Ritiro da campioni

Nico Rosberg è solo l'ultimo di un lungo elenco di campioni che ha capito quale fosse il momento giusto per ritirarsi, prima di lui Stewart, Mansell e Prost soltanto avevano detto addio da campioni.

Ritiro da campioni
Nico Rosberg official page

La notizia del ritiro di Nico Rosberg dalle competizioni ha lasciato tutti i tifosi della Formula 1 a bocca aperta. Una notizia inaspettata, giunta soltanto sei giorni dopo il trionfo mondiale del tedesco. L’ormai ex pilota della Mercedes non è però il primo ad aver vinto prima di annunciare il ritiro, perché sia in F1, che nel resto degli sport, abbiamo assistito spesso a tanti addii.

Nel mondo dei motori il ritiro più incredibile e recente, è senza ombra di dubbio quello di Casey Stoner, che nel 2012, un anno dopo il trionfo mondiale con la Honda, decise di dire addio ad ogni tipo di competizione. Motivazione? Mancanza di stimoli e altri problemi, tra cui qualche acciacchi fisico e un rapporto non proprio esaltante con la Dorna. Stoner decide di abbandonare dopo due titoli mondiale ed a soli 27 anni di età. Un altro addio che, al tempo, lasciò l’amaro in bocca a tutti gli appassionati del motomondiale, che anche non tifando per il canguro ne riconoscevano carisma e capacità di guida.


Ora voliamo indietro nel tempo: è il 1973, il campione del mondo in carica, Emerson Fittipaldi, è in lotta con un pilota che da anni è già ai vertici della F1 ed è alla fine della carriera, Sir Jackie Stewart. Sir Jack domina la stagione, vincendo 5 gare e giungendo a podio altre 3 volte. A Watkins Glen, però ecco la tragedia: Francois Cevert, talentuoso compagno di squadra di Stewart, muore. Sir Jack, già campione decide di non prendere parte alla gara, ma soprattutto decide di abbandonare la scena mondiale. 

Vent’anni e arriviamo agli inizi dei 90’s. E’ il 1992 e Nigel Mansell ha appena vinto il suo primo titolo iridato, dopo anni di sconfitte e delusioni. Ora per il Leone inglese si può aprire un’era di dominio, nonostante l’età avanzata, perché la sua Williams è avanti ere geologiche rispetto alle rivali McLaren e Benetton. Solo che il Leone, peccando di avarizia, va da Sir Frank Williams e gli chiede un aumento, il capo del team risponde picche e l’inglese, deluso, abbandona la F1. Ritornerà nel ’94, ma solo per 4 gare, prendendo il posto di Coulthard, sostituto di Senna. Con la nuova FW16 vincerà addirittura un Gp, l’ultimo, quello di Adelaide, prima di provare a continuare con la McLaren nell’95, ma prenderà il via solo di due Gp.

Proprio il ritiro di Mansell lascerà il sedile libero ad un altro grande pilota dell’epoca, Alain Prost. Il francese, dopo un anno sabbatico passato a commentare le gare per la Tv transalpina, riesce a strappare il sedile della super Williams-Renault al rivale Senna. La stagione, come la precedente per Mansell, è un trionfo: 7 vittorie, altri 5 podi e 12 pole che gli consentono di dominare il campionato. Prost ha ottenuto ciò che voleva, un po’ come Rosberg, con la differenza che quella del Professore era una mossa studiata, mentre la decisione di Nico e il mondiale stesso sono stati una sorpresa per tutti. Alla fine della stagione, ad Adelaide, Prost annuncia il ritiro, lui voleva solo il 4° iride e l’ha ottenuto, ora spazio al rivale Senna e al nuovo che cresce: Michael Schumacher. 

Questi i ritiri più famosi tra i neo-campioni del mondo del motorsport. Ma se andiamo a vedere di ritiri inattesi ce ne sono tantissimi nel mondo sportivo: forse i più famosi sono Michael Jordan e Michael Phelps, cannibali del loro sport, che come Prost, si sono prima ritirati, ma attratti dall'amore verso ciò che li ha resi celebri, sono tornati e hanno trionfato di nuovo. Ci sono anche gli sportivi come Mark Spitz, 11 medaglie in vasca tra le olimpiadi di Monaco e quelle del Messico, che si ritirò a soli 22 anni, e poi c'è il caso di Rocky Marciano, ritiratosi da imbattuto a 33 anni nel pugilato. 

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