Praet vuol prendersi la Samp: "Ma l'arrivo di Ramirez mi aveva fatto arrabbiare..."

Il giocatore belga spera di trovare spazio sufficiente per lasciare il segno, anche per convincere Martinez a portarlo al Mondiale.

Praet vuol prendersi la Samp: "Ma l'arrivo di Ramirez mi aveva fatto arrabbiare..."
Praet vuol prendersi la Samp: "Ma l'arrivo di Ramirez mi aveva fatto arrabbiare..."

Quella di Dennis Praet è una vita particolarmente ricca di passioni e di interessi, e che quindi non è fatta di solo calcio, come per la maggior parte dei suoi colleghi. Il centrocampista della Sampdoria, al suo secondo anno nel nostro campionato, ha rilasciato un'intervista molto interessante per Il Secolo XIX, in cui in prima battuta ha parlato proprio di ciò che lo ha formato come uomo prima ancora di allacciare le scarpe da calcio in maniera seria e di iniziare a far carriera, in primis con la maglia dell'Anderlecht in cui si è preso la scena in Belgio e ha attratto l'interessamento di diverse squadre. "Non vivo di calcio, ho molti altri interessi - ha dichiarato Praet in apertura di intervista - . Se non avessi fatto il calciatore penso che avrei fatto l’architetto. Magari lo farò nella mia prossima vita. Mi piace l’arte. Soprattutto quella moderna". Un artista nella vita prima ancora che nel calcio, se andiamo a considerare cosa è capace di fare il giocatore blucerchiato con un pallone di cuoio tra i piedi.

E poi c'è un hobby particolarmente diffuso tra i calciatori, specialmente nei momenti in cui il pallone smette di rotolare durante le vacanze estive. Stiamo parlando dei viaggi, particolarmente stimolanti anche per Praet, stando a leggere quelle che sono state le sue numerose mete toccate andando in giro per il mondo: "I miei ultimi sono stati Stati Uniti in camper e Sudafrica con amici e l’estate scorsa Aruba con la fidanzata. Ma fin da bambino sono stato abituato a viaggiare, di certi viaggi con i miei genitori non ho nemmeno ricordi talmente ero piccolo. Io ho bisogno di cambiare posto quasi ogni giorno - prosegue il centrocampista belga - . Non posso pensare di passare due settimane in un albergo bellissimo con la piscina, forse anche per questo sono un po’ atipico". La Liguria è da oltre un anno la nuova casa di Praet, il quale ha ammesso di averla girata e ha confessato qual è la sua meta preferita della regione: "Le due Riviere. I miei genitori vengono sempre a vedermi quando gioco in casa e così dopo la partita possiamo partire. Posti belli? Sanremo, Finale, Camogli e Sestri Levante".

Quanto alla sua permanenza tra le fila della Sampdoria, questa è stata messa seriamente messa a rischio dopo un solo anno dal suo arrivo in Italia. Colpa dell'acquisto di Gaston Ramirez, un altro trequartista che stando a sentire le parole del belga, avrebbe messo a repentaglio buona parte del suo minutaggio: "Quest’estate ero trequartista. Faccio un bel gol con il Manchester e la Samp prende Ramirez. Certo non sono stato contento. Però a quel punto o accettavo il cambiamento o me ne stavo in panchina, il “disastro”. Qualche giorno dopo ho fatto un’ottima chiacchierata con Giampaolo. Mi sento bene, sento la fiducia e ho anche più libertà in fase offensiva. Se ho perso fiducia? Mai. È vero che sono severo con me stesso,mi sembra sempre di avere giocato male. Mio padre mi ha inculcato questa ricerca di perfezione. Lui poi guarda le mie partite e mi manda subito i video con gli sbagli che avrei commesso". Per fortuna, dunque, le cose si sono messe bene, per la Samp e anche per Praet.

Infine, c'è il sogno Mondiale che Praet non vuole smettere di inseguire. In una Nazionale come il Belgio, la concorrenza è folta sia tra i centrocampisti che tra i giocatori impiegati sulla trequarti, ma l'ex fantasista dell'Anderlecht sa che una buona stagione con la maglia della Sampdoria potrebbe spalancargli le porte della rosa che Roberto Martinez convocherà per inseguire il primo titolo nella storia dei Diavoli Rossi: "Sicuramente ci penso al Mondiale, ci credo, devo crederci. Il ct Martinez non mi ha chiamato. L’anno scorso non avrei meritato la convocazione, quest’anno sono cresciuto. Bisogna però che venga a vedermi dal vivo almeno una volta... non l’ha mai fatto. Mi piace la Samp, è come una famiglia per me. Spero di dare il mio contributo per portarla su Marte...ho fiducia nella squadra anche dopo Udine.Abbiamo tante qualità".

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