Roma, vento di tempesta

Scelte, sfortuna, amarezza: dopo il pari con il Sassuolo, la sconfitta di Genova e la piazza ribolle.

Roma, vento di tempesta
Roma, vento di tempesta

Non basta un passo indietro. Garcia accoglie le critiche, si difende, a spada tratta, e ripropone la scintillante Roma d'avvio. Il turnover riposto nel cassetto, l'undici migliore sul terreno di gioco. De Rossi si colloca poco davanti a De Sanctis, è l'interruttore del gioco giallorosso. Il suo magistero al fianco della fisicità di Manolas. In mezzo al campo, il genio di Pjanic. Dzeko come terminale ultimo, Iago e Salah a mettere a ferro e fuoco la resistenza della Samp. Tutto riporta alla Roma capace di soggiogare la Juve, tutto riconduce alla squadra capace di fermare, con corsa e fioretto, il Barcellona.

La notte di A si rivela invece maledetta. Un muro respinge la Roma, un ostacolo invisibile piega l'orgoglio della formazione ospite. La Sampdoria punge poco, coglie offerte altrui, concretizza al massimo quel che ha, quel che produce. La Roma sperpera, per demeriti e per Viviano, gigante nella serata ligure. Basta una punizione di Eder, a cui segue un passaggio a vuoto enorme di Manolas. Piazzato, autogol, 2-1, ad annullare la firma di Pjanic.

La Roma c'è, si presenta con l'abito giusto, ma in un periodo in cui la fortuna guarda altrove, una disattenzione basta per cancellare con un colpo di spugna quel che di buono il gruppo produce.  

Non può essere crisi, non dopo cinque giornate e una sola sconfitta. Campanello d'allarme sì, perché il giocattolo scricchiola, la compattezza mentale è labile e l'ambiente non aiuta. A Roma, l'errore è evidenziato con forza doppia, si concede poco, a chiunque. Lo spettro dello scorso anno è alle porte e Garcia non è più su un piedistallo.

Il tecnico spegne il fuoco, amico e non, evidenzia con lucidità meriti e demeriti, si proietta più in là, scruta l'orizzonte. Sabato, con il Carpi, è pomeriggio per cuori forti.

"E' la prima sconfitta della stagione, ma non la meritavamo. Mi è piaciuto il nostro modo di giocare, ma dobbiamo concretizzare di più e difendere meglio. Contro il Sassuolo avevamo già pagato errori individuali, qui abbiamo sbagliato anche con la barriera sulla punizione. Abbiamo preso due gol in due gare consecutive, i numeri mostrano la nostra supremazia qui a Genova, ma non sono bastati 18 corner a favore. Non abbiamo sofferto, i gol della Sampdoria sono arrivati mentre stavamo giocando noi. Se giochiamo così, comunque, vinceremo le partite. Complimenti a Viviano, ha compiuto dei miracoli. Il rigore non concesso? Ce ne eravamo accorti anche in campo, ma abbiamo avuto tante altre chance, non abbiamo perso per quello. Ora dobbiamo pensare a sabato e a vincere, ci serve come il pane, perché altrimenti perdiamo troppi punti dalla vetta della classifica. Dzeko partecipa spesso all'azione perché lo sa fare, ma il suo compito è stare nell'area avversaria. Non è stato servito bene, ma è un grande campione e farà i suoi gol. Però noi dobbiamo migliorare nell'ultimo passaggio, perché non possiamo fare 40 cross senza sfruttarli".

Alle parole del tecnico, si sommano quelle di Walter Sabatini. L'artefice del progetto Roma, l'architetto del mercato, difende la squadra e in particolare la retroguardia, posta sotto la lente d'ingrandimento dallo stesso tecnico. Momento no, da affrontare a testa alta, questo il sunto di Sabatini.  

"Siamo confortati dalla prestazione della squadra, in cui tutti i calciatori esprimono il loro valore. Ci dispiace non aver finalizzato come potevamo, la squadra ha prodotto moltissimo e perso immeritatamente. Giocando così non mancheranno punti. A me sembra di ricordare che un gol è arrivato su punizione, uno su un autogol sfortunato: non dobbiamo certo criticare i difensori, io ho visto una grande prestazione di tutto il reparto. Hanno giocato sempre d’anticipo, per mantenere la nostra pressione alta. Sono stati episodi sfortunati. Ma la fortuna è un’abitudine, per cui dovremo tirarla fuori… La nostra preoccupazione è rispetto ai numeri, ma sarei molto più preoccupato se facessimo punti rubacchiando. Non ci piace perdere, non ci è piaciuto stasera, ma è successo e andiamo avanti. Reagiamo solo dopo aver preso gol? Non mi pare, basta vedere la partita con la Juventus, anche se un gol subito provoca a tutte le squadre una reazione nervosa, per cui anche a noi. La prestazione di oggi per me è da apprezzare".


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