Finalmente un bel Palermo, ma ora occorre continuità

Contro l'Udinese, alla prima in panchina di Barros Schelotto, i rosanero hanno giocato in maniera convincente e hanno meritato la larga vittoria. Ma sabato contro il Carpi si giocherà un'altra finale.

Finalmente un bel Palermo, ma ora occorre continuità
Finalmente un bel Palermo, ma ora occorre continuità

Il Palermo ritorna a vincere, e forse per la prima volta in questa stagione riesce anche a convincere. L'Udinese, in parte decimata da qualche assenza di troppo, non ha praticamente mai avuto modo di giocarsela alla pari contro i rosanero, guidati a bordocampo da Giovanni Bosi - brillante guida tecnica della formazione Primavera - ma sotto la supervisione e con i consigli di Guillermo Barros Schelotto. L'uomo che attende soltanto il passaporto e i necessari nullaosta per poter svolgere regolarmente il ruolo di allenatore, tanto in partita quanto in allenamento, ha iniziato a lavorare nella testa dei giocatori, impostando un Palermo capace di divertire ma senza rinunciare all'equilibrio, e puntando con decisione su alcuni giocatori che, nelle precedenti gestioni, avevano subito una netta involuzione nel rendimento o addirittura non venivano più chiamati in causa.

È quest'ultimo il caso di Robin Quaison, vero e proprio oggetto misterioso nella prima stagione e mezzo  in maglia rosanero, ma capace di eccellere nel pomeriggio del 'Barbera' con una prova sopra le righe. Tanta corsa ma anche qualità per l'ex giocatore dell'AIK Solna, capace di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto e di coronare una bellissima azione con la rete dell'1-0, ma anche abile nell'accompagnare il contropiede e dare l'assist al "gemello diverso" Hiljemark per il raddoppio. Già, quell'Oscar Hiljemark che sembrava poter rappresentare l'ennesimo craque del mercato del Palermo, ma che rischiava di deprimersi - calcisticamente parlando - nelle partite a seguire. Il numero 10 rosanero ha fornito una prova degna delle due cifre che porta sulle spalle: i piedi hanno ritrovato finalmente il feeling con il pallone, le gambe hanno girato a dovere e la testa, finalmente sgombra da pensieri negativi, lo ha aiutato a prendere sempre le decisioni giuste. Con il tandem scandinavo a fare il bello e il cattivo tempo sulla trequarti, il Palermo ha potuto giovare di un Franco Vazquez decisamente meno appariscente rispetto al solito, ma capace comunque di condensare il proprio talento e la propria personalità in poche giocate, come il già menzionato contropiede del raddoppio rosanero.

Un Palermo finalmente quadrato e ben disposto in campo, grazie anche alle novità applicate sul piano tattico da Barros Schelotto. Chi si aspettava un rigido 4-3-3, con gli attaccanti esterni pronti a percorrere il campo attraverso delle rotaie, si sbagliava e nemmeno di poco: Quaison e Vazquez hanno potuto svariare sul fronte offensivo, con Gilardino sempre bravo nel tenere la squadra alta e nel preferire il sostegno per i compagni alla soddisfazione personale del gol. Il centrocampo è stato tenuto in piedi dal duo Chochev-Jajalo, finalmente in grado di fornire prove all'altezza dopo diverse insufficienze, mentre la difesa è stata raramente messa in difficoltà. E nelle due circostanze - gol a parte - in cui ciò è accaduto, ci ha pensato il solito Sorrentino ad opporsi ai friulani. Sabato si va a Modena per sfidare il Carpi: una gara in cui vedremo se il Palermo di Barros Schelotto è una creatura destinata a durare nel tempo, o se la prestazione contro l'Udinese è stata un momento isolato nel bel mezzo di una stagione complicata.


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