Sampdoria, costretta a gufare il Genoa: dal sogno al deludente finale per Mihajlovic

I doriani hanno buttato al vento nelle ultime giornate una stagione che poteva essere da incorniciare. L'Europa League ora può arrivare solo dall'esclusione del Genoa da parte della Uefa, finale tutt'altro che esaltante per il tecnico serbo.

Sampdoria, costretta a gufare il Genoa: dal sogno al deludente finale per Mihajlovic
Sampdoria, costretta a gufare il Genoa. Deludente finale per Mihajlovic

Lo splendido campionato della Sampdoria si è sgretolato in queste ultime giornate di campionato. Tutte le certezze espresse in questi mesi si sono sbriciolate nel momento cruciale della stagione.

Davvero incredibile il calo avuto dai doriani che avevano espresso nella prima parte del campionato un gioco di primissimo livello, lottando, addirittura, nelle prime giornate per il primato con Juventus e Roma. Una Samp formato europeo che ha lottato anche per un posto Champions per lunga parte della stagione, regalando prestazioni di primissimo livello e una classifica sempre ai vertici, con un distacco anche importante raggiunto dai cugini genoani.

Il cammino della squadra sembrava segnato verso un campionato da incorniciare. Prestazioni condite da grande personalità e bel gioco hanno sorpreso e incantato gli addetti ai lavori e probabilmente gli stessi tifosi doriani. La Samp sembrava, infatti, aver trovato il giusto equilibrio con Sinisa Mihajlovic, identificato come il vero artefice di quel capovaloro. In una città come il capoluogo ligure, dove il calcio è molto sentito con l'affascinante derby della lanterna, si sa, molto importante è anche il confronto tra le due rivali cittadine, con i blucerchiati che erano riusciti a distanziare il Grifone di ben 11 punti in classifica. Insomma la Samp navigava a vele spiegate verso un futuro sempre più roseo.

Nulla sembrava poter scalfire la corazzata creata dal tecnico serbo, nemmeno quando a gennaio, contrariato, si trovò privato di uno dei suoi uomini più importanti, Manolo Gabbiadini, ceduto al Napoli. L'esuberante presidente Massimo Ferrero, infatti, corse subito ai ripari per accontentare il tecnico, imbastendo un mercato di riparazione scoppiettante, all'altezza dei suoi proclami. Il patron prima chiude, con non poche difficoltà, il colpo Luis Muriel, giovane talento dell'Udinese ricercato da molti club e, poi col botto finale portando a Genova, dopo una trattativa degna di una telenovela, dall'Everton un campione, seppur non di primo pelo, come Samuel Eto'o

Le premesse dunque, sembravano essere delle migliori ma, proprio nel mese di gennaio arriva una mini crisi tra la 20^ e la 24^ giornata, con 2 sconfitte e soli 3 pareggi, della quale approfittano proprio gli uomini di Gasperini per ridurre il distacco. Ma la reazione della squadra è immediata, 4 vittorie consecutive condite da due successi di lusso con Roma ed Inter. Crisi rientrata e cammino spianato, nulla di più ovvio e scontato ma, è proprio l'opposto. E' l'inizio della debacle totale, la Doria smarrisce completamente il proprio gioco e, con esso gol e risultati. Dalla 29^ giornata il cammino è a dir poco inquietante: 1 vittoria, 4 pareggi e ben 4 sconfitte. Nove partite che disintegrano tutto il buono mostrato ed ottenuto in precedenza, con il sorpasso del Genoa che, si piazza al sesto posto e, a una giornata dal termine, è irragiungibile a 4 lunghezze di distanza.

Ed è quindi, arrivato il momento dei bilanci e dei perché: di capire cosa non ha funzionato e come sia stato possibile incrinare un capolavoro.  Uno dei momenti cruciali è forse stato proprio gennaio e tutto quanto è ruotato attorno all'attacco doriano. Gabbiadini, Okaka ed Eder sono stati i principali artefici della prima parte del campionato, gli stessi tre uomini che sono mancati nella seconda, tra errori di valutazione, sfortuna e involuzioni. Privarsi di uno degli uomini più in forma (come ha continuato a dimostrare a Napoli) e forti della squadra, come Gabbiadini, non è stata di certo una mossa azzeccata da parte della società, alla quale si è aggiunta l'inspiegabile e misteriosa scomparsa di Okaka (arrivato a meritare anche la convocazione di Conte con tanto di gol) ed infine, lo sfortunato infortunio di Eder. A tutto ciò si è aggiunto lo scarso apporto dei due grandi rinforzi del mercato che, a parte qualche sporadica prestazioni, non sono riusciti ad avere l'impatto sperato.

Questo è sicuramente un aspetto molto importante è rilevante ma, è altrettanto interessante notare come il calo più evidente della squadra sia coinciso con l'intensificarsi delle numerose voci di mercato sul futuro del tecnico. L'ultima parte della stagione è stata, infatti, caratterizzata dall'insistente accostamento di Mihajlovic alla panchina del Napoli, tanto da spingere la società doriana a provare di riportare serenità con un comunicato ufficiale attraverso il proprio sito. Le voci, inoltre, non sono mai state smentite dal diretto interessato anzi, hanno spinto nel vortice dei rumors in direzione Napoli, altri elementi fondamentali della rosa come Obiang e De Silvestri. Voci destabilizzanti che non hanno di sicuro fatto bene alla squadra che, si apprestava a vivere il momento più importante dell'intera stagione.

La Sampdoria ha, quindi, detto addio all'Europa League, buttando al vento una stagione bella ed emozionante nelle ultime giornate sul campo. Sul campo si, perchè in realtà in un calcio ormai malato come il nostro, la Samp ha più di qualche chance di poter qualificarsi alla competizione europea. Questo in quanto il Genoa, matematicamente sesto e dunque qualificato di diritto, rischia di esserne escluso per la mancata licenza Uefa, con la concreta possibilità che si ripeta quanto accaduto lo scorso anno tra Parma e Torino. L'eventuale qualificazione salverebbe la stagione doriana ma, di certo non sarebbe un'ottima presentazione per Mihajlovic alla sua potenziale nuova squadra. 

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