Sampdoria, Giampaolo esalta Muriel: "Questo può essere il suo anno"

Marco Giampaolo parla di quello che potrebbe essere l'impatto di Muriel sulla Sampdoria da qui alla fine della stagione

Sampdoria, Giampaolo esalta Muriel: "Questo può essere il suo anno"
Marco Giampaolo, corrierdellosport.it

In una settimana la Sampdoria di Marco Giampaolo si è presa le soddisfazioni di battere Roma e Milan. I giallorossi a Marassi, i rossoneria domicilio a San Siro, giusto per sistemare anche le statistiche tra rendimento in casa e in trasferta. Il momento complicato che si portava avanti dalla fine del 2016 sembra essere alle spalle. 

Le due vittorie hanno in comune il nome di Luis Muriel, a segno in entrambe le sfide ed elogiato da Giampaolo ai microfoni di Radio Rai: "A Muriel forse manca un pò di maturità, nel senso che la puoi acquisire a vent'anni, la puoi acquisire a ventidue o venticinque, ma arriva il momento in cui decidi che devi fare le cose bene. Credo che questo sia il suo anno. Me lo avevano descritto come un grande talento ma incostante, poco attento magari alla vita privata ed all'alimentazione, invece devo dire che Muriel è il solo ed unico calciatore che tiene due volte il doppio allenamento, è molto attento all'alimentazione. Credo sia scattato in lui, nella sua testa, la voglia di cambiare e lo sta dimostrando. E' soltanto merito suo." Un altro giocatore che si sta mettendo in mostra è Torreira: "Torreira morfologicamente è un Medel o un Gargano, quella tipologia di calciatore, ma con buona tecnica, sa sempre dove cade il pallone, è molto intelligente. E’ un ragazzo che ha fame, fame quella vera, credo nasca in quei vicoli dove impari le cose in fretta, la furbizia, cosa significa soffrire per crescere, ha tutte quelle intuizioni che ha un ragazzo di strada.”

Un giovane arrivato grazie al lavoro di scouting della Sampdoria: "I giovani sono merito dello scouting e di chi fa determinate scelte, credo che ultimamente si fanno giocare un pò di più questi giovani ma non è un volere o meno dell'allenatore, è il club che quando costruisce una rosa di calciatori,  mette a disposizione dell'allenatore un bel gruppo di giovani, a quel punto devi farli giocare per forza. Se hai una rosa di 25 giocatori trentenni ed hai un solo giocatore di venti allora farà fatica a giocare. Probabilmente le società hanno scelto questa via per necessità, dettate da esigenze di bilancio, sanno che con i giovani puoi fare plusvalenze, con gli anziani no. E' il club che decide, un allenatore dal momento ha un bel gruppo di giovani deve farli giocare per forza." Da ultimo qualche parola sul presidente Ferrero"Il presidente è una persona estremamente intelligente, quando siamo a tu per tu con il presidente si parla benissimo, è diverso da quello che appare ai media.  Con lui ho un rapporto franco, diretto, ha grande affetto per me, mi stima molto, non è mai entrato in merito a quelle che possono essere situazioni tecniche o scelte. Mi ha sempre dimostrato grande fiducia."