La Roma "B" fatica col Villarreal, ma ora si fa sul serio in Europa League

I giallorossi disputano una gara di basso livello con molte uomini da panchina e perdono col Villarreal, nonostante un secondo tempo sufficiente in quanto a spinta. Borrè spaventa i giallorossi ma Alisson è bravo a chiudere lo specchio.

La Roma "B" fatica col Villarreal, ma ora si fa sul serio in Europa League
Vermaelen è il volto nero della serata giallorossa. Ancora. FOTO Forzaroma.info

Che il clima fosse sereno, sciolto, era chiaro da inizio gara. Ritmi bassi, Roma senza spinta, Villarreal in gita turistica. Una serata di normalissima amministrazione, condizionata da un'andata chiarificatrice. Il secco 4-0 giallorosso a ricordare ai più che la qualificazione non ha un colore diverso da quello romanista.

La rilassatezza spensierata della Roma, l'incubo di uno Spalletti deluso a fine gara, unito alla serenità di chi è già condannato, "l'arma" di un Escribà molto attento, gli assi portanti di un brutto match che alla fine, tra i delusi dell'Olimpico, consegna il pass degli ottavi alla Roma. Col risultato forse meno previsto.

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La Roma non riesce a costruire e cade nella ordinata difesa spagnola. Con una frase si riassume un match banale, che il Villarreal prova ad aprire con il gol, frutto di uno svarione di Vermalen da pennarello rosso. Manca la reazione giallorossa, mancando gli appoggi sulla prima punta, visto il riposo di Dzeko. Capitan Totti, apparso in difficoltà nei contrasti, nelle sponde, negli agganci, dispensa tecnica solo nei lancioni tipici della sua scuola, ma non incide sul ritmo, ovviamente. Dovrebbe fungere lui da terminale offensivo, ma è costantemente fuori area per ovvie ragioni fisiche e di abitudine. Ci provano allora El Shaarawy e Perotti, che sbagliano una larga mole di palloni. Nessuno, a dirla tutta, si esalta per precisione, ma alla fine il Villarreal non fa nulla per forzare ritmi e gioco, e la Roma può solo che gioirne. Certo, i tifosi rumoreggiano, l'innesto di Nainggolan nella ripresa inoltrata porta ritmo agli undici in campo, ma ancora l'assenza di Dzeko si conferma macigno. Grosso peso, che fa dimenticare la Roma leggera dello scorso anno, quella senza il 9 giallorosso, capace di infiammare vista anche la crisi del bosniaco. 

Il rosso a Rudiger (che ingenuo!) condiziona la Roma in chiave ottavi di finale, con la speranza di un urna benevola, ma è davvero l'ultimo segnale da un match spento. Che si chiude tra fischi e applausi. I primi, alla prestazione, i secondi alla qualificazione, obiettivo minimo.


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