Torino, le certezze di Ljajic: "Se resta Belotti non dobbiamo porci limiti"

Il serbo è convinto che con la permanenza dell'attaccante, il Torino possa puntare ad una grande stagione

Torino, le certezze di Ljajic: "Se resta Belotti non dobbiamo porci limiti"
Adem Ljajic, tuttosport.com

Croce e delizia anche per un allenatore che lo conosce bene come Sinisa Mihajlovic. Adem Ljajic è questo, prendere o lasciare e il Torino ha scelto di puntare con convinzione su di lui. La scorsa stagione è stata come molte di quelle vissute in Italia dal serbo. Grandi lampi, accompagnati da lunghe pausa che hanno fatto indispettire in fretta uno come Mihajlovic che di pazienza per certi atteggiamenti ne ha il giusto.

Il Torino però punterà su di lui anche per il prossimo campionato e Ljajic in un'intervista al quotidiano La Stampa racconta le sue sensazioni al termine del ritiro granata di Bormio: "Vogliamo arrivare in alto, ma teniamo i piedi per terra. Praticamente tutti abbiamo un anno in più di cura Mihajlovic. Come punto di partenza, niente male. Mihajlovic è un buono, una persona generosa. Io lo conosco meglio di altri, già da prima che ci trovassimo al Toro: quando non gioco bene lo capisco da solo, se poi lui va davanti alla stampa e parla in quel modo nessun problema". Certo la stagione avrebbe altri presupposti se Belotti alla fine rimanesse ancora a guidare l'attacco di questo Torino: "Belotti? Il Gallo è sereno, quello di sempre. Lui è un giocatore e un ragazzo straordinario: se resta con noi è un Toro da Dio. Saremmo un gruppo dalle enormi potenzialità: però, come detto, un passo alla volta".

Meglio allora parlare dei nuovi arrivati in casa Torino, in attesa di qualche altro acquisto sul mercato: "Berenguer? Si vede che Alejandro viene dalla scuola spagnola: il pallone gli rimane sempre a un centimetro dal piede. Lyanco? È impressionante, per fisicità e personalità. Mi dà la tipica sensazione del difensore moderno. Sirigu invece è una sicurezza". Senza poi dimenticare chi è rimasto come ad esempio Baselli: "Baselli? Daniele ha in mano le chiavi della squadra, con lui siamo al sicuro. Al sicuro ci fa sentire anche Obi: ecco, per me Joel è fondamentale per il modo in cui riesce a mettere pressione agli avversari in mezzo al campo". A proposito di avversari, il campionato si annuncia come molto combattuto: "Le altre? Mi incuriosisce l’Inter: da quello che ho potuto vedere, giocano bene. E il mercato del Milan: non me l’aspettavo. La Juve resta comunque la squadra da battere, ma la concorrenza la vedo molto più agguerrita degli anni passati".


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