Sampdoria, Giampaolo sincero: "Sono amareggiato per la partenza di Soriano"

Marco Giampaolo commenta il momento della Sampdoria e gli sviluppi del mercato blucerchiato.

Sampdoria, Giampaolo sincero: "Sono amareggiato per la partenza di Soriano"
Marco Giampaolo, twitter @sampdoria

Il mercato della Sampdoria fino a questo momento ha visto le partenze di alcuni giocatori già pronti e l'arrivo di tanti giovani che Giampaolo avrà il compito di fare crescere in fretta per evitare un campionato vissuto in sofferenza come quello della scorsa stagione. Questa è stata la richiesta della società e del presidente Ferrero.

Il compito non sarà dei più semplici, visto che non sarà facile sostituire giocatori come Soriano. La partenza del centrocampista direzione Villarreal e Liga non è troppo piaciuta a Giampaolo che non si nasconde parlando con la Gazzetta dello Sport: "Sono amareggiato per la partenza di Soriano. Se c’è una società che ha deciso di pagare la clausola che libera Soriano non posso proprio farci nulla." Poi il quadro della situazione: "Sono con le spalle al muro. Perdo un giocatore forte, ma il vero problema non è la sua semplice partenza, è il fatto che segue quelle di Fernando e Correa. Ora c’è un reparto, quello di centrocampo, da rifondare completamente. E il tempo, intanto, scorre. Un giocatore arriverà, ma rischia di non risolvere il problema

La Sampdoria in amichevole con il Chievo, twitter @sampdoria
La Sampdoria in amichevole con il Chievo, twitter @sampdoria

Cigarini non ha ancora giocato un minuto. Torreira è un ragazzo interessante, come Schick, Djuricic, Pereira, ma per far crescere i giovani serve un mix con giocatori di esperienza. Io ho un rapporto quotidiano con la dirigenza, cerco di metterla al corrente delle mie esigenze, ma so perfettamente che il mio primo nemico è il tempo. Io scorciatoie che possano velocizzare il lavoro non ne conosco."

Giampaolo vorrebbe avere più tempo anche per inserire al meglio i nuovi: "Io cerco un calcio collettivo e per ottenerlo servono pazienza, tempo e lavoro. So bene quanta fatica costi ai giocatori cambiare la loro impostazione. Linetty magari è anche più forte di chi se ne va, ma non conosce la lingua, se altri hanno bisogno di 30 giorni per migliorare, a lui ne serviranno 130. Io analizzo i tanti piccoli errori che commettiamo, come è successo anche contro il Chievo. Poi li approfondiamo davanti al video e lavoriamo in allenamento per migliorarli. Ma se poi mi cambiano i giocatori..."

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