Formula1: Mercedes troppo forte o gli altri troppo deboli?

La facilità con cui Hamilton ha recuperato sottolinea la forza della propria scuderia, ma anche il livello modesto della concorrenza. Rosberg ozia. Solo Bottas oppone un po' di resistenza, restando comunque un comprimario.

Formula1: Mercedes troppo forte o gli altri troppo deboli?
Formula1: Mercedes troppo forte o gli altri troppo deboli?

Sono loro che sono troppo forti o sono gli altri troppo deboli? La domanda, di tipico gusto “Marzulliano”, sorge spontanea. Se pure Vettel dichiara che potrebbero partire un giro dopo e vincerebbero comunque, è chiaro una volta di più che le Frecce d'Argento fanno classe a sé, FRIC o non FRIC.

Ad Hockenheim, Rosberg passeggia, confonde il proprio sedile con un divano e lotta affinché non gli cali la palpebra. Dicono che per tenersi sveglio abbia sfruttato l'enorme display sul volante per vedersi un DVD adrenalinico, un film stile Fast&Furious giusto per rimanere in tema di corse. Solo il primo trionfo individuale e il secondo della Mercedes a 60 anni dal primo in terra tedesca, dopo il matrimonio e il rinnovo contrattuale recenti, saranno poi almeno sufficienti a provocare un qualche scossone emotivo, un sussulto di gioia dopo due ore piatte.

Hamilton e la sua squadra, invece, rubano la scena con un po' più di pathos. La rimonta scontata si accende grazie agli azzardi e ai rischi gratuiti tipici dell'inglese, capace comunque di bersi gli avversari, superati quasi tutti nello stesso punto sfruttando la potenza del suo propulsore, come un bicchier d'acqua. La strategia e le chiamate perfette impediranno di fatto la battaglia ad armi pari con i rivali più tosti (eccetto per qualche divertente giro con Ricciardo) e soltanto Bottas si rivelerà in definitiva un reale ostacolo.

Proprio il finlandese conferma concretezza, continuità e solidità: tre podi consecutivi non sono un caso, così come non è un caso che sia riuscito a tenere dietro Luigino. Forte di un talento annunciato e di una vettura in crescita, unica al momento veramente in grado di dare qualche piccolissimo grattacapo ai battistrada, Valtteri deve però inchinarsi e rassegnarsi al ruolo di comparsa, concorrere eventualmente per l'Oscar come attore non protagonista.

Attori non protagonisti sono infatti tutti gli altri, l'allegra compagnia chiamata a risvegliare gli animi, a contornare e vivacizzare uno spettacolo monocolore. Una cornice con funzione di abbellimento, un gruppo di bravi musicisti chiamati ad aprire e preparare al grande concerto della star più luminosa. Solista, inarrivabile, nella fattispecie a tre punte.


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