F1, Gp Bahrein - L'analisi della gara

Ferrari sugli scudi, ma la Mercedes fa paura, Red Bull meglio in qualifica. La Force India torna a guidare “il campionato degli altri”. Toro Rosso peccato, Renault migliora, Mclaren incubo infinito. Hamilton ammette: “giusta la penalità”.

F1, Gp Bahrein - L'analisi della gara
F1, Gp Bahrein - L'analisi della gara

In un Gran Premio che ha visto la Ferrari dimostrare quanto di buono visto nelle prime due gare, si è consumato il terzo atto della sfida al vertice con la Mercedes; altra conferma si è avuta sui piloti: per la terza gara consecutiva il duo Vettel-Hamilton ha monopolizzato i primi due posti sul podio. Qui la classifica.

Aspettavamo una dimostrazione di forza della Ferrari, che è arrivata sacrificando la sessione di qualifica, ad appannaggio della scuderia tedesca. Ottimo optare per l’undercut al primo pit stop per Vettel, onde evitare di perdere tempo dietro a Bottas senza riuscire a sopravanzarlo, pur avendo un passo gara nettamente migliore del finlandese. 

A voler essere onesti, in questo caso, la successiva Safety car nulla ha modificato della strategia degli uomini di Maranello, visto che le due frecce d’argento sarebbero comunque rientrate dietro al 4 volte campione del mondo della Ferrari
Per il resto gara impeccabile, a seguito di un emozionante ruota a ruota con Bottas alla ripartenza dopo il regime di Safety car, con Vettel che mantiene il suo passo gara.

Ferrari che però deve migliorare nell’altra metà del box. Se infatti Raikkonen ha corso la miglior gara del campionato fino ad adesso, a seguito di una partenza non proprio entusiasmante, continua a lamentare problemi all’anteriore, quindi in ingresso curva. Bisogna che in Ferrari riescano a mettere a proprio agio anche il campione del mondo 2007, in quanto fondamentale per i punti in ottica costruttori.

Da un punto di vista più tecnico, in Ferrari ha pagato la scelta di un set-up più in previsione gara che in qualifica. Pare infatti che l’impostazione della vettura fosse quella di essere più docile sulle gomme, quindi sul passo gara, invece di scegliere un assetto più aggressivo più adatto sul giro secco; scelta che ha pagato, non dimenticando però la strategia. 

Qualche dubbio ancora si ha sul propulsore. Se infatti sembra decisamente migliorato rispetto allo scorso anno (argomento già trattato in questo articolo), allo speed trap ancora si pagano circa 10 km/h rispetto alla Mercedes. A riprova di questo, al netto delle differenze tra vetture con assetti più scarichi o più carichi da un punto di vista aerodinamico, si nota come allo speed trap le velocità massime siano state migliori per tutti i motorizzati Mercedes, comprese Force India e Williams che montano il propulsore della casa di Stoccarda. Se quindi durante il week-end di gara abbiamo visto numerose novità portate da Maranello in ambito aerodinamico, ci aspettiamo nell’immediato futuro un miglioramento anche in termini motoristici.

In Mercedes possiamo notare, nonostante la mancata vittoria, una macchina con una ottima performance ed un motore che fa paura. 

Da registrare però alcune cose in ambito di gestione della gara, a cominciare dal problema avuto da Bottas nel primo stint di gara, quando per un problema di pressione alle gomme posteriori ha fatto da tappo a tutto il gruppo pur mantenendo la prima posizione. Se giusta è risultata la tattica di far rientrare entrambe le macchine in regime di Safety car, rimane non comprensibile la scelta di far montare ad Hamilton le gomme soft per l’ultimo parte di gara, in cui l’obiettivo era raggiungere Vettel, quando con delle supersoft si poteva cercare la prestazione migliore. Probabilmente in Mercedes avranno ipotizzato che un Hamilton “cattivo” avrebbe potuto tartassare le gomme oltremodo e rischiare di avere un drop off (decadimento repentino della prestazione della gomma) prima del termine della gara.

Giusta è risultata invece la penalità ad Hamilton, inflitta per aver rallentato in maniera evidente Ricciardo nel valzer dei pit stop in regime di safety car; ad ammetterlo lo stesso pilota inglese che ha dichiarato: “Colpa mia la penalità di 5″, chiedo scusa al team”.
Altra cosa lampante uscita fuori dal Bahrein in casa Mercedes è l’ammissione della gerarchia. Se infatti nel week-end Niki Lauda e Toto Wolf avevano lasciato intendere che in questa gara non ci sarebbero stati ordini di scuderia, la realtà ha invece dimostrato l’esatto contrario. Ad onor del vero, bisogna ammettere che ieri Bottas non ha dato altra scelta al team, visto il suo passo gara più lento sia di Vettel che del compagno di squadra. La squadra ha dunque preso questa decisione, giusta nella sua ottica, e capita ed interpretata proprio dalle parole del finlandese che ai microfoni ha detto: “Capisco il team”.

In casa Red Bull c’è da registrare un problema di affidabilità sulla vettura di Verstappen, abbandonato troppo presti dai suoi freni che lo hanno portato a muro. Come anticipato durante il racconto delle libere del venerdì, la vettura di Adrian Newey non ha mai avuto un passo gara tale da stare con i primi, come dimostra anche la gara di Ricciardo, quinto, che paga circa 20 secondi a Raikkonen. Qui potete vedere l'incidente accorso al pilota olandese.

Nella lotta a centro gruppo la Toro Rosso perde lo scettro di prima delle inseguitrici; se infatti la scuderia di Faenza era uscita da Shanghai come quarta forza del campionato, in Bahrein non ha brillato, a partire dalle prove libere, dove Sainz è stato per lo più ai box per problemi di affidabilità. In gara non hanno fatto di meglio, con il pilota spagnolo coinvolto nell’incidente con Stroll alla prima curva (causa dell’ingresso della Safety car) e Kvyat fuori dalla zona punti. Qui il video dell'incidente tra i due.

Approfittano Williams e Force India, entrambe motorizzate Mercedes e quindi sfruttando le caratteristiche velocistiche del circuito di Sakhir. Ottimo Massa in sesta posizione, seppur con quasi 55 secondi dalla vetta, ma autore di un bel duello prolungato con Raikkonen, e bene le due Force India, entrambe a punti.

Nelle zone basse della classifica da registrare la buona prova di Grosjean e Hulkenberg che, rispettivamente, portano la Haas e la Renault a punti. Segnali di miglioramento da parte della scuderia francese, come dimostrato anche in qualifica: ormai sembra riuscire ad essere costantemente ai margini della zona punti, decisamente meglio rispetto allo scorso anno, ma deve perseguire più ampi step di miglioramento..

Purtroppo c’è da registrare ancora una gara negativa della Mclaren – Honda, che ha visto la non partecipazione alla gara di Vandoorne ed il ritiro di Fernando Alonso a pochi giri dal termine; un Alonso che lotta come un leone nelle curve, ma che deve arrendersi sui rettilinei per via di un motore che non lo assiste.