Suzuka, la conferenza stampa dei piloti

Il Gran Premio del Giappone inizia con il consueto appuntamento della conferenza stampa dei piloti. Presenti Fernando Alonso, Lewis Hamilton, Pascal Wehrlein, Kimi Raikkonen, Jolyon Palmer e Carlos Sainz.

Suzuka, la conferenza stampa dei piloti
foto: Formula 1

La Formula 1 è arrivata in Giappone, dove sullo storico tracciato di Suzuka andrà in scena il diciassettesimo appuntamento di questa stagione. Il Mondiale sembra sempre più nelle mani di Nico Rosberg, ma Lewis Hamilton cercherà di arrestare la sua corsa. Ad inserirsi, come sempre, ci saranno i rivali, che anche in Giappone cercano un buon risultato. Prima di abbassare la visiera però, i piloti si sono dedicati a rispondere alle domande dei giornalisti. Alla vigilia del Gran Premio del Giappone, in conferenza stampa troviamo Fernando Alonso, Lewis Hamilton, Pascal Wehrlein, Kimi Raikkonen, Jolyon Palmer e Carlos Sainz.

FERNANDO ALONSO (MCLAREN HONDA) – La rimonta in Malesia? È una combinazione di tutto, anche un po’ di fortuna, a volte recuperi posizioni, scegli una traiettoria a destra o a sinistra, ma non puoi mai sapere cosa accadrà davanti a te. In 16 anni di Formula 1 ho recuperato molte posizioni e non può essere solo fortuna ogni anno. Anche partire molto dietro sicuramente è un buon allenamento.

Sicuramente, dopo aver messo da parte i problemi di affidabilità, siamo riusciti a lottare con team competitivi come Force India e Williams e siamo riusciti ad arrivare al settimo posto. Questo dimostra che stiamo tornando ad essere competitivi. Ma guardando all’anno prossimo non c’è nulla di chiaro, perché tutto cambierà e siamo concentrati sul lavoro sulla macchina del 2017. Il lavoro per ora è tutto teorico, dalla galleria vento al simulatore. La prestazione della macchina di quest’anno non sarà un gran riferimento per l’anno prossimo, ma già abbiamo fatto un buon passo in avanti e la prossima stagione vogliamo farne uno ulteriore. Abbiamo le strutture e le persone valide in questo progetto, speriamo di ridurre i tempi, sono fiducioso.

Il motore che abbiamo a Suzuka lo abbiamo provato in Malesia ed è stato portato qui più per problemi di affidabilità che per questioni prestazionali. Non abbiamo motori a sufficienza per concludere la stagione, quindi abbiamo scelto la Malesia per prendere la penalità e concludere il resto delle gare, ma questo motore ha esattamente la stessa potenza di quello precedente.

La situazione della Ferrari? Era parecchio tempo che non mi chiedevano della Ferrari, ma non ho alcun commento da fare. Al momento stanno faticando un po’, la situazione negli ultimi anni è cambiata tanto, auguro sempre il meglio alla Ferrari, la porterò sempre nel cuore e spero che possano migliorare.

Ora sono in McLaren e lavorare con Honda è stato divertente fin dal primo giorno. La filosofia Honda e l’approccio che hanno è interessante ed io sono un grande ammiratore della cultura e della tradizione giapponese, che loro trasportano nel modo di lavorare. Hanno seguito il loro programma, per noi piloti e per i tifosi è frustrante perché vogliamo sempre tutto subito, ma non c’è la bacchetta magica, loro stanno facendo il loro lavoro e stanno dando il massimo. Tutto viene costruito in Giappone con personale soltanto giapponese. È la loro missione e sono estremamente felice di essere parte di questo progetto, sono motivati e dal punto di vista progettistico e stanno anche diventando più creativi. Paragonandoli ad altri costruttori, direi che il loro modo di lavorare e la loro etica e lealtà è piuttosto diverso rispetto alla nostra cultura: chi lavora in Honda, lo fa per tutta la vita.  

foto: Formula 1
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LEWIS HAMILTON (MERCEDES) – Arrivo a Suzuka di buon umore, non vedo l’ora di scendere in pista, sono molto contento di essere qui. Non ho più pensato all’ultima gara, quando lascio i circuiti penso a tutt’altro, sono stato a Tokyo e mi sono divertito, è una delle prime tre città che preferisco in tutto il mondo.

In Malesia la prestazione è stata buona, sono soddisfatto e spero di poter continuare così. Non cambia nulla però rispetto a quel che ho detto domenica scorsa: chi sta al piano di sopra non vuole che io vinca il campionato, ma non credo ci sia molto da aggiungere a quanto già detto. Per chi invece grida al complotto dico di andare a leggere il mio Instagram, lì ho scritto tutto quello che provo e quanta passione ho per questo team e per tutti i ragazzi che lavorano con me.

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PASCAL WEHRLEIN (MANOR) – Ho provato le nuova gomme Pirelli, sono più veloci, ma credo di non potervi dire nei dettagli come è andata. Andando più veloce, sicuramente è più divertente, ma oltre a questo non posso dire nulla. Per quanto riguarda il mio futuro, al momento sono in atto delle discussioni e nelle prossime settimane credo raggiungeremo un accordo.

foto: Getty Images
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KIMI RAIKKONEN (FERRARI) – È difficile essere soddisfatti della situa attuale, vorremmo una posizione migliore e lottare per essere più avanti, ma al momento questo abbiamo e dobbiamo cercare di fare del nostro meglio. Le posizioni che abbiamo occupato recentemente non sono quelle che vorremmo come Ferrari, ma dobbiamo solo continuare a lavorare e spero che riusciremo ad essere più avanti.

Siamo qui per cercare di vincere, qualunque risultato inferiore alla vittoria non è quello per cui siamo qui e per cui tutti lavoriamo sodo. Il secondo posto è migliore del terzo e via dicendo, ma non c’è tutta questa grossa differenza, per me quest’anno è stato più solido e regolare, le cose sono andate meglio. Ma vogliamo tornare davanti e lottare costantemente per la vittoria o quantomeno metterci sempre nelle condizioni di poter vincere. Questo dipende da tante cose, ci manca la velocità, ma non molliamo, sono sicuro che anche se ci vorrà del tempo ci arriveremo. Ancora non siamo a livello che vorremmo.

Ho fatto anche io i test Pirelli 2017: è presto per dire cosa aspettarci, perché non abbiamo nulla con cui comparare a parte qualche tempo sul giro con macchine di anni precedenti, ma le condizioni sono diverse. C’è sicuramente più aderenza, ma è troppo presto per potersi esprimere, capiremo cosa avremo a disposizione quando avremo anche le macchine dell’anno prossimo. Credo che saranno più veloci, ma quanto e che sensazioni daranno non sappiamo.

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JOLYON PALMER (RENAULT) – Dal punto di vista prestazionale, in Malesia siamo stati più veloci in modo netto rispetto al passato, sia dal venerdì. In gara siamo riusciti a mantenere in vita le gomme, abbiamo avuto una buona strategia, con solo una sosta e le gomme soft sono state veloci fino alla fine. Devo dire che la prima parte stagione è stata piuttosto difficile, ma io e Kevin siamo vicini a livello di prestazione, nelle ultime dieci gare è stato più equilibrato, in Malesia non è andata benissimo fino alle qualifiche, ma ho recuperato in gara, ho spinto alla grande. Continuando così saremo vicini fino alla fine dell’anno.

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CARLOS SAINZ (TORO ROSSO) – Stiamo vivendo un finale di stagione difficile, la Toro rosso soffre in questo momento. A Singapore abbiamo sprecato una bella opportunità, avevamo il passo per concludere nei primi dieci. Sapevamo che in Malesia non saremmo stati veloci come a Singapore, abbiamo cercato di confermarci, ma non ci siamo riusciti. Questa prestazione varia da circuito a circuito, affrontiamo le gare una per volta. Sicuramente non è un segreto che dovremo potenziare la nostra condizione fisica per l’anno prossimo, già in Malesia abbiamo visto che siamo andati veloci come record sul giro per via del cambiamento d’asfalto. Quella dell’anno prossimo è una sfida che accolgo di buon grado, perché se ci sono delle limitazione fisiche e se sei meglio preparato, in gara puoi fare la differenza, anche le macchine sono più veloci e sarà più selettivo.

Ho ottimi ricordi di Suzuka dell’anno scorso, la prima volta su questo circuito ho ottenuto il primo tempo nelle prove libere. Accoglierei favorevolmente la pioggia, come sempre, ma soprattutto nelle ultime gare ci avrebbe favorito. Se ci dovessero essere degli scrosci sarebbe bene, ma in generale per la Formula 1, non sarebbe male una gara in condizioni miste.

foto: Formula 1
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