Roma, Spalletti teme il Bologna: "Vorranno mettersi in mostra, dobbiamo essere fortissimi"

Dopo la cocente eliminazione rimediata in Coppa Italia, il tecnico della Roma prova a caricare la squadra in vista della trasferta di Bologna, dove i giallorossi vanno a caccia di un successo per ripartire nella corsa alla Juventus, oltre all'intento di congelare il secondo posto dal ritorno del Napoli. Le parole del tecnico toscano in conferenza stampa.

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Il derby alle spalle, Bologna nel futuro, prima tappa dell'ultimo ciclo di gare che porterà la Roma alla fine di una stagione fin qui vissuta in chiaroscuro. Tanti alti, ma anche fin troppi bassi che hanno condizionato il cammino europeo e, non solo, della squadra di Luciano Spalletti, che in vista del rush finale e della trasferta in terra romagnola, ha così parlato in conferenza stampa, provando a caricare i suoi. Bologna di Donadoni che è avversario sempre da prendere con le pinze e che, nelle ultime giornate, sembra essersi ripreso dal periodo di magra in termini di risultati e prestazioni. 

"Da dove ripartiamo dopo il derby? Ogni volta che si gioca una partita si fa sempre un incontro, un'analisi, nella quale ci parliamo in maniera professionale, in maniera corretta, perché siamo una squadra ed andiamo a caccia dell'obiettivo di gruppo. C'è il dispiacere, certo, c'è l'insidia che possa diventare una sconfitta difficile da digerire, allora ci siamo detti che bisogna essere ancora più uniti nel modo di lavorare. Bisogna rafforzare quello che è il concetto del contrasto, della lotta, siamo andati a prendere delle cose che sono fondamentali per provare a superare questi momenti qui. Inoltre, dobbiamo lavorare con il sorriso, oltre che con il ghigno. Sicuramente è una partita quella di martedì che può disturbare gli equilibri di squadra, ma ho visto un gruppo voglioso e grintoso". 

Uno sguardo anche al Bologna di Donadoni, che cerca un successo di prestigio contro una big del campionato per non sfigurare davanti ai suoi: "Che squadra m'aspetto? Roberto è un professionista vero ed esperto. Uno che ha sempre fatto giocare bene le sue squadre. Hanno la qualità di essere imprevedibili, hanno velocità, potenza e qualità davanti. Hanno vinto due delle ultime tre partite, perdendo a Firenze negli ultimi minuti, ma sono in forma. E' una squadra che può giocare a tre come a quattro in difesa, quindi bisogna essere pronti a fronteggiare diversi atteggiamenti. Proprio per la classifica che hanno, possono giocare senza essere in tensione per il risultato. Hanno giocatori che sono molto stimolati a mettersi in evidenza, come Di Francesco, gli ex. Viene dopo una partita delicata, sarà una partita molto insidiosa, dobbiamo essere non forti, fortissimi". 

Si passa all'analisi dei singoli reparti, con l'attenzione di Spalletti che si rivolge in primis sull'utilizzo dei portieri: "E' sempre stato così. Sono due che si confrontano spesso e che possono ambire al posto da titolare. Esiste la gerarchia delle competizioni, ma si può fare solo se tutti e due sono in condizione, ma non toglie che se uno cala di condizione l'altro può prendergli il posto. Poteva accadere in Coppa, come in campionato, come potrà accadere anche in questo finale di stagione. Al di là di qualche episodio, hanno fatto valere tutte le loro qualità quando sono scesi in campo. Questo confronto continuerà, se Szczesny non dimostra di valere il posto da titolare, Alisson può giocare". 

Dalla porta al centrocampo, con le possibilità di vedere Daniele De Rossi in campo al Dall'Ara al futuro di Gerson: "De Rossi ieri si è allenato, sta meglio con la schiena, ma vediamo oggi. Sarà un allenamento importante per lui, se le risposte dovessero essere positive prenderemo in considerazione l'idea di farlo giocare. Gerson? Ci sono sempre state partite dove avrebbero potuto metterlo in difficoltà per quella che era la condizione fisica, mentale e di condizione all'interno della squadra. Avendolo fatto giocare poco non sai mai quella che può essere la risposta del giocatore. Quando si giocano partite ravvicinate è difficile vedere anche quelli che giocano meno, perché sono allenamenti mirati, ma nel contesto complessivo fai difficoltà a renderti conto di quanto cresce e quanto può essere utilizzato. Forse ho sbagliato io". 

Sulle parole di Inzaghi sul derby e sulla maggiore cattiveria della sua squadra rispetto alla Roma, Spalletti replica così, spostando l'attenzione al presente ed al futuro, con la lotta Scudetto e la qualificazione Champions, piuttosto che al passato: "Non so quelli che sono i conti dei nostri rivali concittadini, so quelle che sono le cose nostre. Loro sono stati molto bravi a portare a casa la qualificazione. Si lavora per quelli che sono i nostri obiettivi, che sono ancora molti. Ci sono otto partite che possono determinare il futuro del nostro club, il lavoro futuro della nostra squadra. Ci giochiamo tantissimo, la possibilità di avere un futuro importante. La mia attenzione è lì, non a quello che dice Inzaghi o al passato". 

Inoltre, sulla gestione di Totti nelle ultime settimane, il tecnico di Certaldo segue il classico copione, già recitato in passato: "Vado con coerenza, non voglio gestire la storia del giocatore, ma quella che è la sua condizione. Forse l'ho fatto giocare poco, forse molto. Cerco di fare le cose con più coerenza possibile, senza essere disturbato da niente in quelle che sono le scelte finali. Ma questo conta per tutti i giocatori della Roma, così come per Totti, che resta un giocatore importante per la storia del club, come in questa rosa". 

Infine, Spalletti difende i suoi dopo le sconfitte contro Lione e Lazio, in vista del rush finale, accollandosi parte delle colpe di alcune sconfitte: "Nell'arco di una stagione, quando si fanno i bilanci, si guarda ad ampio raggio. Si possono sbagliare partite, si possono sbagliare scelte di formazione, di cambi, e nonostante siamo usciti dall'Europa League, come dalla Coppa Italia, difficilmente vedi periodi lunghi dove la squadra è crollata. Ci sono dei momenti cruciali, che diventano importantissimi, che se si perde ed il risultato è quello, magari l'allenatore sbaglia le scelte. Se non porti a casa il risultato, come l'obiettivo, ed avendo constatato che la squadra per portarli a casa ci sta, qualcosa allora devo aver sbagliato io. Si sbaglia una partita, raramente abbiamo sbagliato dei periodi interi. Si possono commettere degli errori, ma ci sono mesi e mesi di lavoro, diciotto da quando sono arrivato, che vanno valutati nell'insieme. La considerazione generale non credo sia negativa, nel complesso: sono dispiaciuto per alcuni aspetti, ma anche soddisfatto per quel che vedo dalla squadra, dalla reazione, da quello che abbiamo dimostrato in campo. Adesso, però è tempo di guardare all'obiettivo che abbiamo davanti. Carichiamo a testa bassa per questo obiettivo".