Udinese - Il pagellone di fine anno

Voti altalenanti per questa Udinese, tra chi ha confermato le sue qualità (pochi) e chi invece ha deluso le aspettative (tanti).

Udinese - Il pagellone di fine anno
Il dialogo non è stato il punto forte di questa debole Udinese

Karnezis 7: Una garanzia il portiere greco. La sua sicurezza non impedisce alla difesa di imbarcare acqua, ma anche quest'anno è uno dei pilastri che permette all'Udinese di non affondare. Un solo errore grave in campionato, con quel tiro di Ciofani in Frosinone-Udinese non imparabile. Ha un record: gioca infatti tutti i minuti disponibili in Serie A.  Si prospetta un futuro in una squadra più blasonata per lui, anche per lasciare spazio alle giovani promesse Scuffet e Meret.

Alex Meret 7 sulla fiducia: Quest'anno vice di Karnezis, con il greco però che non si becca nemmeno un raffreddore. Gioca in Coppa Italia contro Atalanta e Lazio mostrando qualità fuori dal comune in tutti i fondamentali. Portiere delle giovanili azzurre, andrà ad allenarsi con i 30 preconvocati della Nazionale per l'Europeo. Non male per un ragazzo di 19 anni.

Rafael Romo s.v.: Solo amichevoli per lui, che è in scadenza di contratto e probabilmente non lo vedrà rinnovato. Paga probabilmente il fatto di avere tre ottimi portieri davanti a se. Possibile il ritorno in patria, dove è andato spesso in prestito.

Danilo 5: dopo aver fatto il dito medio alla curva, in quel ormai famoso Udinese-Roma, probabilmente si meriterebbe anche di meno, ma comunque qualche partita buona la fa. Troppi però gli errori dovuti a disattenzione e concentrazione, sintomo che la sua avventura ad Udine è finita, con sirene che arrivano comunque da club importanti.

Thomas Heurtaux 5,5 - Tanti problemi fisici anche quest'anno per lui, con tanto di cessione alla Sampdoria che a gennaio sembrava imminente. Poi Colantuono decide di ridargli fiducia, e torna ad essere titolare fisso con De Canio. Nel complesso fa il suo, ma è tra i naufraghi della cinquina col Torino. Anche per lui l'avventura ad Udine sembra giunta al termine.

Molla Wague 6 - Il maliano dimostra di essere un prospetto interessante. Il girone d'andata è tutto suo, prima alternativa all'assenza di Heurtaux. Commette ancora delle ingeniutà che possono costare carissimo, come ad esempio all'andata contro il Chievo, dove regala un rigore agli scaligeri. È ancora giovane ed è uno dei centrali da cui ripartire l'anno prossimo.

Felipe 6,5 - Acquisto fondamentale per la difesa e dire che passa l'estate da svincolato. Scricchiola in qualche occasione, come in Palermo-Udinese ed Empoli-Udinese, ma non è aiutato dalla mediocrità della squadra. Con l'addio di Domizzi, Pasquale e Di Natale si appresta a diventare capitano e a tornare senatore della squadra, dopo il suo addio nel 2010.

Maurizio Domizzi s.v. - Un infortunio grave e un rapporto mai sbocciato con Colantuono fanno sì che non scenda praticamente mai in campo. Nei 7 gettoni conquistati (di cui due per pochi minuti) mette in mostra una forma fisica lontana anni luce da quella di qualche anno fa, come dimostrano gli errori contro l'Inter. Lui però vuole ancora giocare e quindi da luglio andrà altrove, ma gli vanno comunque i ringraziamenti per i fantastici anni passati insieme.

Agostino Camigliano s.v. - Mai visto, mandato in B a farsi le ossa.

Emanuel Insua s.v. - Gioca in Coppa Italia contro l'Atalanta facendo anche vedere di non essere malvagio come esterno. Mandato a farsi le ossa in patria.

Ivan Piris 4 - Brusco calo rispetto a quanto fatto vedere con Stramaccioni. Forse perchè ottiene il riscatto e quindi si siede sugli allori, ma sta di fatto che non è più una sicurezza in difesa, anzi, è vittima di numerose amnesie, tanto da avere sempre meno spazio, per poi sparire quasi del tutto dopo la disastrosa partita di Frosinone e l'arrivo di De Canio. Probabile futuro altrove per lui.

Pablo Armero 5,5 - Torna a Gennaio perchè il Flamengo non lo vuole e non ci sono acquirenti sul mercato. Rimane ad Udine, diventa una carta in più da giocare e lui ringrazia sfornando comunque prestazioni non troppo al di sotto della media. Ottima partita contro il Milan (in cui segna un gol), benino contro il Napoli, maluccio contro Sampdoria e Sassuolo, dove una sua "dimenticanza" permette a Politano di pareggiare una partita che si poteva vincere. Possibile ritorno in patria anche per lui.

Alì Adnan 5,5 - Le potenzialità per un esterno coi controfiocchi ci sono tutte: mette in mostra aggressività, velocità, capacità di saltare l'uomo e un tiro potente. Ancora però non ci siamo difensivamente e tatticamente. Spesso infatti si posiziona dove non dovrebbe stare, lasciando troppo spazio agli avversari o sovrapponendosi ad altri giocatori. Il gol su punizione al Genoa, anche se con la collazborazione di Perin, la dimostrazione che il piede è buono. Gli serve solo un allenatore che lo disciplini tatticamente. Usarlo come ala prettamente offensiva potrebbe essere un'idea.

Silvan Widmer 6 - Dopo un periodo buio con Colantuono, dove lo stesso giocatore sembra giocare quasi controvoglia, una parziale rinascita con De Canio. Raramente mette in mostra tutto il suo potenziale, ma contro Fiorentina e Napoli lo fa e conduce alla vittoria i suoi compagni. Una fortissima incostanza di rendimento però non gli permette di avere un voto più alto della sufficienza.

Edenilson 3 - Il brasiliano è un disastro con pochissimi precedenti ad Udine ed uno dei pochissimi giocatori nella storia friulana a beccarsi dei fischi ad personam. I media giustificano il suo fallimento con il modulo, ma anche a Genova si gioca con la difesa a 3 e là gioca benissimo, quindi mi sembra solo un modo per provare a giustificare uno di quei giocatori che dovrebbero essere cacciati seduta stante dalla squadra, anche solo per rispetto di quei giocatori che invece la maglia la onorano, anche più del dovuto. Mai una cosa giusta, non salta mai l'uomo, sbaglia sempre in marcatura e non riesce a fare nemmeno i passaggi più semplici. Il momento in cui inciampa in Inter-Udinese, lasciando Jovetic, l'emblema di una Caporetto. Eppure quando prova qualche giocata particolare gli riesce senza problemi, segno che il problema non è di natura tecnica.

Guilherme 5 - Anche lui, come altri suoi compagni, ha infortuni seri, che ne condizionano il rendimento, oltre che a renderlo indisponibile per molto tempo. Quando è in campo inevitabilmente fatica. Quindi non può far sì che questo sia l'anno del suo riscatto. La società deciderà se dargli una chance ulteriore o spedirlo altrove.

Francesco Lodi 6 - Nel giorne di andata si eleva a condottiero del centrocampo. Diventa il punto di riferimento, quello a cui dare il pallone quando non si sa cosa fare e nella prima parte di stagione è grazie al suo arrivo a fine settembre se i friulani chiudono a 24 punti. Nel girone di ritorno invece cala sempre di più a livello qualitativo, forse a causa dei numerosi mesi da svincolato. La società fa valere l'opzione per il rinnovo del contratto, quindi dovrebbe far parte dell'Udinese dell'anno prossimo, com'è giusto che sia.

Manuel Iturra 3 - Uno psicodramma alla pari di Edenilson. Arriva per fare da schermo davanti alla difesa, ma non ha il fisico per farlo in Serie A. La grinta c'è, gli va riconosciuto, ma è troppo lento per il nostro campionato, come dimostra la media di un cartellino a partita. I piedi inoltre sono molto scarsi, sbaglia infatti anche i passaggi più semplici. Con l'arrivo di Lodi perde un po' alla volta il posto da titolare, fino alla cessione in prestito al Rayo Vallecano a gennaio.

Marquinho 4 - Un fantasma. 11 partite in campionato per lui, si fa notare solo per un tiro vicino al palo in Udinese-Genoa. In dieci uomini però diventa tutto più complicato. Quale ruolo per lui?

Alexandar Merkel s.v. - Colantuono gli dà fiducia e lui sembra lentamente inizare a riprendersi, dopo annate in prestito molto deludenti. La sfortuna però decide che non è la sua annata: pronti via e nella prima giornata col Palermo si rompe il crociato e conclude la sua stagione. Futuro da decifrare per lui.

Gaspar Iniguez s.v. - Rientra a gennaio dal prestito al Carpi, dove non raccoglie alcuna presenza. Si allena quindi con la prima squadra, giocando una partita con la Primavera e le amichevoli, facendo vedere che in futuro potrebbe dire la sua nel centrocampo delle zebrette.

Emmanuel Badu 6,5 - Mette a disposizione cuore e polmoni. Tanta corsa, che nel girone d'andata gli permette anche di diventare, temporaneamente, il capocannoniere della squadra. Importanti i suoi inserimenti in area (che nel 3-5-2 dovrebbero essere la regola) e i suoi ripiegamenti in fase difensiva. Cala, come tutti i suoi compagni, nel 2016, segnando comunque una rete importantissima contro il Verona. Non sembra però aver ancora fatto il salto di qualità, quindi c'è da chiedersi: è lui che sta crescendo o sono i suoi compagni ad essere sempre più scarsi?

Emil Hallfredsson 5,5 - Arriva nel mercato di gennaio per provare a dare un po' più di consistenza ad un centrocampo quasi nullo. È anche abituato a giocare in squadre in lotta per non retrocedere, date le sue esperienze alla Reggina e al Verona. I primi mesi sono discreti, con tanto lavoro oscuro a metà campo, un po' alla volta però cala. Inoltre il piede, che gli permette comunque di sfornare qualche assist e di fare qualche gol, non si vede mai.

Zdravko Kuzmanovic 7 - Arriva a gennaio in prestito con diritto di riscatto dal Basilea, è il centrocampista che nella parte finale del campionato fa la differenza. Colantuono non lo tiene molto in considerazione, De Canio invece lo schiera davanti alla difesa e ne fa il leader del centrocampo. Lui ricambia con tantissima grinta e cattiveria, cosa che a molti suoi compagni sembra mancare. Si assume anche la responsabilità di presentarsi in conferenza stampa, prima della disastrosa partita col Torino, per chiamare i tifosi allo stadio. Il diritto di riscatto è fissato a 5 milioni, andrebbero spesi subito, per l'unico acquisto decente dell'Udinese 2015-2016, ma si sa come sono fatti i Pozzo.

Lucas Evangelista s.v. - Nella prima parte del campionato smaltisce l'infortunio. Qualche comparsata a dicembre, poi in prestito al Panathinakos di Stramaccioni per farsi le ossa.

Bruno Fernandes 5 - No, così non ci siamo. Il portoghese, come suo solito, va a fiammate, alternando prestazioni di qualità assoluta a partite in cui se ne sarebbe potuto tranquillamente stare in panchina. Meglio quando viene posizionato dietro le punte, ma la squadra fatica a reggere un 3-4-1-2 puro. Sia con Colantuono che con De Canio parte bene, per poi perdersi, come fatto con Guidolin e Stramaccioni. Gli serve un allenatore che lo tenga sulla corda. Lavoro per Iachini, a meno che non venga ceduto.

Giovanni Pasquale s.v. - Come Domizzi, viene messo da parte da Colantuono, De Canio gli dà qualche minuto in più. Anche per lui ultima stagione ad Udine, con i migliori auguri per gli ultimi anni della sua carriera.

Andrija Balic s.v. - Ne parlano benissimo e il giovanissimo croato pare essere il vero investimento di questa stagione. Noi però non l'abbiamo ancora visto.

Rodrigo Aguirre 5,5 - Il giovane uruguaiano mette in mostra movimenti molto interessanti, ma ancora manca della cattiveria sottoporta che contraddistingue un vero centravanti. Mandato a Gennaio a Perugia a crescere in Serie B, sta iniziando a carburare. Tra un anno potrebbe essere un elemento interessante per la Serie A.

Stipe Perica 5,5 - Ogni tanto è usatissimo, ogni tanto scompare nel nulla. Le sue maggiori fortune le ha nel mese di dicembre e gennaio, quando segna 3 reti in 3 partite (Atalanta in Coppa, Atalanta in campionato e Torino), poi però torna nel dimenticatoio con la guarigione di Duvàn Zapata, suo alter ego per caratteristche fisiche, ma con molti più muscoli. La sua grinta conquista il pubblico, ma è da riscattare solo nel caso in cui il Chelsea faccia qualche sconto.

Antonio Di Natale s.v. - La leggenda purtroppo è a fine corsa. Tra attriti con mister Colantuono, infortuni e il problema alla vista che ne inificia sicuramente le prestazioni, il suo bottino in campionato è di sole due reti. Credo il gol a porta vuota sbagliato a Firenze sia la prova lampante di come non sia più quello di una volta e anche lui lo capisce, dando l'addio all'Udinese e forse al calcio giocato, per un futuro da dirigente. Da film il saluto dello stadio in occasione della sua ultima partita col Carpi, il gol su rigore il modo giusto per chiudere i giochi.

Cyril Thereau 6,5 - Si prende sul groppone l'attacco della squadra per tanto, forse troppo, tempo. È una seconda punta, ma spesso si trova costretto a fare tutto da solo, soprattutto quando Duvàn Zapata è fuori per infortunio. Questo fa sì che in alcune partite sia molto appannato. 11 gol in campionato un ottimo bottino, anche considerando che quando venne acquistato doveva fare la riserva di Di Natale e Muriel. Può diventare uno dei leader della nuova Udinese.

Ryder Matos 5,5 - Un inizio scoppiettante, con l'ottima partita di Empoli fatta di scatti brucianti ed assist per Duvàn Zapata. Poi lentamente sparisce, anche a causa delle difficoltà della squadra, che costringono i due mister a limitare gli esperimenti. Per gli anni prossimi è un giocatore da tenere d'occhio.

Duvàn Zapata 6 - Fa quello che ci si aspetta, nulla di più nulla di meno. Sicuramente paga l'infortunio gravissimo patito a Bologna, prima viaggiava con la media di quasi un gol a partita. Rientra in squadra a Febbraio, ma il suo rientro vero è ad Aprile, quando ricomincia a fare a sportellate con i difensori e a rendersi pericoloso in area. Purtroppo ha un fisico che ci mette molto ad entrare in perfetta forma e questo potrebbe influire non poco sulla sua carriera. Con una squadra sensata alle spalle e senza contrattempi fisici può però diventare un realizzatore di livello assoluto, perchè la media gol resta eccezionale.

Stefano Colantuono voto 4 - La dirigenza non gli dà una squadra all'altezza della Serie A e non soddisfa subito la sua richiesta di un regista (aveva chiesto Jorginho al suo arrivo, che era ancora in bilico a Napoli). Lui però si fa del male da solo insistendo su delle tattiche che non funzionano, andando contro lo zoccolo duro della squadra, dando fiducia ad elementi molto scarsi (Iturra, Marquinho ed Edenilson su tutti) e permettendo alla squadra (dopo la vittoria con l'Atalanta) di staccare la spina e sfasciarsi. Annata da dimenticare.

Luigi De Canio 7 - Arriva e trova una situazione drammatica di classifica, di testa e di condizione atletica. Sull'ultima può farci poco, sulle altre due lavora perfettamente. I cali con Bologna e Torino sono frutto di un limite mentale della squadra, non di suoi errori, anche perchè subentra ad Aprile e non ha il tempo materiale di lavorare su certi aspetti. Salva una squadra che sembra ormai destinata alla retrocessione mettendo ordine in uno spogliatoio che è una polveriera (gli insulti plateali di Thereau a Badu in Udinese-Lazio sono una prova schiacciante) e lasciando in disparte chi non è con la testa all'Udinese (Edenilson e Pirs). Visto il sostituto, viene da chiedersi perchè non sia stato confermato.

Cristiano Giaretta/Gino Pozzo 3 - Il voto non può andare solo al DS,  perchè è Gino Pozzo a coordinare tutto. Il fatto che Giaretta spesso non sappia certe trattative dell'Udinese (o che le sue dichirazioni vengano smentite poche ore dopo dai fatti, esempio lampante il suo "non c'è nessuna trattativa per Naldo allo Sporting Lisbona" con l'annuncio ufficiale arrivato poche ore dopo) dovrebbe far capire che in realtà non ha ruolo. Quindi il votaccio per un mercato al risparmio fatto di scarti, lacunoso e che in realtà indebolisce ulteriormente la squadra, va a Gino Pozzo. Centrocampo senza qualità, attacco sterile e difesa ballerina, per un'Udinese che questa volta vede veramente la B ad un passo. Pozzo però sembra capire i suoi errori. Da qui la cessione del Granada e la ricerca di un Ds per l'Udinese.

I tifosi 9 - Grande tifo nei momenti di difficoltà, un crescendo che porta ad un Udinese-Carpi emozionante, anche se inutile per la classifica friulana. Unica macchia il litigio con Danilo, anche se la risposta del vicecapitano è inaccettabile. Attenzione, la politica del risparmio può stancare. 


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