Urbano Cairo alla presentazione di Torino Channel: "Il potenziale è alto, bisogna crederci di più"

Giornata di festa per i tifosi granata: aspettando l'apertura del Filadelfia, Urbano Cairo ha inaugurato Torino Channel e ha colto l'occasione per parlare della squadra.

Urbano Cairo alla presentazione di Torino Channel: "Il potenziale è alto, bisogna crederci di più"
Urbano Cairo alla presentazione di TorinoChannel "Il potenziale è alto, bisogna crederci di più."

E' nato il canale riservato ai tifosi del Torino, il sesto in Italia. Dopo Juventus, Roma, Inter, Milan e Lazio, la società granata sbarca su Sky con TorinoChannel sul canale 234. Un passo importante quello compiuto dalla società torinese che dedica un intero canale ai propri tifosi per poter essere informati e vivere la propria fede ventiquattro ore su ventiquattro. “Abbiamo tifosi che mangiano pane e Toro, era giusto fare un canale televisivo per la loro passione e per fare vedere il mondo granata a tutti: il Toro ha 1 milione e 200mila tifosi in Italia, ma è simpatico a tutti perché è speciale” afferma un soddisfatto Urbano Cairo, il quale ha colto l'occasione per analizzare a 360 gradi l'attuale situazione della società granata. 

"Non è arrivato un centrocampista ma ne abbiamo sette in rosa ne abbiamo avuti anche nove ma sette non sono pochi e poi abbiamo anche giovani come Lukic e Gustafson. Donsah? Il Bologna non lo ha ceduto e non lo vuole cedere. Ne abbiamo parlato, sia con l’agente che con i rossoblù ma non è stato possibile. Chi ha buoni giocatori se li tiene e non credo che l’arrivo di Castro avrebbe cambiato i risultati. " Commenta così il presidente della formazione sette volte campione d'Italia il mancato acquisto del centrocampista. E continua "Il mercato di gennaio è sempre particolare e tanti hanno capito che i giocatori importanti e utili per le squadre non vanno ceduti. Quello di gennaio è un mercato che serve a poco: noi abbiamo speso 10 milioni tra Iago Falque e Carlao, del quale mi dicono molto bene e di cui è contento Mihajlovic; e poi il giovanissimo portiere Milinkovic-Savic, il Donnarumma serbo". Milinkovic-Savic, classe 1997, fratello di Sergej Milinkovic-Savic della Lazio, acquistato in extremis dalla società torinese.

E' chiara la strategia di mercato di Cairo: puntare sui giovani per rinfrescare la rosa. "Noi puntiamo a giocatori dal ’95 o ’96 in su. Si è parlato di Imbula ed era un’ipotesi, Petrachi lo conosce da 2-3 anni e lo segue da tempo. C’era un costo di prestito e di ingaggio di circa un milione e 650 mila euro per i prossimi sei mesi. Il diritto di riscatto a 10 milioni è improvvisamente diventato di 15 milioni con obbligo: non si è fatto nulla. Avevamo Baselli richiesto da squadre importanti ma ho detto che assolutamente non lo avrei venduto perché è un buonissimo giocatore che ha tutte le qualità per fare bene con noi, come Benassi del resto. Come Obi, Acquah e i giovani."

Il progetto societario prevede, dunque, un rinnovamento della formazione granata, con l'inserimento di giocatori come Joe Hart e Leandro Castan, i quali vantano una buona dose di esperienza sulle spalle e possono aiutare i giovani a togliersi qualche bella soddisfazione. "Hart via? Non è detto, parleremo col City e ragioneremo con lui. Ljajic lo ha voluto il mister, è stato il più alto investimento dei miei 12 anni e sono contento di averlo preso, ci ha dato grandi soddisfazioni e potrà continuare a darcene." Ha voluto inoltre ricordare l'approdo in terra granata del paraguaiano Iturbe, un giocatore sicuramente da non sottovalutare. "Abbiamo preso Iturbe e lo abbiamo schierato subito. Ricordo che nel 2013/2014 ha fatto cose strepitose e gol straordinari, è passato alla Roma per 28 milioni ma ha giocato poco negli ultimi tempi e ha bisogno di un po’ per ritrovare la condizione". Ha poi affermato con fierezza "Questo è il miglior Toro da quando sono presidente".

E continua: "Alla ventesima giornata quello del Toro era il miglior score dal 1984/1985. Fino a due giornate fa il nostro era un campionato eccellente e potrà ancora esserlo. C’è stato qualche pareggio di troppo, a Bologna non si è visto un bel Toro mentre con l’Atalanta per un po’ di tempo si è vista una buona squadra. Il potenziale è alto, visto quello che succede nei primi tempi e credo che il bicchiere sia mezzo pieno, anzi quasi all’orlo. Abbiamo investito 34 milioni in questa stagione, il più grande investimento da quando sono presidente".

"Non ho parlato direttamente con Mihajlovic non c’è stato modo tra ieri e oggi, ma ha parlato con lui Petrachi; il mister era tranquillo e soddisfatto, non ha fatto richieste ed è assolutamente contento. La squadra ha qualità e per stimolare i giocatori penso ci sia già l’allenatore, non credo di doverlo fare io; Sinisa lavora bene con il suo staff." Piena fiducia al serbo da parte della società, assolutamente consapevole della scelta fatta e soddisfatta del compito fino ad ora svolto dal tecnico.