Udinese - Che tristezza

Nel giorno della festa per Zico, i friulani sfornano l'ennesima prestazione incolore, guadagnandosi i primi fischi dell'era Delneri e dando un pessimo segnale per il proseguio del campionato.

Udinese - Che tristezza
Hallfredsson, tra i peggiori in campo. Fonte: www.facebook.com/UdineseCalcio1896

Quello contro la Fiorentina doveva essere solo un incidente di percorso, invece l'Udinese sta iniziando a dare dei pessimi segnali per il futuro. Dopo la prestazione incolore di Verona (dove è arrivato un pareggio grazie ad un Chievo stranamente rinunciatario) e le sberle di Firenze, è arrivata anche la brutta rimonta interna contro il Sassuolo. I bianconeri nel 2017 hanno raccolto la miseria di quattro punti, battendo solo il Milan. Pochissimo, specie se si pensa alla cavalcata fatta negli ultimi mesi del 2016, che aveva permesso di uscire dalle zone torbide della classifica. Qualcosa ha smesso di girare, è evidente, la cura Delneri sembra essersi impantanata quando il tecnico ha deciso di puntare su un undici titolare fisso (cosa che comunque fanno tutte le squadre degne di questo nome). Da lì in poi le prestazioni hanno iniziato una lenta involuzione, con svariati elementi che hanno smesso di dare il loro apporto e altri finiti completamente nel dimenticatoio. Calcolando che adesso arrivano le sfide con Lazio e Juventus, c'è da preoccuparsi. Come ha detto il mister dopo la debacle, c'è il rischio che ritorni la cappa di negatività che c'era negli anni passati e questo sarebbe un problema grossissimo, anche perchè non si può sempre cambiare allenatore per cambiare le cose. Il margine con la zona che scotta è enorme, ma raccogliere gli ultimi punti che mancano in tempi relativamente rapidi permetterebbe di potersi vivere finalmente qualche mese di calma senza il fiato sul collo.

La squadra festeggia il gol del momentaneo vantaggio. Fonte: www.facebook.com/UdineseCalcio1896
La squadra festeggia il gol del momentaneo vantaggio. Fonte: www.facebook.com/UdineseCalcio1896

La squadra sembra essersi seduta. Contro il Sassuolo la partenza è ottima. La difesa blocca qualsiasi iniziativa avversaria, Fofana e Badu cercano costantemente di aiutare le ali e Duvàn Zapata fa a sportellate come sa. Il risultato è presto detto. Subito palla per il vantaggio, realizzato dal solito gran tiro di Fofana, e, cinque minuti dopo, occasione clamorosa per Thereau di raddoppiare, frutto di tutto il talento di Rodrigo De Paul. Da lì in poi, per motivi incomprensibili, le zebrette si spengono lentamente. Hallfredsson inizia a sbagliare tutti i passaggi in verticale, regalando palloni sanguinosi per le ripartenze avversarie. Thereau smette di dare il suo apporto, effettuando sempre la scelta meno sensata in fase di transizione o quando si trova sulla trequarti campo avversaria. Duvàn Zapata, come detto da Delneri, sembra ormai impaurito, cosa ben strana data la sua stazza e potenza. Sta di fatto che il Panteròn sembra quasi non essere più un attaccante e, dato che dovrebbe essere proprio il punto di riferimento in avanti, la cosa non può non essere il problema. Il fatto che il tecnico stia a mano a mano anticipando sempre di più la sua sostituzione con Perica è un indizio che le cose non funzionano, a dispetto di tutte le parole ai microfoni della stampa. Il ragazzo è sfiduciato. Badu poi è stato rigettato subito nella mischia dopo la Coppa d'Africa e sembra avere la forma fisica di un giocatore alle ultime partite della stagione, non di un ragazzo che è a metà campionato. Fofana invece è stato l'unico a invertire un po' il trend. Dopo tante partite condite più da errori che da altro, il francese ha ricominciato a mettere il suo talento al servizio della squadra. Un gran gol ed errori in fase di scarico ridotti al minimo, già qualcosa. Nonostante i gol presi paradossalmente la retroguardia è l'unica cosa che funziona quasi sempre. Samir conferma una volta di più di avere talento da vendere. Danilo e Felipe sono sempre puntualissimi nelle chiusure. Widmer davanti si fa vedere poco, ma, se la squadra è schiacciata a difendersi, non può salire nel nulla.

Fofana festeggia il gol con Felipe. Fonte: www.facebook.com/UdineseCalcio1896
Fofana festeggia il gol con Felipe. Fonte: www.facebook.com/UdineseCalcio1896

Nella sconfitta con gli emiliani però per una volta bisogna dare delle colpe concrete anche a mister Delneri. Com'è possibile che all'aggiunta di una punta da parte di Di Francesco non si sia risposto in alcun modo? Entra Defrel e il tecnico si blocca, forse a causa della botta presa da Samir e che sembrava essere una cosa grave, ma sta di fatto che il Sassuolo passa al 4-2-3-1 e l'ex Cesena non viene marcato da nessuno. Risposta? Doppietta e tre punti che vanno in Emilia. Dopo il gol del pareggio Delneri ha due giocatori in panchina pronti ad entrare e tre che si stanno scaldando, eppure non muove un dito. È proprio il suo pupillo Hallfredsson a lasciare a Defrel lo spazio per il gol del 1-2. Solo allora l'islandese viene tolto per inserire Kums, a giochi già decisi. Troppo tardi. Tutta questa eccessiva fiducia in dei giocatori che hanno dimostrato più volte di non avere ancora una mentalità da squadra non sta pagando. La sensazione è che i titolari ormai si sentano sicuri del posto, anche perchè giocatori come Hallfredsson, Fofana e Thereau sembrano quasi essere intoccabili, qualsiasi sia la loro condizione. Tutto questo discorso poi della flessione fisica è strano. Siamo a febbraio e ci sono già diversi giocatori in difficoltà, anche questo è un punto su cui bisognerebbe riflettere all'interno dello staff, anche se qui forse sarebbe da tirare in ballo il lavoro effettuato da Iachini in ritiro e che non sappiamo che scopi avesse, dato che dopo due mesi ha lasciato. Contro la Lazio Hallfredsson e De Paul non ci saranno. Delneri dunque sarà costretto a provare qualcosa di nuovo, perchè qui c'è un gran bisogno di smuovere le acque, che sono di nuovo stagnanti.