Torino, crisi nera: tutta colpa di Ventura?

Periodo assolutamente negativo per la squadra granata che deve far fronte a diverse problemi  giunti a questo punto dell' anno.

Torino, crisi nera: tutta colpa di Ventura?
Torino, crisi nera: tutta colpa di Ventura?

Dopo la sconfitta con il Chievo di Maran viene naturale pensare che il Torino di Ventura sta vivendo un periodaccio. La squadra al momento esprime un gioco quasi agonizzante, che ha raccolto sette punti nelle ultime nove partite, cinque di queste nove partite erano in casa, appunto tra le mura amiche ha totalizzato una vittoria, un pareggio e tre sconfitte, contro Udinese, Empoli, Frosinone, Verona e Chievo, squadre che sulla carta sono inferiori al Torino. La sensazione che si può percepire è di una squadra priva di unità, l'unità che c'era anche la scorsa stagione nonostante un piazzamento non altisonante, complice anche impegno in Europa, e con una rosa nettamente inferiore.

Scelte tecniche difficili da capire, l'unicità del modulo 3-5-2 che un allenatore in difficoltà dovrebbe avere il coraggio di cambiare, gli uomini impiegati lasciano perplessi e scelte fatte nei momenti sbagliati. Il centrocampo inesistente contro il Verona, l'esclusione di Immobile, Baselli, Maxi Lopez e Bruno Peres, contro la Samp, Obi e Avelar dopo mesi di infortuni titolari contro il Chievo. Dare però tutte le colpe a Ventura di questa crisi non avrebbe senso. Rischierebbe di far pagare una sola persona e assolverebbe tutti i giocatori. Bisognerebbe ricordarlo sempre, in campo ci vanno i giocatori e se sbagliano i gol, le posizioni, i lanci o le parate, l'allenatore può farci ben poco. I giocatori possono essere mal allenati o demotivati ma non è questo il caso di Ventura a cui la colpa principale che si può attribuire a lui è di scelte rivedibili.

Rinnovare i contratti di molti giocatori potrebbe non essere stata una buona mossa siccome molti dei quali ora si sentono "sazi", visto che molti vorrebbero partecipare al prossimo Europeo, di questo passo lo vedranno dalla TV di casa. Peres che valeva 30 milioni, di cui la Roma era disposta a spendere oggi ne vale nemmeno 10, mostrando lacune evidenti, non basta fare avanti e indietro sulla fascia se poi non difendi la palla e fai ripartire gli avversari. Glik degli scorsi anni sembra un vago ricordo, nonostante sia l'unico ad essere sempre presente, ormai diventato frustrato e violento, come mostrato dalle immagini TV che in preda alla rabbia ha tirato tre pugni al braccio di un avversario.

Insomma, anche i giocatori devono prendersi le loro responsabilità e andarlo a dire alla dirigenza invece di pensare che prima o poi pagherà l'allenatore, perchè i tifosi contestano (e lo fanno anche pesantemente) e i giornalisti sparlano. Quanto alla dirigenza, si può essere soddisfatti di una squadra che doveva lottare per l'europa invece, pur non essendo direttamente implicata (più per demeriti di Verona, Carpi e Frosinone che per meriti suoi) nella zona retrocessione gioca il peggior calcio della Serie A? A Luglio si dovranno certamente fare delle scelte precise e con una maggiore chiarezza, va benissimo investire sui giovani ma dell'attenzione sulle "seconde linee" è assolutamente da porre. Questa volta Petrachi dovrà necessariamente intervenire.

Torino