Palermo, Lo Faso: "Domenica le gambe non tremavano. Tutto passa da noi giovani"

Il talentuoso attaccante rosanero parla in conferenza stampa e mostra grande sicurezza nei propri mezzi.

Palermo, Lo Faso: "Domenica le gambe non tremavano. Tutto passa da noi giovani"
Palermo, Lo Faso: "Domenica le gambe non tremavano. Tutto passa da noi giovani"

Simone Lo Faso non si pone limiti. Dopo la bella mezz'ora spesa in campo contro il Milan, nell'ultima gara di campionato, il giovane talento di scuola palermitana ha parlato in conferenza stampa, dispensando ringraziamenti e facendo capire di voler dare il massimo per la squadra della propria città: "Non ho proprio bruciato le tappe, dopo la Primavera pensavo di arrivare nel calcio dei grandi. Ci siamo sempre allenati bene, anche i ragazzi che sono ancora nel gruppo della Primavera e ha dato il 100% in allenamento. Poi siamo tutti stati chiamati in causa, chi più e chi meno. Punto a migliorarmi allenamento dopo allenamento, voglio mettere in difficoltà il mister. È importante rispondere in maniera giusta e determinata per farsi trovare pronti. Ringrazio Zamparini per la possibilità che mi ha dato e la fiducia nei miei confronti. Poi ringrazio tutti i tecnici che ho avuto fin dai pulcini, mi hanno tutti sostenuto".

Non c'era particolare emozione nelle gambe e nel cuore di Simone, il quale ha sempre giocato con la testa alta e con le idee chiare contro una squadra blasonata e con tanti talenti in campo: "Ho saputo reggere bene l'emozione, sinceramente non mi tremavano le gambe. Sono entrato con tranquillità e non ho pensato per niente a come potesse andare. Per me era importante entrare bene in partita. Per qualsiasi bambino a Palermo, può e deve essere il massimo arrivare in serie A. Non sento alcuna responsabilità, penso a fare tutto tranquillamente, ma è stato tutto incredibile. Per me che sono palermitano, è una grandissima soddisfazione per me e per la mia famiglia aver debuttato".

La famiglia è stata importante per Lo Faso. Grande sostegno ma nessuna pressione particolare, come rivela lui stesso: "Proprio grazie alla mia famiglia non ho avvertito pressioni, è logico che sia peggio giocare quando si hanno pressioni. Con tutte le voci che ci sono attorno, ci si fanno dei progetti in testa. Invece mi sono sempre allenato duramente, ho sempre dato il 100% e ho risposto bene alla chiamata del mister. Somiglianze con Cassano? In un certo senso mi ci rivedo, posso essere contento per il paragone fatto da Di Marzio. È un grande calciatore".

Un gioco, quello del Palermo, che sembra fare al caso di Lo Faso, ma non solo, come rivela lo stesso Simone: "Può fare al caso di tutti, De Zerbi è un allenatore preparatissimo e si vede già dal gioco che fa esprimere alla squadra. Se c'è la testa giusta e riesci a reggere le pressioni, diventa tutto più facile, sia che provieni dagli Allievi, sia che fai già parte della prima squadra. Il mio modello? Fin dal primo giorno di ritiro ho cercato di apprendere un po' da tutti, visto che comunque mi sono trovato in gruppo. Con Diamanti ho un ottimo rapporto, così come con gli altri compagni di squadra. Cerco di rubargli qualche segreto, visti i tanti anni nel calcio professionistico. Vedo delle facce positive, per me è lo stesso Palermo, andiamo in campo sempre per vincere e bisogna solo avere un po' di fortuna".

Il debutto in serie A potrebbe cambiare i piani del Palermo per Lo Faso, con un prestito a metà stagione che potrebbe allontanarsi. Lui la pensa così, anche in base ai tanti giovani che hanno ormai sfondato nella massima serie: "Per me non cambia assolutamente nulla, penso solo ad allenarmi bene, poi sarà la società a decidere. La Gumina l'ho sentito anche prima della partita, ha un problema al ginocchio e l'ho chiamato per augurargli buona guarigione. Mi ha fatto i complimenti, siamo molto amici. I tanti giovani esplosi in serie A? Il calcio italiano sta già cambiando in questo senso, con molti dei ragazzi che si vedono in campo ho già giocato. Sono sicuro che se ci faremo valere faremo tutti grandi cose".

Infine un consiglio alle famiglie, e ai ragazzi che pian piano si stanno affacciando nel calcio italiano: "I genitori debbano restare tali, i ragazzi devono scendere in campo senza pressioni. Ai ragazzi, palermitani ma non solo, posso solo augurare che, se ancora ci fosse anche una piccola speranza di inseguire qualcosa di buono, va inseguito. Con determinazione e sacrificio si riesce a coronare i propri sogni".