Serie A, De Zerbi e l'inesperienza rosanero

I rosa hanno ottenuto un buon punto a Genova contro la Samp. Ma se la mentalità fosse stata un'altra, invece di un solo punto, ne sarebbero arrivati tre.

Serie A, De Zerbi e l'inesperienza rosanero
Serie A, De Zerbi e l'inesperienza rosanero

Siamo al 95’ del secondo tempo. La Sampdoria ha un ultimo disperato tentativo per acciuffare un pareggio che, per come è andata la partita, le starebbe più che stretto. La palla viene calciata nell'area avversaria, una serie di rimpalli la fa scivolare fuori area dove è appostato Bruno Fernandes che, senza troppi complimenti, la scaraventa in porta al volo, segnando il gol della domenica. È 1-1, il Palermo si è fatto riacciuffare proprio all’ultimo secondo di una partita che stava per vincere clamorosamente. Esplode ovviamente Marassi, mentre tra i rosanero il rammarico è tanto. Tre punti sarebbero stati fondamentali per la propria classifica, ma anche un pareggio, per com’è andata la partita, non è alla fine poi così malvagio.

Sì, perché la Samp ha giocato praticamente per tutti i 90 minuti all’interno della metà campo rosanero, e si è fatta beffare solamente per un errore di Skriniar, che ha portato al gol del solito Nestorovski.

Contro i genovesi quindi, il Palermo di De Zerbi non ha giocato una buona partita: non c’è stato il possesso palla tanto caro all’allenatore, non ci sono stati le ottime verticalizzazioni che di solito abbiamo visto, e sono arrivati un paio di errori che sono costati i 3 punti alla squadra. Uno su tutti, è la scelta della posizione di Goldaniga e Gonzalez. De Zerbi continua a schierare centrale l’ex giocatore del Perugia, con il costaricense sul centro sinistra. Questo posizionamento non favorisce la squadra perché Edoardo, seppur sia un buonissimo giocatore, non ha quell’esperienza tale che gli permette di essere leader della difesa e, conseguenzialmente, di farla salire e di accorciare la squadra. Tante volte, a Genova, si è visto la difesa del Palermo già sulla propria trequarti sul rinvio di Viviano: solitamente, in una squadra di A la difesa accorcia la squadra, posizionandosi già praticamente a metà campo, riducendo così spazi e tempi.

Questo allargare invece il campo e le zone da coprire, non ha fatto altro che agevolare la Sampdoria e mettere in difficoltà il Palermo: la troppa distanza tra difesa e centrocampo, non ha permesso ai rosanero di effettuare passaggi facili e semplici, tali da costruire una qualsiasi trama.

E proprio la costruzione del gioco, è stato il problema principale domenica: De Zerbi, che vuole giocare palla a terra fin dal rinvio di Posavec, non ha capito che il pressing ben organizzato della Samp sarebbe stato difficile da superare senza l’aiuto di tutta la squadra. Così come i giocatori, che sono molto giovani, non hanno capito che, per quanto ci siano le indicazioni del mister, a volte è il caso di far di testa propria, soprattutto in momenti di difficoltà.

All’atto pratico i siciliani avrebbero dovuto capire che cominciare l’azione da dietro, per quanto sia un’idea meravigliosa, non ha fatto altro che portare guai alla squadra, che ogni volta si è trovata ad affrontare 3-4 giocatori blucerchiati già nella propria area di rigore.

Da questo punto di vista quindi, c’è molto da migliorare: contro squadre che ormai sanno come giochi, c’è la necessità di trovare un’alternativa e, speriamo per il Palermo, in queste due settimane di lavoro probabilmente De Zerbi la potrà trovare.

Per concludere, nonostante i tantissimi problemi che ha mostrato la squadra, se la Sampdoria ha pareggiato, il dito lo si deve puntare verso l’inesperienza di questa squadra, e gli errori di alcuni specifichi giocatori che invece, di esperienza, ne hanno da vendere. Nestorovski, ad esempio, che si sta rivelando un buonissimo finalizzatore, quando già erano nei minuti di recupero, ha cercato di andare in contropiede con Rispoli e, invece di andare verso la bandierina del calcio d’angolo, provare a perdere un po’ di tempo e prendere un fallo, ha servito il terzino alla ricerca del secondo gol. La stessa azione, ha poi portato al capovolgimento di fronte per i padroni di casa, che hanno ritrovato gli avversarsi sguarniti su una delle due fasce. Queste piccolezze sono quelle che fanno vincere le partite: perdere tempo, prendere un fallo, sono tutte cose che ti fanno guadagnare tempo preziosissimo.

Ma se da uno come il macedone ci si potrebbe aspettare una mancanza di questo tipo, da uno come Gazzi no. L’ex Toro, consapevole di essere già ammonito, è intervenuto in maniera goffa, su un’azione poco pericolosa della Samp, beccandosi il secondo giallo e quindi l’espulsione. Un’errore clamoroso, considerato anche che poi, Bruno Fernandes, ha tirato proprio dalla zona di campo in cui ci sarebbe dovuto essere Gazzi.

De Zerbi dovrà quindi lavorare anche su questi dettagli che, nella massima serie, sono quelli che contano: un fallo guadagnato piuttosto che una palla persa sono cose che fanno vincere e rimanere in A.


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