Roma - Napoli, l'analisi tattica

Fioretto contro sciabola, Sarri se la gioca con le sue armi, con il fraseggio e la tecnica, sfuggendo praticamente sempre alla pressione, sterile, della Roma. Poca la benzina nelle gambe dei capitolini, che raramente sono riusciti a catturare i fuggitivi.

Roma - Napoli, l'analisi tattica
Roma - Napoli, l'analisi tattica

La corsa al secondo posto si riapre d'improvviso, nel momento della stagione peggiore possibile degli inseguitori, del Napoli di Maurizio Sarri, reduce da tre sconfitte nelle ultime quattro gare ufficiali. Di contro, invece, la flessione fisica e, in parte, anche mentale della Roma di Luciano Spalletti, ha contribuito nella realizzazione del piano tattico della squadra ospite, scesa in campo all'Olimpico nelle vesti di un giovane Leonardo Di Caprio in "prova a prendermi". Maurizio Sarri se la gioca con le sue carte, con il fioretto, il possesso palla, in versione forse fin troppo estrema. Spalletti - alias Tom Hanks - sfodera l'artiglieria pesante, mette in bella mostra i muscoli, provando a far valere la legge della sciabola. 

Fin dalle prime battute la Roma appare però frastornata, imprecisa e fin troppo fallosa in fase di impostazione, come dirà anche l'agente dell'FBI Carl Hanratty a fine partita. Di contro, invece, Frank Abagnale Jr sfodera tutte le sue caratteristiche migliori: il fraseggio del Napoli è efficace, brillante, preciso e manda a vuoto sempre la flebile pressione romana, portata spesso a casaccio, da De Rossi e da Strootman, che raramente sono riusciti a prendere le misure ai movimenti dei tre centrocampisti avversari. Alla vigilia, l'ago della bilancia era stato appositamente messo sui due terzetti di mediana, ed infatti l'esito del match è stato fortemente condizionato dalla netta vittoria del reparto azzurro su quello dei padroni di casa. 

Hamsik è perfetto nel leggere ad ogni azione la situazione, sgusciando alle spalle della cerniera formata dal capitano giallorosso e dalla lavatrice olandese, propiziando le azioni d'attacco dei figli del Vesuvio: prima lancia Insigne nello spazio, poi Ghoulam fermato da un inesistente fuorigioco; infine, è lui a servire il cioccolatino perfetto a Mertens che capitalizza di fino. 

Da una situazione di cinque contro quattro per la Roma, il Napoli riesce, senza ribaltare l'azione, a trovare il filtrante per Hamsik con Ghoulam, mentre Nainggolan, Perotti e Strootman vanno clamorosamente a vuoto pressando nella zona di nessuno. Lo slovacco è impeccabile nel controllo a seguire e nell'assist per Mertens, favorito da un erroneo movimento di Fazio, sedotto per un attimo, fuggente, dalla chiusura sul capitano del Napoli. 

Nell'azione si nota come, l'alternativa al fraseggio nello stretto, potrebbe essere per Jorginho o per lo stesso Hamsik, allargare l'azione dopo aver congestionato e catalizzato il pressing della Roma in una determinata zona di campo. Se dapprima si era preferita la soluzione centrale, in occasione del raddoppio avviene il contrario. Un'altra chiave tattica del match è stata quella della fase di non possesso della squadra di Sarri, che ha deciso fin dai primi minuti di gioco di aggredire i centrocampisti di Spalletti, lasciando l'iniziativa ai centrali, ai quali spesso è mancata la terra sotto ai piedi palla al piede. Il secondo gol ne è l'esempio perfetto, con i partenopei che riescono meravigliosamente con Rog a chiudere tutte le linee di passaggio ai difensori giallorossi, prima di allargare la sfera per lo slovacco. 

Chiusi tutti i rifornimenti alla verticalizzazione, Rog intercetta la sfera e la elabora per Hamsik, abilissimo nel far correre, sul lato debole, Insigne. Il partenopeo ha una prateria davanti prima di appropinquarsi all'area di rigore, il resto è frutto della qualità degli avanti partenopei: assist al bacio, di sinistro, del Magnifico, tap-in vincente ancora del furetto belga, impeccabile nel taglio alle spalle di uno spaesato Fazio. 

Il piano tattico del Napoli viene attuato per circa ottantacinque minuti, prima di staccare la spina fin troppo presto. Albiol e Koulibaly, così come il centrocampo, perfetti fino a quel momento, lasciano alla Roma ed a Perotti l'iniziativa sulla fascia sinistra, strozzata nei minuti precedenti quando i partenopei avevano volutamente indirizzato le offensive dei romani, quando possibile, al centro, forzando la manovra a lanci lunghi per la testa di Dzeko. Gli azzurri vengono colti di sorpresa dall'argentino, abile nell'andare via a Rog e a beffare Diawara con un rasoterra maligno; il sinistro in diagonale di Strootman è altrettanto preciso, con nessuno dei difensori ospiti che ha il tempo di uscire sull'olandese al tiro. 

L'assalto finale, d'orgoglio, della Roma, frutta un altro paio di occasioni, smorzate dalla voglia di Reina e del Napoli di tornare al successo. Il portiere del Napoli si salva nel finale con un guizzo da autentico campione sul tiro di Perotti deviato da Koulibaly, con gli azzurri che sembravano lasciarsi sopraffare dall'impeto e dalla foga della reazione capitolina. Resistono, tuttavia, i partenopei, che portano a casa un meritato successo per quanto dimostrato nella precedente ora abbondante.

Un successo figlio del sarrismo estremo, delle scelte del tecnico toscano che a inizio gara ha preferito giocare al gioco del gatto con il topo sperando che i suoi, in giornata, fossero riusciti ad eludere la pressione dei romani ed approfittare, così come è stato, di una giornata di visibile calo fisico e di intensità dei capitolini. La corsa al secondo posto si è così riaperta, nel pomeriggio dell'Olimpico, che torna a sorridere al Napoli in vista della gara altrettanto importante contro il Real Madrid di martedì sera. 


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