Napoli, Mertens criptico sul futuro: "Non posso dire nulla"

Intervenuto ai microfoni del portale olandese elfvoetbal.nl, il folletto belga ha parlato del suo nuovo ruolo da centravanti, delle possibilità di secondo posto del suo Napoli e, ovviamente del suo futuro, chiosando tuttavia con una laconica battuta.

Napoli, Mertens criptico sul futuro: "Non posso dire nulla"
Napoli, Mertens criptico sul futuro: "Non posso dire nulla"

Dal nuovo vestito alle possibilità di secondo posto. Dalla classifica all'inevitabile domanda sul suo futuro. Dries Mertens glissa sulla questione contrattuale - “sul futuro non posso dire nulla” - intervenendo dopo la vittoria degli azzurri a San Siro al portale olandese elfvoetbal.nl. Il Napoli si affaccia sul secondo posto, tornando a -1 dalla Roma di Luciano Spalletti: la freccia per il sorpasso è stata accesa ieri sera al Meazza, con gli azzurri che dopo il blackout di Reggio Emilia si sono ripresi alla grande in vista del poker di partite di fine stagione. 

“Secondo posto? Alla fine dei campionati le squadre sono stanche e possono lasciare punti per strada. Questo vale anche per la Roma, sono fiducioso per questo finale di stagione". Napoli di rimonta, che appare ancora pimpante e brillante dal punto di vista sia fisico che tattico, lucido in fase di impostazione, coriaceo e concreto nel difendere nella ripresa il vantaggio acquisito a fine primo tempo. 

Mertens protagonista mancato della serata di San Siro, anche se il palo smorzato nel primo tempo e le possibilità in contropiede nella ripresa gridano vendetta, dopo aver confermato il suo feeling con il nuovo ruolo, ritagliato su misura da Sarri per le caratteristiche del belga: “Mi sento perfettamente a mio agio, non bisogna essere per forza fisici per giocare in quel ruolo con il nostro sistema di gioco".

Ed infine, la chiosa, con una breve battuta sulla sfida di San Siro: "Con L’inter abbiamo fatto una buona prova, spesso il nostro gioco fa sembrare l’avversario non in condizione. Spesso giocare contro di noi è faticoso, perché abbiamo sempre la palla e gli avversari sono sempre costretti a rincorrere”.

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