Doccia fredda Toro nel recupero: Mihajlovic e Ljajic dopo il derby dello Juventus Stadium

Il tecnico si concede ai microfoni dopo l'1-1 subìto nel recupero, parlando della partita e dell'arbitraggio. Lo stesso per il man of the match, oggi protagonista con una splendida punizione.

Doccia fredda Toro nel recupero: Mihajlovic e Ljajic dopo il derby dello Juventus Stadium
Ljajic sblocca il risultato con questa splendida punizione. | Calcio&Mercato T8, Twitter.

Per il Torino il derby non è mai una partita come le altre, anche di più rispetto a quanto non lo sia per i cugini della Juventus. E' per questo che per i granata farà la differenza, nel bilancio finale della stagione, aver fermato i concittadini sull'1-1 nella 35esima giornata di Serie A: i bianconeri vincevano consecutivamente da 33 confronti interni, e in una gara in cui gli episodi sono stati a loro favorevoli non sono andati oltre il punto, peraltro ottenuto al 92esimo con un gol splendido di Higuain.

Si è presentato ai microfoni a caldo, dopo il match, Adem Ljajic: per lui oggi un gol capolavoro da punizione a sbloccare la gara. Il serbo ha volutoa voluto commentare così la prestazione dei suoi, elogiandola e menzionando il rosso ad Acquah, episodio da moviola che farà discutere nelle prossime settimane tutti gli studi televisivi d'Italia:"Secondo me abbiamo fatto molto bene. Abbiamo preparato bene la gara, siamo entrati in campo con la mentalità giusta abbiamo lottato, abbiamo corso, abbiamo dato il massimo e peccato che abbiamo preso un gol così. Peccato, anche se loro hanno avuto un paio di occasioni importanti. Il rosso secondo me non era manco fallo, ma l'arbitro ha deciso così. Mi dispiace, rimane il rammarico perchè abbiamo dato tutto e per me meritavamo di vincere".

Si rimane a discutere di questo strano episodio. Dal campo, il punto di vista del numero 10 è stato questo: l'intervento è pulito in origine, poi un po' sulle gambe di Mandzukic. Questo non sarebbe un rimpianto se però non si fosse sbagliato qualcosa nel recupero: "Mi sembrava che avesse preso palla piena, forse dopo anche un po' Mandzukic, secondo me non era nemmeno fallo, poi lo rivedo, ma l'arbitro ha fischiato e ammonito, parlo della mia squadra. Abbiamo giocato bene contro una grande squadra ed è difficile pure pareggiare. Abbiamo lottato, peccato per non aver vinto".

Lo slavo, nel finale dell'intervista, si allarga nel fare una sorta di bilancino della stagione. Per lui, il Toro aveva le potenzialità per fare qualcosa di più ma deve ripartire dalla prestazione odierna per sapere che se la può giocare - ottenendo risultati - con chiunque: "Mancano 3 partite, dispiace che non abbiamo preso qualche punto in più. Abbiamo giocato una grande stagione secondo me. Abbiamo perso punti per strada anche immeritatamente: per me è così, dobbiamo giocare tutte le partite come oggi, poi il prossimo anno vediamo".

In seguito, un altro serbo, leggermente più influente, ha anche lui detto la sua. Ci riferiamo ovviamente a Sinisa Mihajlovic, decisamente arrabbiato per l'episodio arbitrale sul quale si scatena un acceso dibattito nel cui emerge l'opinione del tecnico ex Milan: non era rosso ad Acquah per lui. Ma comunque c'è grande orgoglio per la partita: "Non è fallo. Questa è palla pulita, si vede che non è fallo. Non può fermarsi, in scivolata prende Mandzukic. Tutti abbiamo visto che non era fallo. E' un errore ingiustificabile. I ragazzi però hanno fatto un pareggio che vale come una vittoria, in questa prestazione c'era tutto, personalità, carattere, intelligenza, cuore, nessuno prima di noi ha pareggiato allo Stadium, giocando anche in 10 per 40'. Rimane amarezza ma orgoglio, noi in campo abbiamo messo anche la storia".

Il tecnico è onesto nella disamina e comunque riconosce i meriti dell'avversario, con qualche ingenuità di troppo da parte dei suoi giocatori in due o tre situazioni, che andavano gestite meglio per evitare la beffa: "Penso che la Juve comunque ha meritato di fare gol. Ma arrivato al 92esimo non devi prendere gol. L'ho detto pure a Ljajic, su quella punizione nel finale, non bisognava tirare ma gestire il pallone: poi loro sul contropiede hanno segnato".

In sintesi: c'è grosso orgoglio per aver fermato per primi in questo campionato la Juve, ma ci sono degli aspetti in cui bisogna lavorare per ottenere di più. La lezione per una squadra giovane rimane, per ottenere risultati migliori nel futuro: "Comunque noi andiamo a giocare tutte le partite per vincere, siamo venuti qua sapendo che rischi possiamo correre e che tipo di partita è. Ma noi col 4-2-3-1 abbiamo contenuto bene, la squadra ha fatto una partita fantastica. Sicuramente la Juve ha meritato di pareggiare per 3-4 occasioni, ma se arriviamo al 92esimo dobbiamo essere più furbi e gestirla meglio. E' una squadra giovane: ci servirà da lezione per le prossime partite ed il prossimo campionato".

Forse a livello prestazionale si può parlare di una mini-crisi di Belotti col nuovo sistema di gioco. L'attaccante non sta dando il suo meglio: per lui, secondo il tecnico, si profilano più che altro una serie di problemi mentali. Che si possono risolvere con la calma: "Ci ho parlato anche in settimana. E' stato un po' egoista, perchè è ossessionato per i gol, per la classifica cannonieri. Deve pensarci di meno: più ci pensa e meno gli arrivano. Oggi ha lottato come ogni partita, ha fatto la prestazione e tutto. In questo momento è un po' meno lucido e un po' meno tranquillo, ma è un gran bel giocatore".


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