Napoli, De Laurentiis: "Il primato non mi sorprende. Sarri può restare dieci anni, ma dipende da lui"

Il presidente del Napoli, di ritorno dagli States, ha parlato ai microfoni del Corriere del Mezzogiorno, analizzando ovviamente la situazione di classifica, ma non solo, della sua squadra.

Napoli, De Laurentiis: "Il primato non mi sorprende. Sarri può restare dieci anni, ma dipende da lui"
Napoli, De Laurentiis: "Il primato non mi sorprende. Sarri può restare dieci anni, ma dipende da lui" - Foto Ssc Napoli

"I conti si faranno a marzo. Non mi esalto, ma devo dire che non sono neanche sorpreso dal primato. E’ la prosecuzione del girone di andata dello scorso anno". E' un Aurelio De Laurentiis visibilmente carico quello che, ai microfoni del Corriere del Mezzogiorno, è tornato a parlare del suo Napoli e di quanto fatto dalla squadra di Maurizio Sarri in questo avvio di stagione. Campo ma non solo, con il patron che ha analizzato anche le questioni di mercato relative al futuro di Sarri, Ghoulam e Pepe Reina. 

Si parte però dalla classifica e dal sorpasso in vetta alla Juventus. Una Juventus che nelle ultime apparizioni è apparsa leggermente nervosa rispetto al solito. Ciò nonostante, per De Laurentiis i bianconeri restano la squadra da battere e quella più forte del lotto: "Sicuramente. Dopo sei scudetti consecutivi può essere legittimo oggi avere un po’ di preoccupazione. Nervosismo? Sì, probabilmente. Lo sarei anche io al loro posto. Non hanno più giocatori alla Pirlo o alla Del Piero. Io non avrei mai venduto Pogba. Poi quest’anno hanno dato anche Bonucci, che per loro era fondamentale".

Uno sguardo anche in casa propria, con il primato frutto di lavoro e programmazione: "Infatti non sono sorpreso. Abbiamo scelto di mantenere intatta la squadra, rinnovando i contratti di Mertens e di Insigne e con gli altri lo avevamo già fatto. Il Napoli segue il suo percorso di crescita in maniera coerente". Differenze, tuttavia, sostanziali quelle con la passata stagione, anche negli equilibri di squadra: "Quando, secondo me, abbiamo perso lo scudetto perché siamo partiti con l’handicap dell’infortunio di Milik. Abbiamo impiegato un po’ di tempo per individuare in Mertens il sostituto perfetto. Stavolta è diverso. Intanto, credo che possa rientrare a gennaio, ma se così non fosse abbiamo preso Inglese che, in caso di necessità, può raggiungerci a inizio anno". Ed ancora, sull'eventuale scelta tra Scudetto e Champions League, il patron glissa così: "Non mi piace mettere limiti alla provvidenza. Scelta inconscia dei giocatori? Credo che avendo messo a disposizione del tecnico una rosa di 25 giocatori di livello, se lui dovesse accorgersi che qualcuno è meno motivato può sostituirlo".

Si passa alle questioni extra-campo, con il contratto di Maurizio Sarri che fa tremare i partenopei con la clausola rescissoria da otto milioni che potrebbe essere facilmente pagata dalle squadre interessate al tecnico toscano. Tuttavia, De Laurentiis non sembra preoccupato: "Sarri è stata una mia scelta e oggi la rifarei mille volte. Sono innamorato di lui. Con noi potrà divertirsi ancora molto. Lo terrei qui altri dieci anni, ma se dovesse decidere di andar via me ne farò una ragione. Ne troveremo un altro come lui".

Altre situazioni spinose quelle relative ai rinnovi di Faouzi Ghoulam e Pepe Reina. L'analisi del numero uno partenopeo: "Ghoulam? Con lui siamo fermi. Ottimo giocatore e professionista, ma vale lo stesso discorso. Se vuole andare me ne faccio una ragione. Se ci dovesse essere una clausola lo decido io. Reina? Il suo agente mi spiazzò chiedendomi un rinnovo di tre anni. Sarebbe stato un lusso per una società con il nostro fatturato. Preferisco valutarlo anno per anno e chissà che poi le cose non possano cambiare. Avevamo contattato Szczesny, ma lui non voleva fare il secondo".

Un primato, quello del Napoli, accolto festosamente dai tifosi partenopei, i quali tuttavia sembrano aver trovato nel corso delle stagioni una maturità migliore per affrontare la stagione: "Sono contento soprattutto per loro, possono togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Io lavoro per il mio pubblico. So però che il tifoso ragiona diversamente e ha il diritto di criticare. Io accetto le critiche, poi però contano i fatti. Ho sentito dire che non ho investito, ma noi abbiamo aumentato il tetto ingaggi e soprattutto preso altri giocatori che potranno dare il loro contributo".

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