Pipita, di garantire un fatturato minore, ma comunque cospicuo, in termini di fatturato offensivo grazie al sistema di gioco del tecnico toscano, dando priorità alla solidità e alla lunghezza del roster rispetto all'individualità di un singolo che ha garantito soddisfazioni e primati prettamente personali rispetto a quelli di squadra. Il tutto guardando, sempre, alla carta d'identità di chi arrivava: Milik e Zielinski sono due classe 1994, già pronti all'uso, Rog è un talento cristallino nato nel 1995 e Diawara, a lungo inseguito, è soltanto un diciottenne di bellissime speranze.  

L'attacco: uno per tutti, tutti per uno - In attacco il Napoli ha deciso di affidarsi, ancora una volta, alla certezza degli schemi sarriani e al collettivo, capace di illuminare la scena nel secondo tempo di Pescara, così come nella gara interna contro il Milan: tre dei sei protagonisti dell'attacco azzurro sono andati a bersaglio. In attesa che Insigne e Gabbiadini ritrovino fiducia e serenità mentale prima di tutto, e che Giaccherini torni a disposizione come vice di Callejon, sono state le giocate di Mertens, la verve di Milik e la solita astuzia di dell'ala iberica a garantire gol e punti in classifica e con ogni probabilità li forniranno anche durante tutto l'arco della stagione. Un dubbio, soltanto, quello che lega la permanenza di Gabbiadini all'ombra del Vesuvio dopo un finale di estate alquanto tormentato e rovente, figlio di una incompatibilità tecnico-tattica con le idee di calcio di Sarri. 

Cosa non è andato - Sette acquisti che, però, non hanno convinto per tempismo e programmazione, così come l'aspetto legato ai rinnovi e alle polemiche connesse a questi ultimi. La perdita - improvvisa e, forse, inattesa - di Higuain ha scoperto una inconsistenza strutturale della società nella gestione degli affari. L'idea principale, in origine, di cedere Gabbiadini in luogo di un centravanti di prospetto come Milik che potesse garantire un futuro roseo un domani, è mutata in corso d'opera da una strategia che, infine, si è ritorta contro la dirigenza, costretta a trattenere il centravanti bergamasco dopo la rincorsa vana ad Icardi e la frenesia ne provare a raccattare nel finale un centravanti di ruolo come Kalinic o Pavoletti, decisamente più adatti alle esigenze del mister. Inoltre, cercando il pelo nell'uovo, la mancanza di un vice Reina ed il mancato arrivo - tanto annunciato - di Sportiello in luogo di Sepe o Rafael, rappresenta una virgola negativa nel quadro generale. 

Non solo, la lunga estate partenopea è stata costellata da tantissimi, forse troppi, mal di pancia. Le polemiche per i rinnovi di Koulibaly, Higuain ed Insigne - non trattati precedentemente, quando andavano affrontati - hanno contribuito al crescente malumore del gruppo e della piazza, scagliatasi successivamente contro il patron all'indomani della cessione dell'attaccante argentino. Situazioni spinose che una società solida e lungimirante deve imparare a saper risolvere a tempo debito per crescere ulteriormente, ma che spesso non riesce a riconoscere prima che scoppino definitivamente. Il pugno duro ha però permesso, al contempo, al Napoli di mantenere nei confronti di Koulibaly e di altri giocatori una posizione di forza, culminata con i rifiuti alle offerte non poco allettanti che arrivavano da mezza Europa. 

Il borsino acquisti e cessioni e la rosa finale

Acquisti    
Lorenzo Tonelli Difensore Titolo definitivo - Empoli
Emanuele Giaccherini Centrocampista-Attaccante Titolo definitivo - Sunderland
Arkadiusz Milik Attaccante  Titolo definitivo - Ajax
Piotr Zielinski  Centrocampista Titolo definitivo - Udinese
Amadou Diawara Centrocampista Titolo definitivo - Bologna
Marko Rok Centrocampista  Titolo definitivo - Dinamo Zag.
Nikola Maksimovic Difensore Titolo definitivo - Torino
Cessioni    
Gonzalo Higuain Attaccante Titolo definitivo - Juventus
David Lopez Centrocampista Titolo definitivo - Espanyol
Mirko Valdifiori  Centrocampista Titolo definitivo - Torino

Portieri - Reina, Rafael, Sepe*

Difesa - Albiol, Koulibaly, Maggio, Hysaj, Chiriches, Ghoulam, Strinic, Tonelli, Maksimovic, Lasicki*.

Centrocampo - Hamsik, Jorginho, Allan, Giaccherini, Zielinski, Diawara, Rog

Attacco - Callejon, Insigne*, El Kaddouri, Mertens, Gabbiadini, Insigne jr*, Milik

In conclusione, è difficile guardare e giudicare negativamente l'operato del Napoli in sede di campagna acquisti: mantenere intatta la struttura della rosa della passata stagione, inserendo giocatori duttili che uniscono gioventù ed esuberanza ma anche qualità, carisma ed esperienza alla rosa è senza dubbio un'arma in più che nel corso della stagione riuscirà verosimilmente a contribuire alla conferma della squadra di Sarri ai vertici del calcio italiano ed a contempo a ben figurare in Europa. 


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