Udinese, all'Olimpico due distrazioni fatali

Buona prova dell'undici friulano che lascia i tre punti alla Roma per colpa due errori difensivi.

Udinese, all'Olimpico due distrazioni fatali
Udinese, all'Olimpico due distrazioni fatali

Ormai questo campionato è andato, non è certo stato brillante ne tanto meno soddisfacente, anzi, ma si ripete da più parti che era stato messo in preventivo, una sorta di anno zero, un punto da cui ripartire con un nuovo ciclo, assieme al nuovo Stadio Friuli. Eppure si son cercate tutte le scusanti pur di giustificare l'annata opaca dell'Udinese e del suo allenatore.

Si, anche del suo allenatore. In fin dei conti 41 punti a due turni dalla fine sono veramente pochi, qualcosa in più si poteva e doveva fare e la mano protettrice di Pozzo sul tecnico romano è qualcosa di cui preoccuparsi. Comunque, quella vista all'Olimpico contro la Roma è stata una buona Udinese che ha messo in campo impegno e determinazione ma anche qualche trama di gioco interessante, purtroppo la sconfitta è arrivata da due errori colossali della difesa e le buone occasioni avute, per raddoppiare prima e pareggiare poi, non sono state sfruttate a dovere. Ecco un altro problema che si dovrà risolvere il prossimo anno, quello del reparto avanzato, perchè se è pur vero che Thereau è alla sua miglior stagione come realizzazioni, rimane sempre una seconda punta, mentre tra il giovane Perica e lo spagnolo Geijo i gol si contano tra il primo e secondo dito della mano. Di Natale è naturalmente fuori concorso, ma non potrà di certo essere sempre lui a tirare la carretta a suon di gol fino al giorno del pensionamento.

La Roma ha dimostrato grosse lacune in fase difensiva e probabilmente una squadra un po più esperta e cinica l'avrebbe punita, ma recriminare ormai non ha senso. Il futuro è già iniziato, le buone intenzioni ci sono.

Tra le note positive, da ricordare il primo gol in serie A di Stipe Perica, classe '94, proprietà del Chelsea e l'ennesima super prestazione di Karnezis, che alcune voci vorrebbero proprio a Roma.