Torino, Cairo: "Puntiamo all'Europa, Iturbe mi piace moltissimo"

Il presidente granata fa il punto della situazione, fra obiettivi futuri e possibili colpi di mercato.

Torino, Cairo: "Puntiamo all'Europa, Iturbe mi piace moltissimo"
Urbano Cairo, tuttosport.com

Urbano Cairo può essere tutto sommato soddisfatto della prima parte di stagione del Torino di Sinisa Mihajlovic. Per molti sono proprio i granata la sorpresa del campionato, grazie anche agli acquisti di peso e qualità che sono stati chiusi durante l'estate. L'intenzione, comunque, è quella di non fermarsi per continuare ad inseguire il sogno della stagione granata: l'Europa.

Europa League, ma anche qualcosa di più, visto che dal 2018 cambierà la formula per la Champions League, con gradimento delle italiane, come racconta Cairo sulle pagine de La Stampa: "Il Torino resta una mia priorità. Puntiamo all’Europa, ci siamo dichiarati subito, mirare in alto è positivo e con Mihajlovic l’abbiamo sempre detto. Mi piacerebbe pensare alla Champions, ma bisogna anche fare dei conti. Detto questo ho voglia di provarci, sono nato con la voglia." Quella voglia che lo ha portato a costruire una squadra con ottimi giocatori: "Belotti è il mio orgoglio, è la summa di tutto quello che si è fatto in passato. La clausola non lo spaventa, me l’ha detto, non sarà facile venirlo a prendere, poi si vedrà. Hart? Sta benissimo a Torino, ce lo coccoliamo, ma non è un nostro giocatore. E poi il suo ingaggio non è minimamente accessbile per noi. Fino a giugno andremo così, poi vedremo."

Non mancano comunque i sogni di mercato per questo Torino e ancora una volta Cairo è pronto a guardare in casa Roma, da dove ha già pescato Iago Falque e Ljajic: "Iturbe? Altroché se mi piace, ma il mercato a gennaio non è mai banale l’ho appreso con esperienza." Il 2017 dovrebbe essere anche l'anno in cui il Filadelfia tornerà finalmente ad essere parte concreta del Torino di oggi, dopo essere stato il palcoscenico privilegiato delle interpretazioni uniche del Grande Torino di Valentino Mazzola e compagni: "Manca un milione e mezzo? Innanzitutto entriamoci, poi lo abbelliremo. È da tenere conto che sarà il Toro a valorizzare l’impianto. Il futuro della società? Me la tengo stretta. Mi diverto. E poi, non l’ho ceduto quando i momenti non erano di certo magici, perché dovrei farlo ora?"

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