Hamilton superstar: "Non mi interessa ciò che la gente pensa,  lontano dal Circus dopo il ritiro"

Su Bottas: "Gran lavoratore, mi trovo bene"; sul 2017: "Voglio un finale di stagione diverso da quella precedente".

Hamilton superstar: "Non mi interessa ciò che la gente pensa,  lontano dal Circus dopo il ritiro"
Lewis Hamilton, pilota Mercedes (Fonte: F1Fanatic.uk)

Lewis Hamilton è con estrema probabilità il pilota più chiacchierato di tutta la Formula 1, ma forse anche all'interno del mondo dei motori. La sua vita fuori dagli schemi tradizionali di quello che l'immaginario collettivo definisce "vita da pilota professionista" fa di lui un vip, che però riesce a restituire al mittente con prestazioni in pista di altissimo livello le critiche che gli piovono frequentemente addosso. Un personaggio che, in una Formula 1 troppo formale e rigida, è utile come il pane per dare un po' di brio.

In un'intervista comparsa nelle ultime ore sul sito della Formula 1, Hamilton si racconta, partendo proprio dalla vita lussuosa che conduce. Gli viene chiesto se in lui crei qualche turbamento il fatto che la gente lo veda più come una celebrità che come un personaggio del mondo dello sport, con sicurezza risponde che "no, questo non mi preoccupa. Quando avrò finito di correre avrò qualcosa da fare. Molti piloti quando smettono non sono conosciuti se non nel paddock ed è per questo che tornano lì, ma io ho in programma di fare qualcosa di molto diverso". Dichiarazioni che fanno da apripista ad una seconda vita in futuro per il pilota inglese: chissà che non sia sulla scia di Pablo Daniel Osvaldo, passato ancora relativamente giovane dall'inseguire un pallone al cantare su un palcoscenico. Sia nel modo di condurre la sua vita, sia nel modo di vestire e di fare è anticonvenzionale nel Circus: ama tatuaggi e orecchini, ed ora ha anche un piercing sul naso. "Ce l'ho da poco, con un amico eravamo andati in un posto per fare un nuovo tatuaggio e ci siamo detti di fare il piercing. - dice Hamilton - Ho anche fatto nuovi tatuaggi, senza un piano preciso: ho messo 'fedeltà' sull'avambraccio, 'Dio è amore' sul mio collo. A volte è difficile sapere dove mettere le idee che si hanno, ma ho ancora un sacco di pelle.."

Parlando invece di questioni direttamente legate alla pista, la domanda sul mondiale 2017 è d'obbligo. Molti indicano l'inglese come il probabile vincitore del titolo, ma lui non crede troppo a queste voci e pensa ad allenarsi duramente: dice Hamilton "beh, io sono in forma, sto lavorando più duramente che mai: voglio un altro finale di stagione rispetto alla precedente. Noi vogliamo rimanere davanti, è il nostro obiettivo, ma non credo che nessuna squadra abbia mai vinto dei campionati attraverso il cambio delle regole". Si parla poi del rapporto che si è instaurato tra lui e Bottas, suo nuovo compagno di box dopo il ritiro di Rosberg: il tre volte campione del mondo puntualizza così "fa il suo lavoro e se ne esce spesso con alcune cose molto divertenti che non ti aspetteresti da un finlandese! Mi piace lavorare con lui perché tutto ha a che fare con la pista, non fuori. Non ci sono giochi e c'è completa trasparenza. Mi piace: sento che è già il rapporto di lavoro migliore di quanto io abbia mai avuto con qualsiasi altro compagno di squadra..". La stoccata finale è indirizzata indubbiamente verso Rosberg, ma anche contro Alonso, quando nel 2007 i due si ostacolavano a vicenda.

Un aspetto che quando si parla di Lewis si sente molto spesso è di come sia stato piuttosto fortunato a trovarsi frequentemente a guidare la macchina migliore dello schieramento, cosa che poi gli avrebbe permesso di mettersi notevolmente in mostra. Hamilton tende a fare chiarezza su ciò, ribattendo che "ho sicuramente avuto fortuna rispetto a molti altri, ma non ho sempre avuto grandi macchine: nel 2007 e 2008 ha avuto una grande macchina; nel 2009 la machina era cattiva e nel 2010 e 2011 non un granché; nel 2012 ho avuto una buona macchina, ma ho perso, come nel 2013, poi nel 2014, 2105 e 2016 ho conquistato i titoli. la gente dice 'Ah, è così fortunato!' Lo sono stato, ma è come nel calcio: le migliori squadre prendono i giocatori migliori e in F.1 i top driver sono nelle prime posizioni. E molto dipende dalle decisioni che si fanno".

 

 

 

 

 

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