Palermo made in China? Si può fare: che progetti!

Zamparini avrebbe incontrato una diligence asiatica: pronti grandi investimenti sul piano tecnico e infrastrutturale.

Palermo made in China? Si può fare: che progetti!
Palermo made in China? Si può fare: che progetti!

Un Palermo cinese? Si può fare. Ci vorrà un mese per ricevere la prima offerta ufficiale da parte della cordata asiatica, mentre ne serviranno altri due per mettere nero su bianco. È un accordo che potrebbe cambiare in maniera drastica le prospettive future di una piazza, che ormai da anni ha fame di palcoscenici più prestigiosi rispetto alla semplice permanenza in serie A, specie se raggiunta con grande sofferenza e fatica come nello scorso campionato. Un'operazione che Maurizio Zamparini ha in mente da diverso tempo, e che solo negli ultimi mesi è riuscito ad accelerare grazie all'interessa di una cordata cinese che vuole rilevare il 75% delle quota societarie del club rosanero, mantenendo all'interno dei quadri dirigenziali l'attuale numero uno di viale del Fante.

Il primo passo sembra già stato fatto, visto che Zamparini avrebbe già incontrato qualche membro della diligence cinese negli ultimi giorni, ricevendo le dovute garanzie anche da parte del governo cinese, che come spesso accade avrebbe dato una discreta spinta affinchè questa operazione venisse quantomeno avviata. Si tratta infatti di un'operazione già vista, almeno in parte, nel caso dell'acquisizione da parte di imprenditori orientali dell'Inter e della trattativa quasi eterna per il passaggio di proprietà del Milan. E spuntano anche le prime cifre: si parla, infatti, di un investimento di ben 200 milioni di euro per rilanciare il brand Palermo a livello internazionale nei prossimi tre, massimo quattro anni. Proprio in questo arco temporale il presidente Zamparini e alcuni membri del suo staff rimarrebbero in seno al club per guidare, più a livello tecnico che societario, la nuova proprietà prima di passare la mano definitivamente, quando la situazione si sarà stabilizzata sia a livello economico che per quanto riguarda gli "impegni" annunciati dalla cordata.

Fra le intenzioni che gli investitori cinesi avrebbero fatto presenti, c'è sicuramente quella di far crescere il Palermo grazie a nuove strutture legate al club. In primis dunque il nuovo stadio, un progetto che Zamparini ha fatto partire diversi anni fa ma che non ha mai preso il volo, a causa di alcuni contrasti con l'attuale amministrazione comunale. A seguire, inevitabilmente, si parlerà a parlare anche del centro sportivo, la cui collocazione non sarebbe quella prevista nei precedenti progetti, ovvero nel comune di Carini, bensì in un'altra area poco lontano da Palermo, ma decisamente più grande di quella già visionata. Due grandi opere, dunque, con Zamparini che ha fatto sapere di un interesse più ad ampio raggio di questa holding cinese, la quale proverà a tuffarsi nel campo dell'agroalimentare e del turismo: ne sarebbe una prova il fatto che gli asiatici vorrebbero "dare alla luce" una grande struttura alberghiera in pieno centro.

Le ultime voci parlano già di un primo investimento previsto alla riapertura del mercato. All'inizio del 2017, infatti, il Palermo potrebbe contare su un tesoretto fresco di circa 50 milioni di euro, qualora la trattativa tra Zamparini e la cordata dovesse giungere ad un lieto fine. Grande potere economico, idee brillanti sul piano infrastrutturale e l'esperienza di Zamparini a fare da "cicerone" nel calcio italiano: così il Palermo potrebbe essere la seconda squadra "a mandorla" del nostro campionato.


Share on Facebook