Napoli, la bellezza non è tutto

La squadra partenopea è "solo" terza in classifica, nonostante, a detta di molti, pratichi ampiamente il miglior calcio d'Italia.

Napoli, la bellezza non è tutto
Gli azzurri festeggiano uno dei tanti gol rifilati al Bologna.

Dopo i sette, roboanti, gol rifilati al Bologna, a cui sono però seguite le vittorie di Roma e Juventus contro Fiorentina ed Inter, il Napoli si è ritrovato, nella tarda serata del 7 Febbraio, di nuovo al terzo posto in classifica. Posizione che, seppur ambitissima da molte squadre (le milanesi, ad esempio), sembra stare stretta ai ragazzi di Maurizio Sarri e non solo per il secondo posto dello scorso anno. Ciò che stona maggiormente con la realtà dei fatti è vedere ben due squadre davanti agli azzurri, di cui una, la Juventus, addirittura di nove lunghezze. Un abisso quasi inspiegabile se si mettono a confronto le prestazioni fornite da Juve, Roma e Napoli. E allora cosa c'è che non va nel Napoli, che a prescindere registra un passivo di -5 punti rispetto allo scorso campionato? Dove si può migliorare? Dove si sta sbagliando? 

La risposta a queste domande non è semplice e di sicuro attanaglia i pensieri di Maurizio Sarri da qualche mese a questa parte. Detto che trovare una serie di concause non consente necessariamente di aver trovato la soluzione a questo problema (con annesso metodo di risoluzione), di sicuro ci sono da prendere in considerazione diversi aspetti fondamentali.

1  Il Napoli ha subito 26 reti in 23 partite. Più di un gol a partita, come media aritmetica. Tutto questo nonostante sia la seconda squadra in termini di tiri subiti. Nonostante questo dato, il Napoli è la quinta miglior difesa del torneo (e non la seconda!), a pari merito con il Milan e con solo una manciata di gol di differenza da squadre come Sampdoria, Udinese e Chievo. Roma e Juventus hanno rispettivamente 5 e 10 gol in meno al passivo. Gli azzurri hanno tenuto la saracinesca abbassata solo in 6 match su 23 (gli azzurri sono decimi in questa classifica, sorpassati anche da Empoli e Chievo, alla pari con l'Udinese...), mentre Roma e Juventus hanno lasciato la porta inviolata in 10 ed 11 match rispettivamente. 

2 Il Napoli al San Paolo ha raccolto "solo" 27 punti su 36, mentre la Roma e la Juventus hanno sin qui condotto una rotta perfetta, con 11 e 12 vittorie, rispettivamente, in altrettanti incontri. Già solo rielaborando questo dato si possono trovare esattamente i 9 punti di differenza che separano (virtualmente) Napoli e Juventus.

3 Il Napoli ha perso entrambi gli sconti diretti contro Juventus e Roma. Probabilmente sconfitte immeritate, ma pur sempre sconfitte. Quella contro i giallorossi, in particolare, rimediata al S.Paolo (vedi punto 2) nell'Ottobre Nero degli azzurri. 

Questi tre aspetti rivestono un'importanza chiave ai fini della risposta al "Cosa manca a questo Napoli?". Appare chiarissimo come il problema principale degli uomini di Sarri sia la difesa, ma non nel senso in cui molti intendono tale espressione. Gli azzurri hanno una fase difensiva molto solida, e tale asserto è dimostrato dal basso numero di conclusioni effettuate dagli avversari. Quello che è completamente fuori dalla norma è la percentuale realizzativa degli avversari, incredibilmente vicina al 50% effettivo. Tradotto in parole, un tiro insidioso su due entra in porta. Ciò può voler dire solo due cose: o gli avversari si sono inventati costantemente il gol della domenica (e non è così), o ci sono degli errori madornali di concentrazione individuali o di gruppo, isolati in un singolo momento della partita che portano a concedere colossali palle gol agli avversari (ed è così). Ed è questo il vero "qualcosa" che manca al Napoli, una qualità non allenabile sul campo ma solo nella testa dei giocatori. Ed è da questa pecca che discendono probabilmente anche l'incapacità di portare a casa match casalinghi abbordabilissimi (vedi Sassuolo, Lazio, Palermo) e scontri diretti di fondamentale importanza. 

Il gruppo è giovane, come Sarri ci tiene spesso a ribadire, e gli errori di percorso sono per questo fisiologici ed accettabili. Ma la piazza napoletana è calda e ribolle di passione, sente sempre di più il profumo dello scudetto, più del periodo Mazzarri e più dello scorso anno, inebriata dal talento dei suoi giovani fenomeni. E "l'anno prossimo" potrebbe sembrare molto lontano per una tale tifoseria...