Garcia: "Il Parma non molla, dobbiamo essere concentrati"

Il tecnico non sottovaluta l'ostacolo ducale e punta a conquistare l'intera posta per non lasciare scappare la Juventus. Tra assenze e rientri, un incrocio fondamentale prima del ritorno dell'Europa.

Garcia: "Il Parma non molla, dobbiamo essere concentrati"
Rudi Garcia

Rudi Garcia inverte la rotta, niente proclami, un sano realismo. La Roma deve vincere, per mantenere viva la speranza di rincorsa. La Juve dista sette punti e l'obiettivo è mantenere il disavanzo dalla capolista inalterato fino alla scontro diretto dell'Olimpico. Il successo col Cagliari restituisce un briciolo di serenità, ma anche in terra sarda la Roma si è mostrata spesso indifesa, timorosa, messa sotto da un undici orgoglioso, ma tecnicamente modesto com'è quello di Zola. A Roma, arriva il Parma, sommerso dai debiti, condannato dalla classifica e da una gestione fallimentare. Fondamentale non sottovalutare però l'undici ducale, un calo di concentrazione può risultare oltremodo fatale.

"Adesso è il momento di pensare partita per partita, non occupiamo la testa pensando ad altro. Domani non abbiamo scelta, dobbiamo vincere e far vedere sul campo il divario in classifica tra noi e loro. Il Parma non è una squadra rinunciataria, non molla, ha perso solo nel recupero in coppa Italia contro la Juve e noi dobbiamo essere concentrati. Guai a pensare all'Europa League e alla partita del 2 marzo contro la Juventus. Domani dobbiamo dare tutto e vincere".

Capitolo formazione. Tante le assenze in casa giallorossa. Castan e Strootman in primis, due pezzi da novanta che la Roma può solo sfiorare nella stagione corrente, sperando in un recupero completo in vista dell'anno venturo. Iturbe è ai box e Maicon è l'ultimo della lista. Con il brasiliano anche Totti, nel recente periodo apparso in forte calo, complice influenza e acciacchi. Il ritorno degli africani restituisce linfa all'attacco. La vittoria della Costa d'Avorio galvanizza Gervinho e il neo-arrivo Doumbia. Per squalifica è invece fermo Holebas, naturale sostituto Cole. 

"Maicon da 20 mesi si allena col suo preparatore, a volte migliora, altre sta ancora male. Adesso ha di nuovo dolore al ginocchio, speriamo riesca a tornare presto quel giocatore devastante che conosciamo. Totti invece non ci sarà perché è ancora debilitato dall'influenza e non voglio correre rischi. Nessuno è indispensabile, i cimiteri sono pieni di persone indispensabili: Gervinho è importante ma serve il collettivo e poi a parte la Coppa Italia ultimamente abbiamo sempre fatto gol. Non sono preoccupato, avremo anche Doumbia, è un po' stanco ma è pronto, lui è un bomber ed è quello che ci serve".

Il tecnico francese sposta poi l'attenzione sulla fase difensiva, tallone d'Achille nelle uscite dell'ultimo mese "Dobbiamo essere più solidi perché è quella la base per vincere. Considerando tutti i problemi che abbiamo avuto, abbiamo una difesa forte e il mercato è stato fatto bene. Però ci sono dei gol che dobbiamo evitare e i difensori possono fare meglio, ma può fare meglio tutta la squadra. A Cagliari la responsabilità è stata della difesa, ma a volte serve avere una squadra più compatta".

Infine un richiamo a Pjanic. Il folletto bosniaco torna a prendersi  la mediana, in una squadra che nel mezzo può contare sull'esperienza di Keita e sulla fisicità di Nainggolan, ma non su un tasso qualitativo importante. A quello deve pensare appunto Pjanic, talento assoluto. Dopo un inizio coi fiocchi, anche lui si è perso, deludendo le attese del tecnico, ora serve una scossa "Sì, ci aspettiamo di più da lui, soprattutto su come incide nelle zone del campo. È stato costretto a giocare non al 100%, ma adesso non ha più questo problema fisico (al tendine, ndr) e gioca più tranquillo. Lui è il playmaker della squadra e siamo tutti in attesa del vero Miralem, giocatore di altissimo livello".


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