Sampdoria - Roma: Genova ancora crocevia della stagione giallorossa

Dopo il brutto pareggio con il Sassuolo, la Roma cerca di ripartire per non perdere il treno del primo posto.

Sampdoria - Roma: Genova ancora crocevia della stagione giallorossa
Sampdoria-Roma: Genova ancora crocevia della stagione giallorossa

Dopo il suicidio con il Sassuolo, la Roma è chiamata a ripartire, sulla graticola è giustamente finito Rudi Garcia, accusato di un turnover troppo spregiudicato che l'ha portato a cambiare addirittura sei uomini;  dal canto suo la Sampdoria arriva da una brutta sconfitta a Torino ed è desiderosa di rilanciarsi, aggrappandosi ad un Eder in grande spolvero in questo inizio di stagione.

I PRECEDENTI - Confronto numero 131 in Serie A tra Sampdoria e Roma: 40 vittorie blucerchiate, 35 pareggi e 55 successi giallorossi nei 130 precedenti. La Sampdoria ha vinto solo due volte in casa contro la Roma nelle ultime nove sfide di campionato (tre vittorie giallorosse e quattro pareggi) e negli ultimi due incroci al Ferraris la Sampdoria non è riuscita a far gol alla Roma: pareggio per 0-0 nell’ottobre 2014, sconfitta per 0-2 nel settembre 2013.

IL PUNTO SULLA SAMPDORIA- Zenga dopo la sconfitta dello scorso turno dovrebbe confermare il 4-3-1-2 con Viviano tra i pali, Moisander, Silvestre, Pereira e uno tra Zukanovic e Regini indifesa; Soriano, Fernando e Barreto in mezzo e infine Correa alle spalle di Muriel e Eder.

IL PUNTO SULLA ROMA - Garcia dovrebbe aver capito la funzionalità scadente del suo turnover e dovrebbe ridurlo all'osso, il modulo è sempre il 4-3-3 con De Sanctis, Digne, Manolas, De Rossi e Florenzi al posto del pessimo Torosidis; Pjanic, Keita,Nainggolan in mezzo e Gervinho, Dzeko e Iago in attacco. Non a disposizione Totti, vittima di una contusione, e Rudiger.

LA CHIAVE TATTICA - Domenica pomeriggio il gioco della Roma ha latitato non poco: senza il centravanti si è tornati ai tempi del primo Gervinho e del classico " palla lunga e pedalare", il ritorno di Dzeko potrebbe essere quindi fondamentale per spostare gli equilibri tattici della partita grazie all' abilità innata del bosniaco di far salire la squadra e tenere la palla