F1, Singapore: vittoria e leadership iridata per Lewis Hamilton, Red Bull sul podio

Hamilton ottiene la vittoria nella gara in notturna a Singapore prendendosi anche la leadership iridata, complice anche il ritiro del compagno di squadra Rosberg. Sul podio entrambe le Red Bull con Vettel e Ricciardo, mentre Alonso e Raikkonen chiudono in quarta ed ottava posizione.

F1, Singapore: vittoria e leadership iridata per Lewis Hamilton, Red Bull sul podio
foto: AFP

Scatta oggi il Gran Premio più difficile ed il più lungo della stagione (una durata di quasi due ore), quello che si disputa sul circuito di Marina Bay, Singapore. Sono 61 i giri previsti, da percorrere in senso antiorario, con una temperatura attorno ai 30° C nell’aria e circa 36° C sull’asfalto, con un’umidità più o meno del 70%. La gara è molto impegnativa per tutti i piloti e per le monoposto, soprattutto per le gomme ed i freni, che vengono particolarmente sollecitati. Sono previsti mediamente tre pit stop per ciascun pilota nel corso della gara, soprattutto a causa del degrado delle gomme. È Lewis Hamilton ad ottenere la vittoria a Singapore, prendendosi anche la prima posizione in classifica iridata davanti al compagno di squadra. Salgono sul podio anche le due Red Bull, con il campione del mondo Sebastian Vettel che chiude davanti a Daniel Ricciardo. Quarta posizione per Fernando Alonso, mentre Kimi Raikkonen chiude ottavo.

Problemi prima della partenza per Nico Rosberg, che non riesce a scattare per il giro di ricognizione a causa di problemi elettronici e deve partire dalla pit lane. Abbandona la gara Kamui Kobayashi, che parcheggia la sua Caterham in una via di fuga durante il giro di riscaldamento. Le macchine si schierano, si spegne il semaforo e la gara può cominciare: Hamilton scatta subito bene mantenendo la prima posizione, mentre Ricciardo cerca di chiudere Vettel e Alonso riesce a superare le due Red Bull, anche se poi va dritto tagliando la chicane e deve cedere la posizione a Vettel, che aveva superato il compagno di squadra. Bella partenza anche di Raikkonen, già in quinta posizione, così come Button, scattato in undicesima posizione e risalito fino alla settima. I primi dieci piloti sono partiti con gomme supersoft usate. Dopo dieci giri al comando c’è sempre Lewis Hamilton, con circa tre secondi e mezzo su Vettel secondo, mentre seguono Alonso in terza posizione, Ricciardo in quarta e Raikkonen in quinta, mentre Rosberg viaggia in ventesima posizione, ben più lento del compagno di squadra in testa. Cominciano già ad esserci i primi pit stop, tra i quali quello di Felipe Massa (sesto prima della sosta ai box), delle Toro Rosso e di Grosjean. È Raikkonen in primo dei ferraristi a fermarsi al dodicesimo giro, seguito dalla seconda delle Williams, quella di Bottas, mentre nei giri successivi è il turno anche di Alonso, Vettel, Hamilton e le McLaren. È il turno anche di Rosberg, che rientra molto lentamente ma dopo il cambio delle gomme e del volante la marcia non entra, ed il pilota tedesco non riesce più a ripartire: si chiude mestamente quindi il weekend del leader iridato. Nel frattempo arriva una penalità per Vergne: per lui cinque secondi di stop&go ai box per aver superato il limite del tracciato ed averne tratto vantaggio.

Ad un terzo di gara c’è il ritiro di Gutierrez, che rientra al box e chiude quindi il suo weekend a Singapore, mentre Chilton deve rientrare al box per un pit stop imprevisto a causa di una foratura alla gomma posteriore destra. Massa e Bottas sono i primi a compiere il secondo pit stop, fermandosi ai box al ventiquattresimo giro, seguiti poco dopo da tutti gli altri: i piloti tornano in pista dopo aver montato le gomme soft, tranne Hamilton che riparte con le supersoft. La situazione rimane sostanzialmente la stessa, con l’unica differenza che riguarda Alonso e Vettel: il ferrarista è riuscito a rientrare davanti al pilota della Red Bull ed occupa ora la seconda posizione. Dopo 31 giri ci sono problemi per Sergio Perez: un contatto con Sutil provoca il distacco dell’alettone anteriore che finisce sotto la macchina e semina detriti in pista. Tutto questo provoca l’entrata della Safety Car in pista e ci sono alcune vetture che si fermano, tra le quali le due Ferrari, per un nuovo cambio gomme. Viene comminata una penalità a Sutil: per lui 5 secondi di stop&go per aver superato il limite del tracciato ed averne tratto vantaggio nei confronti di Bianchi. Dopo sei giri la Satefy Car torna ai box e la gara può ricominciare. C’è il secondo ritiro per la Sauber: dopo Gutierrez, rientra al box anche Sutil, che chiude così un altro weekend difficile per la scuderia. La classifica dopo più di 40 giri vede Hamilton in testa, seguito da Vettel e Ricciardo virtualmente a podio, mentre dietro di loro troviamo Alonso, Massa, Bottas, Button, Raikkonen, Hulkenberg e Maldonado. Più indietro è battaglia per la quattordicesima posizione tra Kvyat, Perez e Ericsson, con i piloti di Toro Rosso e Caterham che sembrano più in difficoltà.

Al 52° giro c’è il colpo di scena: Hamilton, dopo aver accumulato 25 secondi di vantaggio sugli inseguitori, è costretto a fermarsi ai box per cambiare le gomme, ma torna in pista poco dietro a Vettel, in seconda posizione. Ma questa situazione dura poco, perché Hamilton riesce a sfruttare le gomme fresche riprendendosi la testa della gara. C’è invece da registrare il ritiro di Button, che improvvisamente perde potenza alla macchina ed è costretto a parcheggiarla a bordo pista. Ma potrebbero esserci ulteriori colpi di scena, perché i tempi di Vettel si sono alzati e su di lui stanno recuperando sia il compagno di squadra Ricciardo che Alonso, mentre Bottas, Raikkonen e Vergne lottano per la sesta posizione. È previsto però che la gara non superi le due ore come durata, quindi non si concludono i giri previsti ma si tiene d’occhio il cronometro: la vittoria va a Lewis Hamilton, che così si prende anche la leadership iridata per appena tre punti sul compagno di squadra ritirato. Sul podio salgono entrambe le Red Bull, con Sebastian Vettel davanti a Daniel Ricciardo, mentre Fernando Alonso si ferma ai piedi del podio. Chiude in ottava posizione Kimi Raikkonen, sopravanzato sia Vergne che da Perez, mentre Bottas, a causa del degrado delle gomme, finisce fuori dalla top ten. 

La classifica:

1. Lewis Hamilton – Mercedes - 2:00:04.795

2. Sebastian Vettel - Red Bull Renault - +13.534

3. Daniel Ricciardo - Red Bull Renault - +14.273

4. Fernando Alonso – Ferrari - +15.389

5. Felipe Massa - Williams Mercedes - +42.161

6. Jean-Éric Vergne - Toro Rosso Renault - +56.801

7. Sergio Perez - Force India Mercedes - +59.038

8. Kimi Raikkonen – Ferrari - +60.641

9. Nico Hulkenberg - Force India Mercedes - +61.661

10. Kevin Magnussen - McLaren Mercedes - +62.230

11. Valtteri Bottas - Williams Mercedes - +65.065

12. Pastor Maldonado - Lotus Renault - +66.915

13. Romain Grosjean - Lotus Renault - +68.029

14. Daniil Kvyat - Toro Rosso Renault - +72.008

15. Markus Ericsson - Caterham Renault - +94.188

16. Jules Bianchi - Marussia Ferrari - +94.543

17. Max Chilton - Marussia Ferrari - +1 giro

Jenson Button - McLaren Mercedes - Ritirato

Adrian Sutil - Sauber Ferrari - Ritirato

Esteban Gutierrez - Sauber Ferrari - Ritirato

Nico Rosberg – Mercedes - Ritirato

Kamui Kobayashi - Caterham Renault - Ritirato