F1 Gp d'Austria: Mercedes amministra e torna in alto

Malgrado i dubbi e le preoccupazioni per il surriscaldamento, le frecce d'argento fanno doppietta, a dimostrazione che pur gestendo riescono a vincere in tranquillità. I distacchi contenuti non illudano.

F1 Gp d'Austria: Mercedes amministra e torna in alto
F1 Gp d'Austria: Mercedes amministra e torna in alto

Se dopo la trasferta canadese e le qualifiche austriache qualcuno cominciava a intravedere un ridimensionamento del dominio Mercedes, la gara corsa a Zeltweg ha fatto subito ricredere gli animi avventati e soprattutto speranzosi. Le frecce d'argento riaffilano le proprie punte e centrano il bersaglio, facendo bottino pieno senza troppa fatica né troppo patema.

Nico Rosberg e Lewis Hamilton giocano sulla pazienza e su una condotta d'attesa, consapevoli che, con la strategia giusta e una gestione oculata, le pur brillanti Williams hanno poco da impensierire. Sono sufficienti pit stop perfetti, sorpassi sicuri e mantenimento di un margine di tranquillità per quell'uno-due finale, che stampa al padrone di casa, Niki Lauda, un sorriso da cartellone pubblicitario, ma soprattutto regala a tutto il team un sospiro di sollievo. Perché dopo la débacle di Montreal e le magagne della vigilia sono i freni e il loro surriscaldamento a creare molte più preoccupazioni delle minacce avversarie.

Nico dimostra di esser un mastino cui non sarà per nulla facile far mollare l'osso, malgrado Hamilton fornisca l'unico sussulto di giornata con un primo giro all'arrembaggio. L'inglese recupera in fretta e apparecchia la tavola per una vittoria trionfale, vicinissimo e affamatissimo al compagno, salvo poi spegnersi e innervosirsi, dimostrando ancora lampi di incompletezza. Il tedesco, al contrario, freddo come il ghiaccio, lucido come la cera e furbo come una volpe, si attiene ai comandi, guida in riserva per non stressare il suo bolide e sfila in passerella, implementando la propria autostima e confidenza.

I distacchi finali contenuti, tra cui pure un buon Alonso, hanno illuso e illudono, perché non vi è di fatto corrisposto altrettanto livello di competitività. La verità è che il principale rivale della Mercedes è e resta sé stessa e questa può permettersi di contenere o amministrare per vincere comunque. Con buona pace della concorrenza e del meraviglioso pubblico, che su un tracciato corto, semplice ma insidioso, confidavano in una lotta e non in brevi trenini sterili.

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