Napoli, Zielinski: "Sarri ci fa divertire, sono felice di essere arrivato qui. Hamsik un esempio"

Il centrocampista polacco, intervistato dai media nazionali, ha parlato del rapporto con il gioco di Sarri, oltre a quello con Marek Hamsik, suo mentore e modello.

Napoli, Zielinski: "Sarri ci fa divertire, sono felice di essere arrivato qui. Hamsik un esempio"
Napoli, Zielinski: "Sarri ci fa divertire, sono felice di essere arrivato qui. Hamsik un esempio"

A caccia di conferme e non solo. Piotr Zielinski ed il suo Napoli ambiscono al massimo, alla perfezione, estetica e pratica. Il centrocampista polacco, dopo una prima stagione di ottimo livello, punta ad affermarsi ancor di più come punto cardine dell'undici di Maurizio Sarri. Ai microfoni dei media polacchi, la mezzala ex Empoli ha analizzato lo stato di forma suo e della squadra intera, parlando inoltre del modo di giocare dei partenopei che si sposa alla perfezione per le sue caratteristiche. 

"Dopo la partita contro il Bayern Monaco ero molto contento, abbiamo cominciato bene. Il lavoro per arrivare al massimo della condizione è in corso. E' chiaro che nel pre-campionato mancava freschezza, ma adesso ci stiamo stabilizzando su buoni livelli. Le gambe stanno rispondendo bene, abbiamo tutto sotto controllo. Quest'anno abbiamo lavorato bene nel corso del ritiro. Di giorno in giorno ci sentivamo sempre più in forma, più leggeri e questo ci ha portati a giocare meglio. Ora siamo pronti per giocare su più fronti".

E sul suo modo di giocare: "Sarri non commenta il mio modo di gioco. Non mi vieta di prendere rischi perché sa che è il mio stile di gioco. Venendo fuori con dei rischi, porta dei benefici alla squadra perché così l'azione accelera. Ho chiuso con il gioco senza pensiero, adesso sono più razionale, riducendo anche il rischio. Così perdo meno palloni. Se rende migliore il gioco della squadra? Sicuramente sì, ma il nostro gioco si costruisce con la fiducia. E' un gioco basato sulla tecnologia, è tutto studiato. Non ho problemi a perdere palla e tornare subito dietro per recuperare".

Si torna sul trasferimento all'ombra del Vesuvio, con il Liverpool chelo ha conteso alla corte di Sarri: "Io sono felice di essere approdato a Napoli. Qui c'è una grande squadra, un ottimo allenatore e dei tifosi fantastici. Dopo essere venuto a Napoli ho visto soltanto aspetti positivi. E' qui che voglio continuare la mia carriera e non ho alcun tipo di rimpianto. L'impatto col doppio impegno settimanale? Sentivo la pressione, ma ho giocato più di 50 partite a stagione. E' stato un salto considerevole, perché non avevo mai giocato così spesso. Serie A, Coppa Italia, Champions League, Nazionale: così la fatica potevo sentirla, ma riposavo a sufficienza. In questa stagione sarà ancora meglio".

Zielinski che, a Napoli ma non solo, è stato già ampiamente etichettato come erede di Marek Hamsik, anche se il polacco frena e ci va cauto, anche se riconosce nel capitano slovacco il suo modello: "Il migliore nel mio ruolo? Hamsik, e non perché giochiamo insieme. Ha proprio tutto, è un modello per me. Vedo in lui ciò che posso avere io, abbiamo caratteristiche simili. La cosa grande della nostra squadra è il collettivo. Andiamo tutti d'accordo, ci capiamo senza il bisogno di parlarci, siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda. Quando giochiamo come sappiamo, portiamo grandi risultati. Marek è un grande giocatore, si prende tante responsabilità sulle spalle, è molto esperto e tutti ci fidiamo di lui. Molte delle azioni passano da lui, ma anche da me. Siamo complementari e aiutiamo il Napoli. Io sono spesso al centro del gioco. Se mi sta insegnando ad essere leader? Non ho problemi da questo punto di vista. Il gioco non si concentra solo su di me, ci sono altri che hanno grandi capacità. Hamsik è un giocatore di classe mondiale, ma quando manca lui ci sono tanti altri che possono sostituirlo e sono forti".

Ed infine, un bilancio dopo il bottino confezionato in termini di reti ed assist nella passata stagione, con uno sguardo anche alle migliorie da cercare nella nuova annata: "Non erano così male a dir la verità. Ho segnato sei gol e ho collezionato qualche assist. Certo, poteva andare meglio perché conosco le mie capacità. Ho il potenziale per segnare ancora di più e fare più assist, ma ho bisogno soprattutto di continuità. Voglio dare il massimo. Andrà meglio sotto tutti i punti di vista: gioco, numeri e la nostra posizione in classifica. Solo così mi sentirò soddisfatto".