Luci e ombre del Torino nelle parole di Ventura

I granata non stanno attraversando un buon momento: due sconfitte consecutive e un attacco poco prolifico. Le parole del tecnico dopo la debacle interna contro l'Udinese.

Luci e ombre del Torino nelle parole di Ventura
Foto LaPresse

Il 2015 per il Torino non finisce nel migliore dei modi. Dopo la sconfitta rimediata contro la Juventus per 4-0 e la conseguente eliminazione agli ottavi in Coppa Italia, considerata dal mister Ventura una priorità per approdare in Europa League, arriva anche la sconfitta in casa contro l'Udinese in 11 contro 10.

Una partita che lascia molti rammarichi essendo una delle gare in cui il Toro ha buttato dei punti importanti per agguantare la zona Europa. L'attuale undicesima posizione in classifica non può bastare alla  squadra di Ventura partita con ben altri presupposti a inizio stagione. Il Torino è passato ad avere la miglior difesa del campionato a una delle più perforate, in aggiunta a un Belotti con un goal all'attivo e a un Quagliarella che non segna da 9 giornate.

Non si respira perciò un'ottima aria a Torino sponda granata per il malcontento dei tifosi, che hanno visto la propria squadra soccombere al goal di Perica, i fischi nell' intervallo e a fine partita hanno scosso Giampiero Ventura che ha dichiarato: "Oggi si chiude un anno importante per noi, anche se lo facciamo in maniera molto amara. Abbiamo perso il derby e quel che è peggio senza giocare da Toro. Capisco i tifosi, il derby è una partita speciale e va interpretata nella giusta maniera: noi invece siamo mancati in tutto. Ecco perché, questa sera, c’era una grandissima voglia di rivalsa, per noi e per la gente del Toro. Purtroppo non è stato possibile.

Non abbiamo cominciato male, però non c’era la necessaria serenità e questo lo si è visto per tutto l’incontro: in particolare quando, negli ultimi venti minuti, siamo rimasti in superiorità numerica per l’espulsione di Wague. Lì si è visto chiaramente quanto ci mancassero la necessaria lucidità e la serenità per provare la giocata: era tutto un delegare al compagno, ed è un peccato perché ritengo – con tutto il rispetto che si deve all’Udinese – che la partita fosse comunque alla nostra portata. Torino è una piazza importantissima del nostro calcio e, logicamente, chi indossa questa maglia deve saper affrontare anche le pressioni. Per molti, quella di questa sera è un’esperienza nuova perché non pensavano certo di essere accolti con i fischi dei nostri tifosi all’arrivo allo stadio.

Dopo un’annata del genere, pur consapevoli dell’importanza del derby, la contestazione mi è parsa un po’ una forzatura. Le reazioni, secondo me, non devono essere di pancia. E, per quanto ci compete, le reazioni devono avvenire attraverso una cultura del lavoro: noi abbiamo pregi e difetti, dobbiamo esaltare gli uni e cercare di ridurre gli altri. Lo faremo sin da subito, alla ripresa degli allenamenti tra una settimana. Peccato perché battendo l’Udinese, con 25 punti avremmo potuto centrare un altro significativo traguardo dopo oltre vent’anni. Non esserci riusciti deve rappresentare un ulteriore stimolo per fare bene. Nella scorsa stagione chiudemmo l’anno solare con 17 punti e, a fine campionato, sfiorammo comunque la qualificazione in Europa League.

A chi mi chiede che cosa vorrei come regalo di Natale io non ho dubbi: la salute dei miei giocatori, e la ritrovata, fortissima compattezza fra il Toro e la sua gente. Io non mi sono mai lamentato per le assenze, ma a gioco lungo è indubbio che gli infortuni possano avere inciso sul nostro rendimento. Circa il feeling ambientale, in questi anni la squadra ha saputo trascinare e coinvolgere il nostro pubblico e, in miriade di altre circostanze, sono stati i tifosi a spingerci verso grandi risultati. Sono certo che se ci saranno queste condizioni anche il 2016 sarà un anno importante per il Toro

Ora la dirigenza dovrà pensare a come agire sul mercato per rinforzare la squadra ma soprattutto i rientri di Maksimovic e Avelar e un Glik fresco di rinnovo fino al 2020 potrebbero aiutare il Torino a ritornare a fare punti, magari già nell'insidiosa trasferta al San Paolo di Napoli prevista per il 6 gennaio.


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