Udinese - Passata la paura, è ora di fare le pulizie

I friulani hanno trovato la salvezza aritmetica nel match contro l'Atalanta. L'obiettivo però è stato raggiunto non per meriti propri, ma per le disgrazie altrui.

Udinese - Passata la paura, è ora di fare le pulizie
Kuzmanovic le ha provate tutte per non cedere all'infortunio

Grazie Mbakogu. Bruttissimo dirlo, ma è la realtà dei fatti. I due rigori sbagliati dal nigeriano contro la Lazio hanno fatto fare un buco nell'acqua al Carpi, salvando così l'Udinese. Il pareggio contro l'Atalanta infatti ha portato il distacco dalla terzultima a quattro punti, con soli tre rimasti in palio, si può tirare un sospiro di sollievo. Tirare un sospiro di sollievo appunto, non festeggiare, perchè le zebrette quest'anno non hanno alcun merito. Anche contro la Dea l'Udinese è stata bruttissima, ma in queste ultime giornate bisognava puntare al sodo. Il trend degli ultimi anni però è da Serie B e, se non verrà fatto un repulisti in dirigenza e nella rosa, la retrocessione sarà solo rimandata all'anno prossimo. Contro i bergamaschi la partita non c'è stata, solo i primi venti minuti si è giocato un po' a calcio, con Danilo che, regalando un rigore con un fallo di mano tanto grossolano quanto stupido, ha rischiato di inguaiare i suoi. Ecco, il vice capitano, lui è il primo da epurare. L'erroraccio, fatto in una partita incredibilmente importante, è l'ennesima dimostrazione di come la sua esperienza qua sia giunta al termine. In quattro anni non ha mai parlato in conferenza stampa, nemmeno prima di una partita di una coppa europea. A parte Totò Di Natale io ricordo che a metterci la faccia siano stati Domizzi, Kuzmanovic (pre Torino),... lui mai. Questo sarebbe il vice capitano. Sarà ricordato quasi sicuramente per il dito medio rivolto alla curva dopo il match con la Roma. Da applausi invece Kuzmanovic, che ha tentato di restare in campo nonostante uno stiramento del quadiricipite, pur di non far usare già nel primo tempo il secondo cambio. Da giocatori come lui bisogna ripartire per costruire l'Udinese 2016/2017.

Non si può fare una valutazione sulla partita, perchè non c'è praticamente stata. I friulani badavano al sodo e i bergamaschi avevano la testa al ritiro di Bellini e all'annata prossima. Qua ad Udine ora si può pensare alla prossima stagione, magari facendo qualche punto prima nell'ultima giornata contro il Carpi (che sarà anche quella dell'addio di Di Natale), perchè chiudere a meno di 40 punti sarebbe un ulteriore segno del fallimento stagionale. Ci sarà tanto da discutere nel mese di Maggio, in particolare sull'allenatore e sul DS. Per la panchina si valuterà se continuare con De Canio o puntare con forza su Pioli. Onestamente il tecnico lucano merita tutti gli onori del caso, ma non è da riconfermare. Ha fatto un grandissimo lavoro a livello mentale e bisogna ringraziarlo per questo, perchè così la squadra si è salvata, ma ha dimostrato nel corso della sua carriera di non essere in grado di lavorare con una squadra in Serie A che ambisca a qualcosa in più della salvezza sofferta. Gli unici successi li collezionò proprio a Udine, ma si parla di 15 anni fa. Se la dirigenza punta veramente a risollevare la squadra per riportarla nelle prime 10 serve un mister abitutato a lavorare per questi obiettivi. Pioli e Gasperini sembrano perciò più adatti. Poi magari De Canio resterà e otterà risultati incredibili, non si può prevedere con certezza, ma il curriculum dice di cambiare. Anche il tracollo improvviso con il Torino non è stato un bel segnale. Per quel che riguarda il DS, Giaretta ha dimostrato di non avere le competenze per la massima serie e si va quindi verso un cambio di rotta, con Salerno del Watford come favorito a prenderne il posto. Anche perchè Gino Pozzo è sempre assente (complimenti al Granada, che ha raggiunto la salvezza a sua volta con un roboante 1-4 in casa del Siviglia) e serve qualcuno di esperto per fare la squadra. Per quel che riguarda invece la rosa bisognerà parlarne attentamente da Giugno, con gli Europei e il mister designato per l'anno prossimo che sicuramente influiranno sulle scelte. Scelte però che devono comunque portare ad una grande trasformazione, perchè è da tre anni che si vedono gli stessi schemi e gli stessi problemi.

Intanto è arrivata l'ufficialità del primo acquisto, ovvero il tunisino Harbaoui, centravanti classe '85 del Lokeren e della Nazionale tunisina (1,5 milioni nelle casse dei belgi). Sarà da vedere se sarà girato a una delle cugine o se farà parte della nuova Udinese.

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