Verso Pescara-Cagliari, parla Oddo: "Voglio undici cani in campo"

Il tecnico biancazzurro ha parlato alla vigilia del match di domenica contro il Cagliari.

Verso Pescara-Cagliari, parla Oddo: "Voglio undici cani in campo"
Verso Pescara-Cagliari, parla Oddo: "Voglio undici cani in campo"

"Basta con la prestazione, voglio undici cani in campo". Cosi si esprime Massimo Oddo nella conferenza stampa che anticipa il match di domani contro il Cagliari, valido per la 15a giornata del campionato di Serie A. Una sfida importantissima ma non decisiva secondo l'ex terzino di Milan e Lazio. Di seguito la conferenza.

"L’anno scorso abbiamo fatto un grande campionato grazie alla forza del gruppo. Difficilmente io esalto il singolo, non vado a gratificare il ragazzo. Magari lo faccio in un momento difficile. Il mio discorso di coppa è riferito in generale. Sono ragazzi intelligenti e sanno cosa possono e devono dare: semplicemente a Bergamo non abbiamo dato il 100%. Ci sta che inconsciamente si possa pensare al campionato: per i calciatori che non giocano mai, però, quelli sono i momenti in cui devono rispondere. Servono fatti e non parole. Tutto quello che faccio, lo faccio col massimo impegno e serenità e mi aspetto che i giocatori facciano lo stesso".

Considerazioni sui singoli per gli 11 di domani. "Le chance ci possono essere per tutti. Dipende tutto da loro: Fornasier è rientrato in gruppo da 2-3 giorni, sta bene ed è disponibile. Gyomber ha giocato 90′ a Bergamo, ovvio che rientra da tanto tempo ma speriamo che possano entrambi reggere tutta l’incontro se dovessero andare in campo. Difesa a 4? Devo pensarci ancora, perché è semplice poter dire che sia la soluzione più facile. In determinati momenti non si può fare quello che si vorrebbe: per tanti aspetti, prima di tutto lo stato mentale. In questo momento i ragazzi non possono essere sereni".

"Partita della salvezza? No, ma è importante. Noi dobbiamo pensare di fare il meglio possibile, e non sappiamo cosa può essere. Andare in campo con la pressione di vincere, non porta a buone cose. Domani sarà la partita più difficile che ci potesse capitare per le caratteristiche del Cagliari e quelle nostre. La nostra grande forza deve essere sapere quali sono i nostri limiti, i pregi dell’avversario e cercare di sfruttare al meglio le nostre occasioni. Il primo messaggio è non dover perdere. Della prestazione non mi interessa nulla: devono andare 11 cani in campo. Se noi dovessimo fare una buona partita le possibilità di vincere saranno anche più alte ma in questo momento abbiamo altre priorità, la più importante la condizione mentale del gruppo. Penso che il Cagliari giocherà in contropiede: Rastelli preparerà la partita sfruttando i nostri limiti difensivi e gli spazi che concediamo".

Fiducia della società? "Io non sono nessun valore aggiunto: in Serie A non ho ancora dimostrato nulla. Se la società fa degli attestati di stima, vuol dire che continua a credere di poter fare qualcosa di importante. Non siamo retrocessi: ci sono 4 squadre che lottano per salvarsi e abbiamo visto che queste compagini hanno tante difficoltà, non siamo gli unici. Dobbiamo fare di tutto per invertire la rotta".