Udinese, Delneri e il dilemma del gioco

I friulani, nonostante un potenziale tecnico importante, ormai da troppo tempo non riescono a trovare un canovaccio tattico che ne riesca ad esaltare le qualità. L'esperienza del mister dovrà servire proprio a trovare dei meccanismi ormai perduti.

Udinese, Delneri e il dilemma del gioco
Udinese, Delneri e il dilemma del gioco

Tante le opinioni, tanti i tentativi, tanta l'attesa, ma la verità è una sola, l'Udinese del 2016 (inteso come anno solare) non ha la più pallida idea di come giocare. La squadra è cambiata molto nel corso del tempo, sono arrivati giocatori nuovi, tanti talenti pronti a sbocciare, ma anche profili esperti e di sostanza, eppure nemmeno Iachini è riuscito a dare un'impronta a questa squadra. Evidentemente di circostanza le frasi delle scorse partite di dirigenti e mister delle altre squadre come "l'impronta dell'allenatore già si vede". Questa realtà è emersa prepotentemente contro Chievo, Sassuolo, Lazio e, visti gli ultimi risultati dei viola, anche con la Fiorentina, oggi non certo in un periodo di massimo splendore. La cosa è molto strana, quest'anno la rosa è di livello, poche frottole, chi dice che questi ragazzi non hanno le capacità per ben figurare ha una concezione del calcio tutta sua. Hanno bisogno di due cose: la prima è un "vestito" tattico adatto a loro, che gli permetta di esaltare il proprio potenziale, in secondo luogo servono motivazioni, quelle che troppo facilmente sembrano mancare nei momenti decisivi. Sul perchè ciò accada ci si è soffermati anche troppo. Forse troppi stranieri, forse alcuni senatori sul viale del tramonto, sta di fatto che molti in campo sono degli osservatori, non dei calciatori.

Ha deciso dunque di intervenire la società, cambiando la guida tecnica e portando a casa Luigi Delneri, tecnico amato-odiato del calcio nostrano. Esaltato alla guida di Chievo e la Sampdoria, massacrato nella sua esperienza in bianconero. Lui è un amante del 4-4-2, usato praticamente sempre nella sua carriera, anche nell'ultima esperienza a Verona, nel disperato tentativo di salvare un Hellas ultimo in classifica. La logica  porta a pensare che questo sarà lo schieramento usato, la scelta non è però così scontata. Delneri infatti si mostrò in disaccordo con il passaggio di modulo in corsa effettuato da Iachini: "Personalmente modifiche così a me non piacciono. Se in due o tre mesi di preparazione non hai provato situazioni importanti diverse è inutile cambiare. Un’idea di calcio precisa l’Udinese l’ha sempre avuta, da Zaccheroni in poi. Giocare a quattro dietro, certo, ci può stare visti gli uomini che ci sono a disposizione, l’importante è impiegarli bene." Bisognerà dunque vedere come troverà la squadra dopo i primi allenamenti.

Quel che è certo è che un passaggio ad un 4-4-2 o ad un 4-2-3-1 creerebbe delle difficoltà sulle fasce. Già solo con una difesa a quattro uomini si fa ogni volta fatica a trovare i terzini, contando anche i tre infortuni nel ruolo (Samir, Widmer e Faraoni) la cosa diventa proibitiva. Da qui le voci di un interessamento verso giocatori come Vargas e Jankovic (già allenato da Delneri a Verona), tornanti di fascia che permetterebbero di avere più opzioni sull'esterno. Svincolati, potrebbero arrivare subito. Questo vorrebbe dire anche attuare un ulteriore cambiamento rispetto a quanto portato da Iachini, De Paul sarebbe dirottato con tutta probabilità a fare l'esterno sinistro, anche se l'argentino è tutto da valutare in fase difensiva. Il tecnico friulano ha espresso lodi nei confronti di Fofana, giocatore che con il mister marchigiano è finito un po' nel dimenticatoio, attenzione dunque ad una possibile sua risalita nelle gerarchie. Anche Penaranda sembra essere un profilo gradito, ma per lui bisogna ancora capire in quale ruolo possa rendere al meglio, anche perchè nemmeno Delneri prevede ali nella sua squadra, per ora. Bisognerà poi pensare a come valorizzare Kums, il tanto agognato regista che però ha bisogno di una squadra con le idee chiare per poter mettere in pratica quel che sa. Un gran lavoro lo richiederà anche Thereau, vera delusione della prima parte di stagione, che sembra patire oltremodo le difficoltà avute in estate (in allenamento e sul mercato). Sicuramente, per avere maggiori certezze, bisognerà almeno aspettare la prima settimana di lavoro, in modo che il mister capisca che giocatori ha a disposizione, ma la sensazione è che si voglia cercare di non rivoluzionare ancora il metodo di gioco, cercando di trovare uno schema che non richieda troppo tempo ad essere assimilato. Il 4-4-2 in questo senso sarebbe una scelta sensata, dato che è il modulo equilibrato per definizione. Di certo alcuni giocatori potrebbero non essere esaltati da schemi del genere, ma, in una situazione di difficoltà, bisognerà pensare più al bene della squadra che a quello dei singoli.


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