Napoli, questione di mentalità

La sfida con il Genoa, antipasto di quella con il Real Madrid (ma non ditelo a Sarri), mette gli azzurri davanti ad un ostacolo di personalità e maturità non indifferente: contro la squadra di Juric non si può sbagliare, ed altresì pensare alla trasferta del Bernabeu.

Napoli, questione di mentalità
Napoli, questione di mentalità

Un ronzio nella testa, sempre più forte, sempre più insistente. Maurizio Sarri, con tono fermo e dittatoriale lo scaccia, quantomeno ci prova. La necessità, la speranza, del tecnico toscano, è che sia riuscito a toglierlo dalla mente dei suoi giocatori. Il Napoli si appresta a vivere una delle settimane più importanti della sua stagione, anche se le sfide al Genoa prima ed al ChievoVerona successivamente sembrano apparentemente lasciare il tempo che trovano di fronte all'evento catalizzatore di tutte le attenzioni del pubblico, e non solo, partenopeo: mercoledì gli azzurri saranno di scena al Bernabeu, inevitabile non parlarne, o comunque citare l'importanza di questa gara, alla quale i ragazzi del maestro di campagna dovranno iniziare a pensarci da domani sera. 

Questione di testa - Il diktat è stato imposto, con fermezza, dal comandante. Più facile a dirsi, ed allo stesso modo a sentirsi, tuttavia, che a farsi. Stasera il Napoli ha, davanti a sé, l'ennesimo banco di maturità della sua crescita: gli esami non finiscono mai, si diceva in passato e, questo del San Paolo contro il Genoa, potrebbe rappresentarne uno degli ultimi, di quelli definitivi. L'enorme difficoltà è quella di prendere sotto gamba, o comunque di non dare il giusto impegno che merita la sfida contro i rossoblù di Juric, lasciando i pensieri a quel che verrà. Errore grave, perché se gli azzurri mirano ad attestarsi nell'èlite del calcio italiano, ma anche europeo, questo è un gradino da saltare a piè pari, senza alcuna esitazione. 

Ivan Juric, allenatore del Genoa, chiede uno scatto d'orgoglio ai suoi - Foto Getty Images
Ivan Juric, allenatore del Genoa, chiede uno scatto d'orgoglio ai suoi - Foto Getty Images

La partita che ci aspetta - Gara tutt'altro che facile da risolvere, con il Genoa che scenderà al San Paolo con la voglia di riscattare un periodo decisamente negativo, di prestazioni e risultati. Il pareggio di Firenze ha dato soltanto una piccolissima boccata d'ossigeno, mentre il crollo interno contro il Sassuolo ha acuito e non di poco lo stato d'animo di frustrazione della tifoseria del Grifone, oltre a condizionare negativamente quello della rosa. Juric chiede ai suoi uno scatto d'orgoglio, mentale, prima ancora di una reazione tecnica e tattica. I liguri si presenteranno con la solita voglia di imporre il proprio asfissiante pressing uno contro uno a tutto campo, al quale il Napoli sembra essere pronto a rispondere con l'artiglieria pesante, nell'intento di alzare il baricentro qualora questi duelli non dovessero essere risolti positivamente.  

L'occasione per l'ex - I dubbi, per Sarri riguardano soprattutto la sostituzione di Callejon, fondamentale pedina tattica nello scacchiere del tecnico toscano. Giaccherini o Pavoletti, Pavoletti o Giaccherini? Come detto, la necessità di potersi affidare all'uno o all'altro deriva dall'importanza che avranno i duelli individuali, e di conseguenza, anche l'apporto che l'uno o l'altro potrebbero fornire a gara in corso. Sensazione, dunque, che vorrebbe dal primo minuto al centro dell'attacco l'ex di giornata, più abile a far salire la squadra quando il Genoa presserà sui portatori di palla napoletani. Appoggiarsi su una sponda rocciosa, favorirebbe lo sviluppo della manovra partenopea; invece, a gara in corso, il possibile avvicendamento darebbe un vantaggio di freschezza e di velocità, oltre che di imprevedibilità, all'attacco azzurro, con Mertens che potrebbe tornare ad operare centralmente. 

Un frame della gara d'andata: Reina anticipa la zuccata di Pavoletti, nuovo compagno di squadra - Foto Getty
Un frame della gara d'andata: Reina anticipa la zuccata di Pavoletti, nuovo compagno di squadra - Foto Getty Images

Le ultime dai campi 

Oltre a Callejon, come detto, Sarri dovrà rinunciare ad Hysaj, con Maggio pronto a farne le veci. Dalla parte opposta Ghoulam, con Koulibaly che torna al centro della difesa accanto ad Albiol. In mediana, il gioco delle coppie dovrebbe vedere spuntarla Jorginho ed Allan, anche se Zielinski scalpita alle spalle del brasiliano. Hamsik, dopo la tripletta di Bologna, alle spalle virtualmente del tridente composto da Mertens ed Insigne ai lati di Pavoletti

Risponde Juric con il ritrovato 4-3-3, che dovrebbe vedere Palladino agire, con Rigoni, ai lati del cholito Simeone, osservato speciale al San Paolo per un eventuale futuro in maglia azzurra. Davanti a Lamanna, che sostituisce il lungodegente Perin, Munoz con Burdisso e Gentiletti, favorito su Orban. Non c'è Izzo, Hiljemark scala in mediana con la fisicità di Cataldi, mentre a sgroppare sulle corsie laterali Lazovic da una parte e Laxalt dall'altra. 

Le probabili formazioni 

Napoli (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Insigne, Pavoletti, Mertens. All. Sarri

Genoa (3-4-3): Lamanna; Munoz, Burdisso, Gentiletti; Lazovic, Cataldi, Hiljemark, Laxalt; Palladino, Simeone, Rigoni. All. Juricù

SSC Napoli