Iachini: "Dobbiamo rimanere equilibrati e continuare a lavorare con la testa"

Iachini predica calma nella conferenza stampa pre Roma, senza sbottonarsi troppo sulla formazione che scenderà in campo e ribadendo la presenza di un problema psicologico.

Iachini: "Dobbiamo rimanere equilibrati e continuare a lavorare con la testa"
Beppe Iachini

La figuraccia con lo Spezia ha gettato nello scompiglio tutto l'ambiente friulano, con tifosi e giornalisti che hanno rivisto la squadra degli anni passati. Persino peggio, sotto certi aspetti. Da subito però Iachini ha chiesto calma e pazienza, onde evitare che si ricrei quell'atmosfera pesante che ha caratterizzato la seconda parte della stagione passata. La sensazione è che ci siano alcuni elementi titolari arrivati alla fine della loro esperienza in bianconero, il mister ex Palermo però ribadisce che bisogna lavorare sulla testa dei ragazzi e dare tempo ai giovani, senza lasciar trapelare alcun indizio sulle eventuali modifiche che intende apportare in vista del match con la Roma.

La Roma può essere un buon test per ripartire?

"Siamo ancora su un percorso di lavoro e di crescita. Si sono evidenziati nell'ultima partita delle situazioni psicologiche reduci dalle stagioni passate su cui andare a intervenire. Conta aggredire le partite e andarle a giocare sempre e comunque. Ne ho parlato con la squadra; è vero che abbiamo preso qualche gol di troppo, ma è anche vero che la squadra nel precampionato ha lavorato molto bene anche dal punto di vista difensivo. Dobbiamo rimanere equilibrati e continuare a lavorare con la testa".

La Roma sarà distratta dal Porto?

"Sappiamo che affrontiamo la Roma, una grande squadra allenata da un grande allenatore come Spalletti. E' un banco di prova che ci darà delle risposte su tanti aspetti, prima ancora che su quello del risultato. La squadra sta crescendo ed è un aspetto da non sottovalutare. E' vero che abbiamo portato avanti un atteggiamento molto offensivo, lavorando con De Paul e le due punte. Valuteremo la possibilità di farlo anche domani. Quello che conta è la personalità. La Roma? Può essere considerata l'anti-Juve, perché è una squadra che comincia a conoscersi bene, grazie anche alla mano di Luciano Spalletti. Turnover? La Roma ha ottimi giocatori e non fa tanta differenza chi gioca. Cambia il modo di attaccare se il riferimento offensivo sarà Dzeko, Totti o Perotti. Siamo pronti a tutte le eventualità. La linea difensiva sa cosa deve fare e come deve farlo. Conterà soprattutto il cervello e l'attenzione. Rispettiamo la Roma, ma andremo là a proporci, con coraggio".

I giovani sembrano ancora un po' indietro, non pensa?

"I primi anni dei giocatori stranieri in Italia sono sempre di transizione, soprattutto se giovani. Abbiamo preso tanti ragazzi che sono molto giovani, e che devono prendere le misure al campionato italiano. Hanno potenzialità e vanno allenate, come successo con Dybala a Palermo. Ci ha messo il suo tempo ad arrivare ai livelli che oggi conosciamo. Ci vuole pazienza perché loro necessitano di lavoro. Devono capire la lingua e lavorare con loro giorno dopo giorno. Poi arriverà la crescita che li renderà prontissimi per la serie A, che è un campionato che ti punisce al primo errore. Siamo ancora da cantiere aperto, ma con la squadra che sa che deve interpretare al meglio le partite".

E i senatori in cosa non l'hanno soddisfatta?

"Abbiamo parlato di ciò che non è andato bene a livello di reazione psicologica e abbiamo lavorato anche su questo. Dobbiamo solo lavorare per far diventare questa situazione positiva. Mi è capitata una situazione simile alla Sampdoria, che viveva un momento molto buio, ma siamo riusciti a venirne fuori brillantemente. Non si può gettare al mare chi sbaglia una partita, ma lavorare per farli crescere".

C'è Felipe, ma non Kone. Perché?

"Felipe sta meglio ed è a disposizione. Kone non è convocato per una problematica avuta una decina di giorni fa. Si è preferito aspettare per questa partita".

Pozzo l'ha paragonata al primo Spalletti.

"Mi fa piacere essere accostato a un allenatore così bravo e preparato. Ho avuto l'onore di essere allenato da lui. So come prepara bene le partite. Cercherò con il lavoro sul campo di migliorare i miei giocatori, sia individualmente che di lavoro di squadra. Io ho ancora il mio percorso da fare, mentre lui ha già fatto grandi cose".

Penaranda è pronto per giocare?

"Penaranda sta crescendo dal punto di vista fisico, e sul come muoversi, perché il campionato italiano non vuole pause. Come è normale che sia, lui, Ewandro e gli altri giovani hanno potenzialità e gli stiamo facendo capire come migliorare. Ad esempio Penaranda è velenoso nella profondità piuttosto che con la palla addosso. Abbiamo attaccanti con diverse caratteristiche, considerando anche Thereau squalificato, e dovremmo decidere al meglio come affrontare la Roma".


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