Roma, con il Feyenoord non si può sbagliare

I giallorossi preparano la gara di Coppa, ma le assenze limitano le scelte di Garcia, costretto a giocarsi tutto in pochi giorni, dall'Europa al campionato.

Roma, con il Feyenoord non si può sbagliare
Roma, con il Feyenoord non si può sbagliare

Difficile trovare un equilibrio a Roma, difficile oscillare con estrema rapidità da momenti di esaltazione alla più cupa depressione. Nella Capitale il calcio assume contorni romantici, c'è ancora per il pallone una spasmodica attrazione, soprattutto se i colori sono quelli della Roma. Si esulta, si protesta, si inveisce, si grida, si insulta, ogni sentimento vive in una dimensione che trascende la realtà. Eccessivo amore, dicono da quelle parti. Garcia ben conosce, dopo oltre un anno, i due lati della medaglia, li vive anzi sulla propria pelle in questi mesi. Sa, il tecnico francese, di aver commesso degli errori, paga certo la mancanza di buona sorte, ma l'impressione è che la Roma, in parte, si sia cercata il tunnel in cui ora è dispersa. 

I periodi oscuri hanno, per fortuna della Roma, anche una fine, che può giungere così, di colpo. Il calendario offre due partite in pochi giorni, terribili, soprattutto perché a stretto contatto, ma in grado di fornire un'ulteriore iniezione di adrenalina, fondamentale nel viatico verso la resurrezione. Il demone della vittoria tende a ingigantirsi col passare delle settimane, si fa inafferrabile e scappa lontano, lasciando dubbi e malumori. Si va in Olanda, per il secondo atto col Feyernoord, dopo i disordini, le polemiche e l'amaro pari sancito dal campo, poi la Juve, i nemici di ieri e di oggi. 

Sabatini e Pallotta difendono Roma e la Roma, Garcia pensa all'Europa e scorre la lista dei giocatori disponibili, scopre Florenzi e Iturbe sulla via del recupero, buone notizie, mentre pensa all'undici in terra d'Olanda. Skorupski tra i pali, in difesa il muro Manolas, mentre Castan twitta felice verso il rientro, a sinistra il ballottaggio Cole - Holebas, Maicon resta in lista indisponibili. De Rossi, in panchina a Verona, prende posto nel mezzo, c'è Pjanic, violino appesantito, senza idee, con lui Nainggolan, il trascinatore. 

Davanti Gervinho e Ljajic, poi Totti. La sostituzione di Verona, con annesso battibecco, è alle spalle, la Roma non può permettersi lotte intestine. L'alternativa è Verde, giovane, fresco, mente sgombra e personalità, alla Roma forse serve proprio quello. Lunedì la Juventus, ma si parte dall'Europa e da una vittoria obbligata. 


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